Crisi sanitaria malese sull’orlo della catastrofe da COVID19

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La crisi sanitaria malese volge al peggio con la crescita esponenziale di casi di Covid-19 che, in percentuale sulla popolazione, supera il tasso di infezione in India.

Il sistema sanitario si trova ad un punto critico visto il numero elevato di pazienti che occupano i 1200 posti di terapia intensiva che costringe i medici a scegliere di dare priorità ai pazienti che hanno più probabilità di salvarsi.

La nazione musulmana ha vissuto una crescita di cinque volte dei casi dall’inizio dell’anno e una serie di massimi storici consecutivi da migliaia di infezioni dopo le vacanze della fine del Ramadan con la festa del Eid al-Fitr, a causa dei raduni tenutisi in violazione delle norma del distanziamento e del restringimento degli spostamenti.

AFP / Nazri Rapaai

Le trasmissioni giornaliere hanno di gran lunga superato le previsioni del ministero che parlavano di un superamento della soglia degli 8000 casi al 5 giugno se non fossero state rispettate le misure di sicurezza sanitarie che in Malesia sono chiamate SOP, procedure operative standard.

Al 29 maggio la Malesia registrava 9020 casi e 98 morti, dopo che nello stesso mese si sono registrate 1289 morti che superano le perdite totali malesi durante tutto il primo anno di pandemia.

Insieme alla crescita di morti ed infezioni cresce anche la rabbia e la frustrazione verso il governo del premier Muhyiddin Yassin il quale, dopo le critiche per non aver fatto misure restrittive maggiori con i casi che crescevano a spirale, ha annunciato una “serrata totale” a livello nazionale a partire dal 1° giugno, in cui solo i servizi e settori essenziali opereranno.

A gennaio il governo di Muhyiddin dichiarò lo stato di emergenza per la crisi sanitaria malese con cui sospese il parlamento dando al premier poteri speciali di fare leggi. Questo stato di emergenza a cui ha acconsentito il Re Malese termina il 1° agosto, ma non è escluso che, a causa del peggioramento della pandemia, possa essere esteso.

Mentre i casi attivi sono triplicati dall’inizio dello stato di emergenza, i parlamentari di tutto lo spettro politico hanno chiesto una riunione urgente del parlamento per deliberare misure di lotta al Covid-19.

Non è chiaro se Muhyiddin, che teme di perdere la sua coalizione di maggioranza, permetterà che il parlamento si riunisca.

La prima delle tre fasi della serrata entra in vigore dal 1 al 14 luglio mentre il ministero della sanità determinerà quali restrizioni allentare e quali settori politici riaprire.

La decisione di rifare la serrata era legata alla presenza di varie varianti altamente contagiose del virus tra le quali la variante indiana B1617.

Altre due varianti, quella inglese e quella sudafricana, definite preoccupanti dall’OMS, si sono diffuse nella comunità mentre molti pazienti tra i quali persone più giovani presentano sintomi più gravi.

Il numero di casi totali dall’inizio della pandemia ora sono 572,357 mentre i morti sono 2,796. In relazione alla propria popolazione la Malesia ha la situazione epidemica peggiore sebbene il numero totale di casi sia minore rispetto ai paesi popolosi come Filippine e Indonesia.

I dati ufficiali sulla crisi sanitaria malese e le infezioni giornaliere dicono che il tasso di infezione per un milione di persone è superiore a quello indiano.

“Abbiamo una situazione reale che è alquanto seria. I casi accadono in tutto il paese e abbiamo avuto bisogno di una serrata seria per ricalibrare e riorganizzare le nostre azioni contro il Covid-19” dice Zainal Ariffin Omar, ex consulente OMS per la prevenzione delle malattie non trasmissibili.

Muhyiddin ha annunciato un terzo controllo degli spostamenti, MCO, il 12 maggio che proibiva i raduni e limitava i movimenti permettendo alle imprese di operare ad orario ridotto.

