Densa cortina di foschia a Luang Prabang soffoca tutti

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Coperta da una densa cortina di foschia si riusce a malapena a intravedere la riva opposta del Mekong.

Nel fine anno buddista a Luang Prabang in Laos, la pericolosa aria inquinata ha nascosto le spiagge di sabbia del Mekong e cancellato le montagne circostanti. La gente del posto con gli occhi arrossati per la foschia sperava che la pioggia avrebbe ripulito l’aria dei fumi tossici prima delle festività di fine anno laotiano, ricevendo invece dai cieli solo delle ceneri.

La terra che circonda la città patrimonio mondiale dell’UNESCO è segnata dalle ferite dei fuochi. Si accusano spesso per questo inquinamento dell’aria le tecniche agricole tradizionali usate in Laos basate sull’uso stagionale degli incendi delle sterpaglie.

la densa cortina di foschia a Luang Prabang
Foto di A. Delgado, SEAGlobe

“Abbiamo passato alcuni giorni chiusi nella nostra stanza dell’hotel perché fuori era impossibile respirare. E’ stato tremendo” dice Fenya Elznhar, una turista tedesca. “Siamo venuti qui per godere della natura ma non siamo riusciti neanche a vedere gli alberi dalla stanza d’albergo per la foschia”.

La densa cortina di foschia nel Sud Est Asiatico sta diventando una delle minacce ai paesi di tutta la regione, mentre Laos ed altri paesi vicini cercano di fare i primi passi per affrontare la questione.

I contadini laotiani, spinti da un periodo particolarmente difficile per l’economia del loro paese, hanno scatenato una stagione dei fuochi eccezionalmente lunga, mettendo a fuoco terreni incolti e foreste nel tentativo di accrescere più raccolti.

Ma dalla fine di marzo ed inizio aprile, l’indice della qualità dell’aria IQ Air ha riportato livelli pericolosi di inquinamento aereo in tutto il Laos scatenando un grido di rabbia tra cittadini ed esperti. Un valore AQI di oltre 500 è presto diventato una minaccia alla salute generale e al turismo specie per gli elevati livelli di polveri sottili di PM2.5.

La foschia arancione che ha inghiottito Luang Prabang ha costretto i laotiani a trincerarsi in casa, i turisti a cancellare piani di viaggio e ai gestori di negozi a trovare fonti alternative di entrate. Crescono anche le paure sugli effetti a lungo termine che questo inquinamento stagionale potrebbe avere su Luang Prabang che è la meta turistica più popolare in Laos.

Densa cortina di foschia a Luang Prabang

Benny Kong Chong Jee beve il suo caffè freddo mentre la polvere delle ceneri si accumula sul pavimento fuori del ristorante di Luang Prabang dove ha vissuto per 17 anni. Fino a poco tempo fa la sua famiglia ha vissuto con lui, ma ora è cambiato con la foschia.

Poiché la stagione dei fuochi è iniziata prima del solito a febbraio, Kong ha deciso che la famiglia dovesse tornare nel paese loro di origine.

“Questa questione non mi ha fatto dormire per tante notti. E’ stata una scelta molto dura, ma non volevamo che la foschia abbia un impatto negativo sulla salute dei nostri figli” dice Kong.

Durante il periodo peggiore dello smog a marzo e aprile, Kong ha notato il profondo impatto che l’inquinamento aereo aveva sui due hotel e sulle agenzie turistiche che gestisce in città.

Oltre alle perdite per le cancellazioni di prenotazioni, all’industria turistica della città sono mancate anche le entrate di uno sconosciuto numero di turisti che non hanno voluto visitare il Laos in primo luogo per l’inquinamento dell’aria, ci spiega Kong. Inoltre con il peggioramento della foschia i turisti che erano giunti a Luang Prabang hanno preferito a restare in camera piuttosto che esplorare la città e contribuire all’economia locale.

Da quando hanno iniziato a bruciare i campi Kong ha deciso di rallentare la sua strategia di Marketing per non dare ai clienti un’esperienza negativa che potesse sporcare la reputazione del Laos come destinazione turistica. Comunque comprende bene i contadini che con il loro bruciare hanno soffocato l’aria.

“La gente trova che sia più difficile sopravvivere ora vista l’inflazione alta e i maggiori costi della vita. Se non bruciano i campi ed iniziano a crescere i nuovi raccolti oggi, non avranno sufficienti entrate per sopravvivere”.

La tecnica agricola del taglia-e-brucia è un metodo tradizionale di coltivazione, bruciare la vegetazione per creare un suolo ricco di nutrienti ed è tipico del Laos. La qualità dell’aria spesso si deteriora a marzo quando la gente di norma brucia i campi per preparare la nuova stagione agricola. Ma a rendere eccezionale quest’anno la pericolosa foschia è stato che i contadini hanno iniziato ad accendere i campi a febbraio continuando fino a fine aprile.

La pandemia e la successiva inflazione del kip laotiano sono pesi in più sulle comunità agricole nel paese che sono sempre tra le più povere con il PIL inferiore tra i paesi dell’ASEAN.

Sebbene riconosca quanto sia importante per i coltivatori bruciare i campi, Phouthala Phouheuanghong, un anziano contadino di un villaggio dall’altra parte del Mekong, crede che il governo debba promulgare regolamenti chiari per ridurre quanta foresta si brucia.

“Tantissimi si sentono già male. Non era così cattiva la situazione prima del Covid, ma ora ho paura che nei prossimi anni sarà solo peggio” dice Phouthala.

Mentre l’aria si fa sempre più scura per l’inquinamento, i residenti trovano che diventa sempre più difficile respirare. Chi porta la moto nella foschia, nell’umidità e nel caldo per andare a lavorare spesso si scopre con gli occhi arrossati e bagnati.

Il Laos non è il solo paese che si dibatte per affrontare le questioni dell’inquinamento dell’aria, dato che vari paesi del Mekong Superiore soffrono quest’anno di simili gravi stagioni dei fuochi.

L’inquinamento dell’aria del Nord della Thailandia in città come Chiang Mai ha raggiunto livelli così tossici che i cittadini si sono messi insieme per denunciare il premier thailandese e gli altri corpi del governo chiedendo il diritto ad avere aria pulita.

Mentre i dati sanitari del Laos sono limitati, dall’altra parte della frontiera i tassi di cancro al polmone nel 2022 dicono che “è il secondo tumore primario più diffuso dopo quello al fegato e ai dotti biliari”, perché la regione è una delle più inquinate a livello mondiale, secondo il resoconto del Bangkok Post.

I paesi confinanti spesso accusano quando si tratta della questione della foschia transfrontaliera, ma c’è un nuovo accordo di cooperazione tra Myanmar, Thailandia e Laos che potrebbe far fare passi in avanti per affrontarla. Agli inizi di aprile i capi di stato dei tre paesi si sono incontrati per discutere l’inquinamento dell’aria della regione e si sono accordati per ridurre le operazioni di taglia-e-brucia nelle aree di confine, oltre che affrontare l’incendio dei rifiuti e dare metodi moderni per uno smaltimento appropriato.

Nel Laos lo smog ha colpito tutti gli undici distretti del paese stando ai rappresentanti del distretto di Luang Prabang che hanno richiesto l’anonimato.

“Questo anno la densa cortina di foschia è di gran lunga peggiore del passato perché la gente ha bisogno di bruciare più campi a scopi agricoli. Ma sappiamo che quest’aria è come il veleno per la vita di tutti, animali ed esseri umani”

Bea Siviero e Anton Delgado, SEAGlobe

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