Detenuti politici filippini: la promessa mancata di Duterte e la ripresa della guerra

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La promessa mancata di Duterte di rilasciare i detenuti politici filippini è una delle cause addotte dal NPA- CPP-NDF per la fine del cessate il fuoco unilaterale e la ripresa dei combattimenti con il conseguente pronunciamento di Duterte per la guerra al CPP definiti terroristi, dopo un sanguinoso e tragico scontro a fuoco dove 3 militari in abiti civili sono stati trucidati con 76 pallottole. Presentiamo un articolo di Tonyo Cruz apparso sul Manila Today che traccia la storia di questa promessa mancata di Duterte.

La storia della promessa di rilasciare i detenuti politici filippini

I colloqui di pace tra Governo delle Filippine, GRP, e il Fronte nazionale democratico delle Filippine, NDF, ripresero ad agosto 2016 dopo essere fermi da cinque anni.

Con l’elezione di Duterte, che aveva già espresso la ferma volontà di avere la pace nel paese e porre fine ad un mezzo secolo di ribellione, il gruppo di pace del GRP accettò di riaffermare tutti gli accordi precedentemente firmati e il rilascio dei consulenti politici del NDF e di tutti gli altri prigionieri politici per confermare gli accordi firmati in precedenza.

Sette mesi dopo tanto ottimismo per la promessa di rilascio dei prigionieri politici, furono rilasciati solo un primo gruppo di 17 consulenti e 2 prigionieri politici su base umanitaria, appena prima del primo giro di colloqui di pace. Dopo questo rilascio e dopo varie dichiarazioni altalenanti su questa promessa, nessun altro prigioniero è stato rilasciato.

Nessun’altra amministrazione, con soli sette mesi di lavoro, ha mai fatto una promessa di rilasciare i prigionieri politici. Alla fine l’amministrazione Duterte rilascerà i prigionieri politici che sia come un obbligo verso i colloqui di pace p un fatto di giustizia o persino come una parola di onore?

Esaminiamo come si è sviluppata questa promessa nel tempo.

Conferenza stampa del 23 maggio 2016

detenuti politici filippiniAl rilascio di Benito e Wilma Tiamzon, presunti presidente e segretario generale del Partito Comunista Filippino, CPP, Duterte disse: “Potrei decidere di liberarli prima dei colloqui, tutti finché c’è buona fede”

I Tiamzon, insieme ai 17 altri consulenti del NDF e quelli protetti dall’accordo JASIG, furono rilasciati appena prima dei colloqui del 22 agosto. Appena fuori del carcere 19 volarono ad Oslo per partecipare ai colloqui di pace.

Duterte disse a proposito del rilascio dei prigionieri politici prima dell’accordo di pace:

“Ho detto che rilascerò finché ci sono i colloqui. Rilascerò i colloqui persino prima della risoluzione, in buona fede. Una dimostrazione di costruzione della fiducia. Li lascerò andare, che si parli”

Colloqui esplorativi ad Oslo del giugno 2016

Dopo gli iniziali 19 prigionieri politici e dopo due colloqui di pace, in preparazione del terzo di gennaio, non fu rilasciato alcun altro prigioniero politico.

Dopo due giorni di colloqui esplorativi, il GRP e NDF accettarono che il gruppo del governo raccomandasse a Duterte l’immediato rilascio di tutti i consulenti del NDF e degli altri individui coperti dall’accordo JASIG affinché possano partecipare alla ripresa dei colloqui di pace. Il 15 giugno ad Oslo le parti firmarono la Dichiarazione Congiunta del 15 giugno ad Oslo, in cui si stendevano i cinque punti per la ripresa dei negoziati di pace.

23 giugno 2016

Il capo negoziatore del gruppo di pace del GRP, Silvestre Bello: Cerchiamo il rilascio dei prigionieri politici che sono coperti dal JASIG, accordo congiunto sulla sicurezza e immunità. Saranno rilasciati anche i vecchi e malati su basi umanitarie.

Il gruppo Karapatan fa un elenco di 543 prigionieri politici nel paese tra i quali 18 consulenti del NDF. Di questi 130 malati, 33 anziani e 33 donne.

Discorso inaugurale del 30 giugno al palazzo presidenziale

Dal discorso del Presidente Duterte: Sul fronte nazionale, la mia amministrazione è impegnata ad applicare tutti gli accordi di pace firmati al passo con le riforme legale e costituzionale”

Tra GRP e NDF un accordo del genere è la Dichiarazione de L’Aia del 1992 che stabilì l’agenda dei quattro fondamenti (diritti umani, riforme sociali ed economica, riforme politiche e costituzionali e la fine delle ostilità e disarmo) dei colloqui prima del raggiungimento di una pace finale e un riconoscimento di parità a non chiedere la capitolazione di una delle parti e l’abbandono della richiesta di affrontare le radici del conflitto armato.

