Crisi politica birmana peggiorata dopo le 4 esecuzioni fatte per ASEAN

Listen to this article

Profondamente delusi e turbati dalla evoluzione della crisi politica birmana che è davvero peggiorata, ha detto Hun Sen, premier Cambogiano che ha presieduto l’ultimo incontro dei ministri degli esteri dell’ASEAN in qualità di paese di presidenza di turno del blocco.

4 prigionieri politici birmani

L’ASEAN, dopo il golpe del 2021 e la formulazione del piano in cinque punti, non è riuscito ad avere dai generali Birmani alcuna concessione minima, come il poter vedere i prigionieri politici o la distribuzione degli aiuti anche nelle zone controllate dalle forze democratiche.

Ma la situazione è davvero peggiorata quando i militari birmani hanno portato a termine le quattro esecuzioni dei militanti birmani nonostante l’invito esplicito di Hun Sen e di molti paesi ASEAN e dell’Europa a desistere dalle esecuzioni.

“Se saranno condotte altre esecuzioni contro i prigionieri, ci vedremo costretti a rivedere il nostro ruolo nei confronti del consenso in cinque punti” ha detto Hun Sen prima dell’incontro in cui il ministro degli esteri malese Saifuddin Abdullah ha proposto di mettere al bando i rappresentanti politici birmani dagli incontri ministeriali e di creare un quadro per “rafforzare l’applicazione del consenso in cinque punti”.

“C’è bisogno di un quadro con un finale preciso che è un Myanmar democratico” ha detto il rappresentante malese che ha rimandato all’incontro dei capi di stato di novembre la decisione finale che deve essere presa secondo una procedura di consenso senza l’interferenza nella politica interna altrui.

Agli incontri ministeriali del Summit regionale saranno presenti 17 paesi come Russia, Cina, Giappone, Unione Europea ed USA ma è stato escluso il Myanmar.

Inoltre ci sono sul tavolo varie questioni come il Mare Cinese Meridionale, i contrasti tra Cambogia ed Indonesia sulle operazioni di truffa in Cambogia che interessano tantissimi indonesiani e non ultima la questione di Taiwan e della visita della Pelosi che ha allarmato molto i paesi della regione, la guerra in Ucraina e la situazione nella penisola Coreana.

Una cosa che l’ASEAN potrebbe fare, a cui si sono affidati sia l’Europa che gli USA nella risposta al golpe, è di ingaggiare il discorso con il NUG, governo di unità nazionale dell’opposizione, e sostenerlo sia a livello politico che sostanziale.

Finora lo ha fatto in pubblico solo la Malesia, mentre altri paesi sono profondamente legati al Myanmar ed i paesi occidentali hanno delegato troppo all’ASEAN il da farsi.

Che al Myanmar interessi poco cosa pensa l’ASEAN lo si rivela anche dalle ultime evoluzioni della crisi politica birmana.

“Il regime militare del Myanmar ha esteso la legge di emergenza per altri sei mesi, una ammissione tacita che il golpe è fallito.” scrive The Irrawaddy che ricorda come la costituzione militare del 2008 permette l’estensione della legge di emergenza oltre i tre anni, “un segno che il capo del golpe Generale Min Aung Hlaing non è riuscito a restaurare la normalità nel paese”.

Lo stesso generale ha ammesso che ci sono state 7000 esplosioni di mine, seimila attacchi e 1000 attacchi incendiari da parte del NUG e delle PDF, forze popolari, dal golpe.

“Se queste cifre si considerano vere, mostrano che i militari, i quali consumano la parte del leone del budget annuale, sono spropositamene deboli.”

Nel resoconto del generale birmano ci sono anche 3000 personale della pubblica amministrazione uccisi e 3000 feriti tra i quali esponenti del partito fantoccio dei militari USDP, oltre alle migliaia di attacchi nelle zone tradizionali Bamar, prima mai interessate da lotta armata.

“Ma Min Aung Hlaing non ha citato affatto gli attacchi aerei e con l’artiglieria pesante, gli omicidi arbitrari, gli attacchi incendiari portati avanti dai suoi soldati. Oltre 2000 persone sono morte per mano della giunta secondo Assistance Association for Political Prisoners, e oltre 15,000 sono in carcere dal golpe. 1,2 milioni di persone sono stati allontanati dalle case dei quali 866400 dal momento del golpe…”

Inoltre la giunta birmana ha dichiarato che ad agosto 2023 saranno tenute le prossime elezioni nazionali che nessuno dotato di buon senso crede possano essere eque e libere se tenute dalla giunta, come ha fatto sapere lo stesso ministro degli esteri malese il quale ha chiesto anche una nuova costituzione come prerequisito per tenere elezioni.