In un’intervista televisiva il premier confessò la propria riluttanza ad una nuova serrata analoga a quella applicata tra marzo e maggio dello scorso anno, per la preoccupazione di un possibile collasso economico.

Il presidente dell’associazione medici pubblici malesi Zainal disse che Selangor, lo stato più ricco del paese, dove le infezioni sono il triplo dello stato peggiore successivo, e la Klang Valley che è limitrofa a Kuala Lumpur, sarebbero dovute sottostare ad almeno tre settimane di serrata.

“Abbiamo bisogno di una stretta aderenza alle restrizioni di movimento tra stati e tra i distretti perché la gente non ha seguito sempre le linee guida ed ha diffuso la malattia”

Migliaia avrebbero provato a passare i confini di stato durante la festa del Hari Raya Aidilfitri per visitare amici e parenti nonostante le regole esplicitamente vietassero tali raduni.

“La realtà è che il SOP è stato del tutto ignorato” ha scritto Nor Azimi Yunus, il responsabile sanitario dello stato del Terengganu. Esperti ed osservatori hanno indicato un’aderenza scarsa ai protocolli sanitari nelle comunità di provincia dove i tassi di registrazione di vaccinazione sono inferiori rispetto alle aree urbane e alla popolazione non malay.

Mentre la Malesia cerca di accelerare una campagna vaccinale a rallentatore, la disinformazione sembra diffondersi anche per paura degli effetti collaterali.

“Ci sono alcuni casi di disinformazione specie durante il mese del digiuno. La gente era riluttante a vaccinarsi in questo periodo, mentre altri lamentavano la mancanza di trasporti verso i centri vaccinali” ha detto Zainal.

Nello stato Kedah un terzo dei 30100 registrati per la vaccinazione non si è presentato all’appuntamento, mentre il 45,6% della popolazione adulta si è registrato a livello nazionale.

Sono stati riportati largamente malfunzionamenti dell’applicazione per telefonini, MySejahtera, usata per il tracciamento e la prenotazione del vaccino, con conseguenti perdita di appuntamenti da parte delle persone.

Il governo vuole immunizzare 80% della popolazione, cioè quasi 27 milioni di persone per il primo trimestre del 2022, ma la vaccinazione va a rilento a causa della difficoltà di avere i vaccini.

Sebbene la velocità stia crescendo, solo il 3,1% della popolazione è stata vaccinata del tutto ed il 5,3% ha ricevuto una sola dose.

La Malesia iniziò il programma di vaccinazione a fine febbraio ed ha approvato l’uso dei vaccini Pfizer, AstraZeneca e il vaccino cinese Sinovac ed ad ora i centri vaccinali hanno amministrato circa 66mila vaccini al giorno di media nelle ultime due settimane.

“Per completare la vaccinazione secondo le linee guida del governo, si dovrebbero avere 250 mila vaccinazioni al giorno” dice il parlamentare di opposizione Wong Chen. “C’è stata mancanza di vaccini e il governo conta sul gran numero di vaccini che arriveranno tra metà giugno e primi di luglio per salvare la propria posizione”

Secondo Wong, sebbene non si possa accusare del tutto il governo per la penuria di vaccini, i livelli bassi di analisi e di tracciamento sono la causa di questo scoppio incontrollato di infezioni.

“Hanno avuto così tanto tempo per farlo ma non l’hanno mai migliorato. Quando c’è il picco capiscono che non hanno l’infrastruttura per tracciare e seguire. Quella è la ragione fondamentale”

La crisi sanitaria malese che peggiore e la crescita allarmante dei casi rischia di indebolire la posizione politica di Muhyiddin specie se la situazione si deteriora rapidamente e porta ad una caduta economica prolungata. Per gli analisti il premier avrà ancora un vantaggio sull’opposizione finché resta in vigore la legge di emergenza.

Una ragione fondamentale per la legge di emergenza fu di assicurare certezza politica di fronte al rischio di mozioni di sfiducia portati in parlamento contro il governo. La sua coalizione nazionale PN sembrava appesa ad un filo dopo molte defezioni di parlamentari dal partito maggiore UMNO.

Sebbene sia stato dato il beneficio del dubbio per aver invocato i poteri di emergenza all’inizio dell’anno, le misure ora hanno fallito chiaramente nel fermare la corsa dei casi e delle morti.

Un’ulteriore estensione dei poteri di emergenza senza un dibattito in parlamento accenderà di certo accuse secondo cui il premier usa la crisi sanitaria malese per assicurarsi la propria sopravvivenza politica.

“Se la situazione resta critica a fine giugno o oltre, è probabile che lo stato di emergenza, approvato dal re a gennaio dopo la seconda richiesta del premier, sarà esteso al di là della data prevista del primo agosto” ha detto Peter Mumford del gruppo di consulenza Eurasia Group, secondo il quale però la posizione del sovrano Abdullah Sultan Ahmad Shah, conosciuto come Yang di-Pertuan Agong, si farebbe più difficile.

Il sultano che secondo la costituzione malese ha il potere di dichiarare la legge di emergenza per minaccia alla sicurezza, all’economia o all’ordine pubblico, ha ricevuto molte petizioni dall’opposizione a sospendere la misura e riconvocare il parlamento.

Inizialmente ad ottobre il sovrano rigettò una richiesta di Muhyiddin di dichiarare l’emergenza, richiesta criticata dall’opposizione come una mossa forte per restare al potere.

Se Agong si rifiuta di sostenere un’estensione dell’attuale emergenza, il parlamento potrebbe discutere su come procedere cosicché il palazzo resta al di sopra dello scontro politico.

Nonostante la critica crescente sulla gestione della pandemia, secondo Mumford Muhyiddin “sembra al sicuro per ora” col potere del mandato e il chiaro sostegno del re.

Ma se l’epidemia dovesse peggiorare di molto, figure di opposizione come Anwar Ibrahim potrebbero raccogliere il sostegno della maggioranza e diventare premier e rovesciare la coalizione di Muhyiddin.

Almeno per il momento gli schieramenti politici offrono assicurazioni di non sostenere mozioni di sfiducia contro il governo se sarà convocato il parlamento. Gli osservatori sostengono che la gravità della pandemia ha fermato i possibili transfughi che manovravano per elezioni anticipate.

Il vice presidente del parlamento Azalina Othman Said ha proposto in una lettera aperta del 27 maggio che il governo permetta la riunione del parlamento senza mozioni di sfiducia e senza elezioni generali “fino al controllo della pandemia e al raggiungimento di almeno il 50% della immunità di gregge”.

Prima dell’attuale esplosione di casi ci si attendeva un’elezione anticipata per il terzo trimestre de 2021, mentre ora sembra impossibile almeno fino al 2022.

Azalina, parlamentare UMNO nel governo, ha proposto la formazione di un governo di emergenza ad interim con rappresentanti di tutti i partiti, cosa approvata da figure di opposizione.

Il politologo Chandra Muzaffar ha detto che “sia la crisi sanitaria grave e la concomitante crisi economica” giustificano un’estensione dell’emergenza, ma lo stallo politico lungo del paese chiede che il governo vada oltre la mera estensione dell’emergenza.

Le circostanze “devono spingere il premier ed il re ad iniziare un genuino governo di unità nazionale che non solo includa l’opposizione, ma anche qualche figura sanitaria di rispetto che ha espresso alcune considerazioni indipendenti su come gestire l’attuale pandemia” ha detto Muzaffar.

“La gestione delle crisi gemelle deve essere vista dalla gente come uno sforzo sincero che trascenda l’appartenenza politica”

Finora il premier non ha dato indicazioni chiare di intravedere un governo di unità nazionale come una via di uscita dalla crisi di una generazione e questo significa che l’attesa di una convocazione del parlamento è destinata a continuare.

Nile Bowie, Asiatimes

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