Dati parlano di una diffusione allarmante dell’HIV e AIDS in Indonesia

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I nuovi dati parlano di una diffusione allarmante dell’HIV e AIDS in Indonesia. Il governo deve agire in fretta e in modo deciso se vuole impedire una nuova epidemia.

“Non abbiamo mai avuto una visita medica e non sappiamo come evitare HIV. La sola cosa che sappiamo è che dobbiamo usare il preservativo. Ma spesso i clienti si rifiutano di usarlo.”

E’ un pezzo di una conversazione tra una prostituta fatta alcuni anni fa in una zona mineraria indonesiana. Fu un’intervista molto intensa perché molti clienti della prostituta erano lavoratori della miniera, un esempio della complessità dell’HIV in Indonesia.

Comunque sembra che la maggioranza degli indonesiani ha un’idea molto labile, se ce l’ha, dei pericoli e della diffusione del virus dell’HIV.

Di recente il ministro della sanità indonesiana rilasciò un rapporto scioccante secondo cui il numero delle persone con HIV era cresciuto significativamente.

Almeno 13319 persone sono morte nei tre anni precedenti di AIDS mente il numero totale dei casi si attesta su 268185. Il numero delle persone che convivono con il virus è sui 690 mila casi. Sono cifre che fanno dell’Indonesia il paese con il maggior numero di casi denunciati.

A peggiorare la situazione è che le persone con HIV/AIDS che riconoscono di essere infette sono il 20% dei casi. 8 su 10 persone non sanno di essere infetti del virus. Si può perciò stimare che il numero attuale di casi sia molto più grande di quanto riportato.

Secondo i dati ministeriali due sono i fattori principali che contribuiscono alla diffusione del virus in Indonesia. Il primo è dovuto agli eterosessuali che fanno sesso non protetto e sono il 46.2% dei casi, a causa di una promiscuità sessuale molto forte e diffusa prostituzione.

La questione si complica perché l’industria della prostituzione ha forti legami con la povertà. La mancanza di conoscenze sull’HIV/AIDS implica che i lavoratori del sesso sono più vulnerabili a contrarre il virus.

Gli impatti di questa questione sono anche sfortunatamente patiti non solo dalle lavoratrici del sesso e dai loro clienti ma anche dalle madri e in alcuni casi dai figli che devono nascere, quando i loro mariti usano i servigi sessuali della prostituzione. Lo si può vedere nelle province delle Sulawesi settentrionali dove la percentuale delle prostitute infettate col virus è il 5.4% mentre la maggioranza delle persone con HIV/AIDS sono casalinghe.

Secondo i dati ministeriali, il secondo fattore che contribuisce alla crescita di casi di AIDS sono i rapporti sessuali tra uomini, il 24.5% dei casi. Si includono qui casi di uomini sposati con alcuni dei quali che affermano di volere il sesso con altri uomini come un modo per sperimentare ed esplorare. Nel 2002 erano il 2.4%, 5.3 nel 2007 e 11.5 nel 2009.

La crescita della diffusione dei media sociali ha reso più facile trovare un partner e quindi è cresciuto anche il rischio del sesso non protetto e la diffusione dell’HIV.

Il governo indonesiano ha quindi bisogno di fare sforzi seri per affrontare il problema specialmente formulando gli obiettivi appropriati della sua politica.

Prima cosa, per quanto possibile, il governo deve accrescere le conoscenze tra i lavoratori del sesso sui pericoli dell’HIV/AIDS e come evitarlo. Il passo più progressivo che può essere fatto è la chiusura dei quartieri a luci rosse come fatto a Surabaya dove è stato chiuso Gang Dolly, il più grande distretto a luci rosse. Questa chiusura ha assicurato che le ex-prostitute fossero umanizzate e rafforzate. Loro hanno ricevuto addestramento per cercare opportunità di lavoro più decenti, diventare più indipendenti economicamente e scappare dalla vita della povertà.

Un altro sforzo che deve essere fatto dal governo è il controllo del commercio sessuale nelle aree di miniere. E’ particolarmente urgente perché si è visto un notevole incremento di casi nelle aree circostanti le miniere come nel caso della Freeport a Papua Occidentale.

La ONG Yayasan Peduli Aids (YPA), che lavora sull’HIV a Papua, ha riportato un tasso accresciuto di HIV a Papua con circa 40 mila persone che sono state infettate.

Si devono fare altri sforzi nella comunità LGBT, in particolare con gli uomini che hanno sesso con altri uomini, perché rappresentano il secondo fattore di diffusione.

E’ un compito non facile perché gli uomini che hanno sesso con altri uomini tendono a tenere segreta la loro attività.

Inoltre il numero crescente di relazioni sessuali tra la comunità LGBT è inseparabile dalla crescente campagna a favore dei diritti della LGBT in Indonesia e la richiesta di maggiore accettazione del gruppo.

E’ chiaro soprattutto che HIV/AIDS è una grande questione da dover risolvere in Indonesia. Se non lo si fa, la peggiore previsione è un’esplosione di casi nel paese. Con una popolazione che si aggira sui 250 milioni di persone l’Indonesia potrebbe essere potenzialmente il maggiore contribuente ai tassi di HIV al mondo.

Muhammad Zulfikar Rakhmat e Media Wahyudi Askar, New Mandala

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