Aquino dopo SONA, dov’è la crescita inclusiva?

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Vari gruppi di impresa locali e straniere hanno ripetuto al presidente Aquino sei riforme sociali, politiche ed economiche che ha bisogno di affrontare nell’ultima parte della sua presidenza.

Il buon governo, la crescita inclusiva, infrastrutture migliori, sicurezza energetica e competitività dei prezzi, maggiore investimenti esteri diretti e riduzione del contrabbando: questi i temi che la Philippine Business Groups e the Joint Foreign Chambers (PBG-JFC) hanno chiesto ad Aquino di affrontare con una lettera del 21 luglio, una settimana prima del discorso del presidente, SONA.

Mentre le due organizzazioni riconoscono che ora il paese si trova tra chi si sta comportando meglio in Asia, lamentano che deve ancora essere sentito dai filippini un sostanziale calo della disoccupazione e sottoccupazione.

Il gruppo crede che “un’agricoltura sostenibile e attività minerarie responsabili agevoleranno sostanzialmente il nostro scopo condiviso di una crescita inclusiva”.

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Hanno inoltre ripetuto la propria posizione che attività minerarie responsabili hanno il potenziale di portare nel paese altri investimenti esteri. Secondo i gruppi la legge di estrazione mineraria delle Filippine è un pezzo di legislazione efficace se applicato in modo appropriato. Comunque “dobbiamo assicurarci di avere un regime fiscale competitivo a livello internazionale per il sistema minerario che dà al governo una giusta quota delle entrate minerarie nette, come pure assicura un ritorno giusto e ragionevole per gli investitori.”

Il gruppo ha aggiunto che nel decidere sulle mappe delle zone di divieto si devono bilanciare i potenziali progetti minerari e soppesarli contro altre considerazioni di agricoltura, di turismo ed altro.

Sulle infrastrutture il gruppo sostiene un sistema di più aeroporti, costituiti da NAIA, Clark e un futuro terzo aeroporto, e invocano oer uno spostamento del traffico cargo dal porto di Manila verso Subic e Batangas.

Sulla produzione energetica, sono stati unanimi che non c’è bisogno di emendare la legge quanto piuttosto di applicarla appropriatamente per non scoraggiare investimenti nel settore.

“Deve essere formulato al più presto un piano di azione, da far conoscere al pubblico, che affronti la sicurezza energetica e la competitività del prezzo e che tenga conto di tutti gli elementi del settore energia dalla generazione alla distribuzione.”

Per accrescere l’investimento estero diretto il gruppo incoraggia il governo a considerare le proposte di aprire alcune aree dell’economia ad una maggiore partecipazione straniera, come la rivisitazione della Lista negativa degli investimenti che rihiede un emendamento della costituzione.

“..Rivedere la Lista degli investimenti stranieri ammessi riducendo le industrie dove la partecipazione estera è limitata. La legislazione importante deve essere introdotta a questo scopo quanto prima”

Il PBG-JFC riconosce che gli sforzi dell’amministrazione per eliminare la corruzione cominciano a dare frutti ma è imperativo che i rappresentanti pubblici, passati ed attuali, che si è provato essere coinvolti nel cattivo uso dei fondi pubblici, siano ritenuti responsabili totalmente nei confronti della legge. Sono coscienti che la legge di modernizzazione delle dogane e delle tariffe contro il contrabbando stanno facendo dei passi in parlamento, ma sperano ardentemente che le misure siano immediatamente approvate ed applicate.

Inoltre il gruppo ha chiesto al presidente Aquino di far approvare prima della scadenza del suo mandato la legge di libertà di informazione.

Queste richieste, la lista dei desideri, sono state formulate ad una settimana dal SONA, ma dopo il discorso del presidente del 28 luglio le reazioni del settore degli affari sono contrastanti.

Secondo Francis Chua della Camera di Commercio Filippina il presidente ha enumerato i numerosi progetti buoni dell’amministrazione a cui va dato credito anche al governo: “E’ un segno di comando. Ci ha anche impressionato per il fatto che continuerà la sua lotta per il paese e la popolazione. Credo sia sincero nel servire la popolazione”

Edgardo Lacson della confederazione degli imprenditori ha detto che questo SONA è stato “un raporto sullo stato” di quello che questa amministrazione ha fatto. Mentre si è appellato emotivamente ai suoi capi, i filippini, il messaggio dato è stato nel complesso forte. “Il discorso ed il messaggio erano chiari. I numeri fanno impressione. E’ apparso così sincero, più conciliatorio e unificante”.

Lacson ha notato che Aquino ha accettato indirettamente la decisione della corte suprema sul DAP quando ha detto di voler cercare l’approvazione del congresso per un budget supplementare.

Pacita Chit Juan, vice presidente del comitato di comunicazione del Management Association, ha espresso frustrazione per l’incapacità del residente di affrontare gli effetti del cambiamento climatico nel paese e la prevedibile crisi energetica come pure anche l’affrontare i potenziali dell’energia rinnovabile. “Non si menziona neanche come affrontare la possibile crisi energetica … non sta neanche in cima ai pensieri”.

La Juan ha anche notato che Aquino non ha neanche menzionato un piano per reintegrare i filippini all’estero nell ospazio delle imprese.

Nel frattempo l’ex segretario alle finanze Diokno dava un voto cattivo allo sviluppo infrastrutturale affermando che i progetti della partnership privato pubblico che la sua amministrazione ha varato saranno chiamati “Progetti del dopo Pinoy”.

Diokno ha puntualizzato che la maggioranza di questi progetti dovranno essere completati dopo la presidenza Aquino e che in totale si tratta di 7 progetti su 55. “E questi non sono grandi progetti, per altro … Dire che 7 su 55 sono più grandi di quanto le passate amministrazioni hanno fatto è un paragone sbagliato. La base corretta per un paragone è quale era la sua intenzione e quello che ha fatto. E considerato quello che ha fatto, si tratta di ben poco”

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