Ma quanto succede nel Myanmar non interessa solo alle istituzioni regionali e internazionali, interessa anche ai democratici della regione e della Thailandia che condivide con il Myanmar un confine lungo e poroso, la presenza dei militari nella politica interna e relazioni commerciali molto intense legate all’estrazione del gas che porta molti dollari nelle casse depauperate del Myanmar.

Traduciamo un articolo di Pravit Rojanaphruk sull’esecuzione dei 4 militanti democratici.

La Thailandia delude i propri vicini del Myanmar

L’esecuzione dei quattro militanti democratici in Myanmar all’inizio della settimana e la riluttanza del governo thailandese a condannare un atto barbaro della giunta birmana la dice lunga sul come il regime di Prayuth Chanocha non riesca ad agire in un modo degno.

crisi politica birmana vista da bangkok
Manifestanti birmani a Bangkok dopo le 4 esecuzioni dei militanti birmani khaosodenglish.com

La sola reazione che abbiamo ascoltato è venuta dal portavoce del Ministero degli Esteri Thanee Saengrat il quale rispondendo ad una domanda dei giornalisti, ha detto che il governo thai “deplora fortemente” l’esecuzione dei quattro uomini in Myanmar e che la violenza non può risolvere i problemi politici.

Mi rattrista profondamente che questa è la sola cosa che il regime di Prayut abbia da dire.

In nome di interessi nazionali definiti in modo meschino, alcune persone ed alcuni governi sono disposti a chiudere un occhio sulle atrocità che accadono nella casa del vicino dicendo solo “E’ troppo brutto”.

Non resta neanche un briciolo di dignità né di decenza.

Il portavoce non ha condannato le esecuzioni e si sa bene che il regime di Prayuth, giunto al potere a maggio 2014 con un golpe militare e l’attuale ministro degli esteri Don Pramudwinai sono stati degli amiconi della giunta birmana e del suo capo Min Aung Hlaing.

A condannare le esecuzioni è stato almeno il ministro degli esteri malese Saifuddin Abdullah che le ha definite “una presa in giro dell’ASEAN”.

Prayuth per anni è stato snobbato dall’occidente dopo il golpe del 2014 finché non fu scelto di nuovo come premier dopo le elezioni del 2019. E’ comunque riuscito relativamente “bene” ad addolcire l’oppressione quando la giunta era al potere in confronto alla brutalità e mancanza di scrupoli visibili della giunta birmana.

Non sorprende che si capiscano e si sentano vicini dal momento che i due leader hanno rovesciato governi eletti e violato il potere sovrano popolare.

In quello stesso giorno manifestanti birmani hanno fatto una grande protesta di fronte all’ambasciata birmana a Bangkok dopo aver appreso delle esecuzioni dei quattro militanti. La polizia non si è mossa contro di loro e questa è stata forse la cosa più generosa che hanno fatto verso i democratici birmani in Thailandia.

Fino a quando il governo thai permetterà alla giunta birmana di avere mano libera nella soppressione ed uccisione di oppositori e democratici? Quanto a lungo sarà ricordata questa condotta del governo thai nel futuro?

Una cosa che faccio quando incontro un vietnamita per la prima volta dopo esserci presentati è di dire “Mi spiace per quello che la Thailandia fece durante la guerra del Vietnam quando permise agli aerei americani di continuare a volare dalla Thailandia per bombardare il suo paese. Si potrebbe dire la stessa cosa del sostegno thailandese al regime genocida dei Khmer Rossi.

E’ il momento che i paesi confinanti facciano pressione sulla assassina giunta birmana. Qui in Thailandia abbiamo dato troppo tempo a Prayuth di accontentare i vicini birmani.

Mentre sono previste altre decine di esecuzioni, temo che in un futuro non troppo lontano io ed altri thai coscienziosi forse dovremo dire cose simili nell’incontrare un birmano.

“Ci spiace di aver fatto troppo poco e troppo in ritardo per impedire alla giunta militare birmana di sopprimere e uccidere i tuoi concittadini e concittadine”.

Taggato su: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole