Cultura della sicurezza in Thailandia ed i 14 morti del Mountain B

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La cultura della sicurezza in Thailandia è alla base della recente tragedia di un pub di Sattahip dove sono morte 15 persone per un incendio scoppiato nel locale

Sono 15 le persone uccise ed altre 40 ferite a causa di un incendio scoppiato oltre la mezzanotte in un locale notturno a Sattahip, Muntain B, un locale unico da 4800 metri quadri, sulla costa sud orientale della Thailandia.

Non sono chiare le cause dell’incendio ma è chiaro che il materiale infiammabile sulle pareti del locale ha avuto la sua parte.

Cultura della sicurezza in Thailandia

Le fiamme sono scoppiate durante un evento dal vivo di un gruppo musicale e i vigili del fuoco hanno impiegato due ore per riportarle sotto controllo, ritrovando la maggioranza delle vittime davanti all’uscita e nei bagni.

Secondo alcuni ad accrescere la pericolosità e la velocità di propagazione dell’incendio è stata un rivestimento infiammabile per l’acustica del luogo.

Come accade spesso e non solo in Thailandia, il premier thai ha chiesto le indagini ed invitato i gestori dei luoghi di intrattenimento a sistemare sia le porte di emergenza che tutte le altre misure di sicurezza.

Il luogo era adibito prima a ristorante ed era stato trasformato in locale notturno e forse operava senza le necessarie autorizzazioni.

Nel 2009 un altro incendio scoppiò in un altro locale notturno Zantika Club uccidendo oltre 60 persone portando in carcere nel 2011 i due gestori del locale.

Sulla questione della cultura della sicurezza in Thailandia dei locali publici pubblichiamo un commento di Pravit Rojanhaphruk sul Khaosodenglish

Perché la cultura della sicurezza in Thailandia è così profondamente bassa

La tragedia di fuoco causata dall’uomo che ha avvolto il pub Mountain B con la morte di 15 persone e il ferimento di altre decine era essenzialmente prevedibile.

La polizia ha confermato alcune ore dopo l’incendio che una delle porte di uscita era bloccata, che l’operatore del locale non aveva la licenza per operare quel locale, in cui era usato un rivestimento antiacustico altamente infiammabile.

La vera tragedia è sulle ragioni che l’hanno fatta ripetere più che su quello che c’è da fare che dovrebbe riguardare più il senso comune.

Prima di parlare delle ragioni, si deve notare cosa ancora dobbiamo scoprire di questa tragedia che si poteva evitare, dove riprese preoccupanti hanno mostrato i più fortunati fuggire da quel locale ora totalmente distrutto con gli abiti che bruciavano, una visione troppo orribile da mostrare qui.

Il generale di polizia Sompong Chingduang ha detto venerdì dopo le prime indagini sull’incendio che allo scoppio dell’incendio almeno un’uscita era chiusa, e non si sa ancora quante fossero le uscite di sicurezza e quante di queste fossero chiuse.

Inoltre erano state aggiunte altre parti senza alcun permesso. Solo due estintori stati ritrovati all’interno del locale che è stato quasi del tutto buttato giù.

Il 16 di luglio la polizia del posto si era recata ad ispezionare il luogo dopo aver ricevuto lamentele di rumori e quasi tutto il locale era rivestito di pannelli antirumori fatti di materiali altamente infiammabili.

Si immagini se non fosse stata chiusa una o forse più delle porte di ingresso quante persone si sarebbero salvate, o se fossero stati più attenti ed avessero usati materiali differenti per i pannelli antiacustici che hanno diffuso moltissimo le fiamme; si immagini se la polizia e le altre agenzie del governo avessero ispezionato regolarmente e con rigore il pub, quante vite si sarebbero potute salvare.

Ci sono quattro fattori per cui credo che il concetto di sicurezza sia profondamente basso in Thailandia.

Per prima cosa i profitti e la corruzioni superano tutti gli altri. Dal punto di vista miope di fare profitti a breve, è più facile controllare possibili entrate non autorizzate al pub bloccando le uscite sul retro. Se il gestore non le avesse bloccate, avrebbe dovuto assumere altro personale per gestire le porte di uscita.

Un cantante che ha lavorato nel pub ha detto che le due porte di uscita sul retro erano sempre chiuse per paura che i consumatori se ne andassero senza pagare, una strategia fatale per tagliare i costi.

Thanapat “Peach” Puangpae ha detto ai giornali sabato, dopo aver deposto i fiori per i morti, che lui entrava sempre dalle porte sul retro ed una guardia andava sempre ad aprirla e chiuderla di nuovo dopo che i musicisti erano entrati.

Lui ha ammesso di non aver mai pensato ad una tragedia del genere. D’altro canto, le autorità non si sono mai assicurate che queste porte fossero bloccate e forse hanno chiuso un occhio a causa della corruzione.

Seconda cosa la trascuratezza, da mentalità di chi pensa che possa accadere agli altri ma non a noi. Chissà se il gestore si sarebbe comportato diversamente, senza bloccare le porte di uscita, scegliendo materiali antiacustici ritardanti, e se fossero coscienti del rischio alto di una tragedia. Forse sì ma ancora forse pensavano che il rischio è basso e che non sarebbe mai potuto accadere a loro.

Terza cosa è che la vita degli altri è sempre meno importante della propria e dei propri familiari. Chi operava forse non avrebbe mai sottoposto le proprie famiglie a standard di sicurezza così bassi.

AP Photo/Anuthep Cheysakron

In ultimo, ma non per importanza, tutti questi fattori ed altri messi insieme implicano che la sicurezza è un concetto alieno a molti thai. Un fatto analogo successe nel 2009 a Bangkok nel Zantika Pub ad Ekkamai quando morirono 69 persone.

E’ stato tutto dimenticato e non si è appreso proprio nulla della cultura della sicurezza.

Pravit Rojanaphruk

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