Permetterà la Cina un default sul debito del Laos? Sembra improbabile

Non ci potrà essere alcuna via di uscita dalla crisi finanziaria ed economica del Laos senza una qualche forma di salvataggio o di condono del debito del Laos da parte della Cina.

Ci sono vari avvisi di pericolo nel paese incastonato tra le montagne del Sud Est Asiatico. La sua moneta nazionale kip ha perso un terzo del proprio valore contro il dollaro rispetto allo scorso anno. L’inflazione a giugno è salita al 23%, il più alto in decenni, mentre questo paese racchiuso tra le montagne vive una mancanza di carburante.

premier laotiano e cinese sul debito del laos

Il governo del regime comunista ha provato a imbrogliare ma alla fine ha fatto un rimpasto di governo a fine giugno inserendo un nuovo ministro del commercio e un nuovo governatore della banca centrale. Sono state prese delle misure di emergenza per evitare che alcuni problemi economici peggiorassero, misure che non hanno alleviato i dolori finanziari del paese che restano più precari di sempre.

“Sono altissime lle probabilità di un default del Laos sui propri debiti” dice Carl Thayer della università australiana di University of New South Wales.

Il debito estero del paese è giunto a 14 miliardi di dollari, 88% del suo PIL, una metà del quale è verso la Cina, tra cui la quota azionaria di un terzo dello stato laotiano nella ferrovia Cina Laos da 5,9 miliardi di dollari. Questo progetto faraonico si aprì a dicembre tra i dubbi della fattibilità commerciale della linea.

Vientiane è appena riuscita a pagare il suo debito annuale lo scorso anno. Ora deve pagare 1,3 miliardi l’anno fino al 2025 in servizio del debito secondo la Banca Mondiale che riconosce che lo stato laotiano aveva quella riserva in moneta estera all’inizio di questo anno. E’ anche equivalente a quasi la metà di tutte le tasse raccolte ogni anno.

Il ministro delle finanze laotiano Bounchom Ubonpaseuth disse lo scorso mese che il pagamento del servizio del debito sarà quest’anno 1,4 miliardi di dollari.

Il premier laotiano Phankham Viphavanh sostiene che rendere meno drastico lo stress economico e finanziario ci saranno l’austerità, maggiore raccolta fiscale e repressione sulla corruzione, cose promesse da tutti i suoi predecessori senza alcun risultato. E i cambiamenti potrebbero essere troppo lenti al fine del pagamento del debito di questo anno.

C’è preoccupazione nei mercati per un possibile default. L’agenzia di rating Fitch Rating ha abbassato il rating del Laos a CCC lo scorso agosto. Lo scorso mese Moody ha dato il suo Caa3, stato di spazzatura, mettendo in guardia su “un peso del debito altissimo e insufficienza copertura delle scadenze del debito estero con riserve monetarie”

Il partito a Vientiane ha ragione di attendersi un salvataggio. Il loro principale creditore è la Cina, alleato fondamentale, e Pechino subirebbe i contraccolpi geopolitici se permettesse al Laos di andare in defaut dopo aver finito la ferrovia da 5,9 miliardi di dollari, incitamento fondamentale per la visione cinese del BRI per la regione intera.

“Il Laos senza dubbio vive difficoltà economiche e finanziarie che sono tremende e preoccupanti, ma non credo che Pechino permetterà il default del Laos” dice il professore giapponeseToshiro Nishizawa che fu membro del gruppo di politica fiscale di sostegno al governo laotiano tra il 2018 e il 2020.

“La grandezza delle obbligazioni del debito da sola sembra suggerire che il default sia inevitabile, ma fattori geoeconomici rendono questa previsione semplice irrealistica a favore del Laos” aggiunge il professore giapponese.

A quanto ammonti l’esatto debito laotiano verso la Cina è discutibile. La Banca Mondiale riconosce che esso sia quasi la metà del debito ufficiale del paese che è 14,5 miliardi di dollari, quindi 7,2 miliardi. AidData del Global Research Institute lo pone ad almeno 12,2 miliardi di dollari, una cifra che include alcuni accordi non conosciuti pubblicamente.

Qualunque siano le cifre reali, il debito laotiano è pochissimo per Pechino. Il Harvard Business Review ha stimato che nel 2020 “lo stato cinese e le imprese collegate hanno prestato circa 1500 migliaia di miliardi di dollari in prestiti diretti e crediti al commercio verso 150 paesi nel mondo”

A gennaio la Banca Mondiale disse che dei 35 miliardi di dollari delle 74 nazioni più povere al mondo hanno quest’anno il pagamento di servizio del debito questo anno e di questi 13 sono dovuti alle varie entità cinesi. Il pagamento del Laos alla Cina dovrebbe essere di 700 milioni di dollari all’anno.

“Sembra improbabile che la Cina permetterà il default anche se Pechino per tutta la pandemia è stata riluttante a dare sostegno ai suoi debitori del mondo in via di sviluppo” dice Charles Dunst.

Alcuni dei suoi debitori comunque non sono in Asia e neanche nel retrobottega della Cina, dice Dunst. Pechino si è preso tempo nel tirare fuori il Pakistan dai suoi guai economici ma lo ha fatto procrastinando il pagamento dovuto a marzo di 4,5 miliardi di dollari. Ha fatto di meno per aiutare lo Sri Lanka ignorando gli appelli mentre Colombo andava in default.

Un possibile default del debito del Laos “minaccia la visione della Cina come di un partner dei paesi in via di sviluppo e più specificamente del Sud Est Asiatico.” dice Dunst.

Da anni si è criticata l’espansione globale della Cina e la sua politica estera da infrastrutture che pone i paesi più piccoli e poveri a rischio di cadere nella Trappola del Debito Cinese.

“Il discorso della trappola del debito è spesso politicizzato ed è visto da ognuno secondo il proprio spettro geopolitico” dice Kearrin Sims della Università australiana James Cook.

Secondo alcuni, Pechino attrae paesi poveri con offerte grandiose di sviluppi infrastrutturali ultra celeri per accaparrarsi proprietà fondamentali nazionali quando gli stati non riescono a ripagare il debito. L’esempio classico fornito è il porto di Hambatota nello Sri Lanka.

Questa interpretazione da cospiratori è contestata da altri che sostengono che sia troppo semplice dire “Laos sarà una vittima della diplomazia cinese della trappola del debito” dice Nishizawa che aggiunge:

“Una trappola del debito per il Laos è una trappola per la Cina che presta” ed aggiunge che sono i due lati della stessa moneta. Se una entità cinese prende possesso di una proprietà importante del Laos a causa del pagamento del debito, si trova di fronte a parti non performanti di quella proprietà.

Quando la compagnia di stato cinese China Southern Power Grid le quote di maggioranza della rete elettrica nazionale laotiana si assunse parte delle responsabilità del debito, l’ente elettrico di stato laotiano del valore di 5 miliardi di debiti residui.

“Se il Laos dovesse andare in default offrirebbe una forte favola di avviso agli altri paesi di entrate medie e basse che vogliono modernizzare rapidamente con i prestiti cinesi e gli investimenti.” dice Sims.

Data la centralità del Laos nella via della seta di Pechino e la fanfara attorno alla ferrovia ad alta velocità Boten Vientiane, “ogni luce che illumini il debito laotiano deve anche toccare in qualche modo la Cina” dice Sims.

I dirigenti cinesi sono stati finora quasi rimasti in silenzio sui problemi del debito cinese e l’ambasciata cinese non ha dato informazioni allo scrivente.

A dicembre il giornale cinese Global Times ha affermato che le preoccupazioni sui piani infrastrutturali del debito del Laos sono “la mentalità da uva acerba del mondo occidentale che non vuole vedere una cooperazione benefica tra la Cina e gli altri e sanno chiaramente che hanno perso i vantaggi nel perseguire tali tipi di collaborazione”.

Poche settimane fa Global Times sosteneva che la crisi del debito del Laos è la conseguenza della crescita insensata dei tassi di interesse di Washington. Un dollaro che cresce indebolisce le altre monete tra cui il kip laotiano, sebbene la crisi del debito del paese covi da anni.

Lo stesso governo laotiano è alquanto muto a riguardo. L’argomento non sarebbe stato discusso affatto durante la visita in Thailandia del premier laotiano, paese che è un partner commerciale fondamentale per il Laos nonché creditore.

Il Laos potrebbe rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale per ristrutturare il debito che non deve alla Cina, non minacciando le sue relazioni di debito con Pechino. “Ma il Laos per poter assicurarsi gli aiuti del IMF si troverà sotto pressione per tagliare la corruzione, accrescere la base fiscale e ridurre la spesa del governo.” ha detto Thayer.

Il partito al governo di tutti questi anni che governa dal 1975 ha fatto vane promesse in questi anni. Ma finora deve ancora rivolgersi ai suoi creditori internazionali per rinegoziare il debito. Durante la pandemia scelse di fare nuovi prestiti con Pechino piuttosto che cercare creditori multilaterali.

nuova linea ferroviaria laotiana

In alternativa per alcuni pagamenti lo stato laotiano potrebbe concedere più partecipazione o più controllo nei progetti infrastrutturali degli investitori cinesi. In passato il Laos ha concesso terra di proprietà statale ad entità cinesi in cambio del pagamento del debito.

Un’altra opzione sarebbe di rinegoziare i tempi dei pagamenti secondo i termini di Pechino con un possibile allungamento dei tempi ma interessi accresciuti.

Secondo gli analisti questo già accade.

“Le dilazioni del servizio del debito sembrano essere state garantite dalla Cina come accordi bilaterali ma ufficialmente non annunciati” dice Nishizawa.

Gli accordi di swap su valute tra le banche centrali, Banca del Laos e la Banca Cinese del Popolo, “potrebbero aver aiutato a risparmiare riserve di moneta estera per permettere i pagamenti di servizio del debito del Laos” dice Nishizawa.

Lo scorso anno la Banca Centrale Cinese ha esteso un prestito da 300 milioni di dollari alla banca centrale laotiana per sostenere le riserve di moneta pregiata.

Ma i problemi finanziari del Laos diventano più urgenti con l’avvicinarsi del pagamento del servizio del debito a fine anno. E mentre un default del Laos è autoinflitto darebbe anche un nuovo momento alla narrazione della trappola del debito cinese.

David Hutt Asia Times

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