Un altro accordo è il CARHRIHL, accordo comprensivo sul rispetto dei diritti umani e la legge umanitaria internazionale, il solo accordo firmato dei quattro fondamentali in 24 anni di negoziati in cui si afferma che le azioni politiche non devono essere criminalizzate. Il riaffermare il JASIG dovrebbe comportare il riconoscimento di arresti errati commesse dalle passate amministrazioni e il bisogno di rettificare una situazione ingiusta.

15 agosto 2016

Nel corso di un incontro con la delegazione del NDF, Duterte disse di volere rilasciare più detenuti politici. Gli è stato sentito dire: “Sono stato un pubblico ministero per tanti anni e so che queste cose succedono. Fermerò quella politica e pratica”

Primo giro dei colloqui di pace ad Oslo del 22 agosto

Nel primo giro di colloqui di pace le parti termiarono per accordarsi su tutti e cinque i punti nell’agenda. Il primo è l’affermazione dei precedenti accordi firmati. Il secondo “il processo accelerato per i negoziati compreso il quadro temporale per completare l’agenda restante sostanziale per i colloqui”. Il terzo era la ricostituzione della lista del JASIG. Il quarto era la proclamazione dell’amnistia per il rilascio di tutti i prigionieri politici, soggetta alla approvazione del Congresso. Il quinto punto era sul modo del cessate il fuoco provvisorio che includevano meccanismi e copertura dell’accordo. Il GRP dichiarava un cessate il fuoco indefinito il 26 agosto. Le due parti si accordavano a presentare una bozza di un accordo unificato, bilaterale in 60 giorni legato alla verifica degli impegni nei colloqui.

26 settembre 2016

Duterte, dopo un mese dal primo giro di colloqui di pace, presiedeva un incontro con i due gruppi di pace nel palazzo presidenziale. I due gruppi davano la loro versione sugli sviluppi dei colloqui tenutisi ad Oslo. Era anche il primo incontro di Duterte con i nuovi consulenti del NDF rilasciati dal carcere.

Secondo giro dei colloqui di ottobre 2016

detenuti politici filippiniDopo il primo giro dei colloqui e il rilascio dei prigionieri, nessun altro prigioniero fu rilasciato, cosa che fu poi portata ancora una volta nel secondo giro dei colloqui ad ottobre 2016. L’accordo congiunto firmato verteva su tre questioni: prigionieri politici, proclamazione dell’amnistia e prossimo giro di colloqui.

Si legge nell’accordo congiunto:

“Le parti hanno rivisto l’accordo di Oslo del 15 giugno e del 26 agosto 2016 sulla questione dell’immediato rilascio dei detenuti politici filippini presentato dal NDF, con precedenza su quei prigionieri da rilasciare su base umanitaria. Essi hanno ancherivisto le circostanze e lo status dei consulenti protetti dal JASIG. Riconobbero i passi positivi finora fatti come la finalizzazione delle Linee Guida Riviste del Comitato presidenziale sulla cauzione, degli obblighi e del Perdono, e si dichiararono d’accordo sull’accelerare il processo secondo la risoluzione comune delle Parti.

Accettarono che sarebbe stata accelerata la clemenza presidenziale ed il rilascio dei tre rimanenti consulenti coperti dal JASIG, Eduardo Sarmiento, Emeterio Antalan e Leopoldo Laloza. Il GRP dovrà rilasciare i prigionieri nella lista del NDF secondo il CARHTIHL in attesa della proposta amnistia a loro favore. Il gruppo del GRP afferma il proprio impegno a lavorare per il rilascio di questi prigionieri in modi veloci ed accettabili”.

30 novembre 2016

Silvestre Bello, in una conferenza stampa presso il Royal Mandaya Hotel a Davao, promise di rilasciare da 50 a 70 prigionieri politici prima della giornata dei Diritti Umani del 10 dicembre. Il CPP da parte sua sostenne che i soli 50 erano una cosa inaccettabile. Inoltre dava al governo filippino tempo fino a gennaio di liberare tutti i 432 detenuti politici filippini “se non volevano sacrificare la possibilità di fare un cessate il fuoco bilaterale” e “rischiare di terminare anche il mutuo cessate il fuoco ad interim.”

Dopo l’emissione di questo ultimatum, Duterte fissò un incontro con la coppia dei coniugi Tiamzon nei giorni successivi.

10 dicembre 2016

Dopo la morte dell’anziano sofferente capo dei contadini Bernabe Ocasia, Bello diceva: “Più di 400 detenuti politici filippini saranno rilasciati al momento opportuno” Disse anche: “E’ una sfortuna che sia successo proprio mentre lavoriamo al rilascio dei membri del NDF vecchi, malati e detenuti da lungo tempo su basi umanitarie”.

11 dicembre 2016

Il presidente Duterte si incontrò con i capi del NDF a Davao il 3 dicembre. Nell’incontro Duterte accettò di rilasciare 130 prigionieri politici “quanto prima” oppure “prima dell’inizio dei colloqui di pace di Gennaio”. Il numero 130 si riferiva ai vecchi e malati tra gli oltre 4oo prigionieri politici.

All’incontro dove si affrontò anche la sepoltura di Marcos e la guerra alla droga, era presente Fidel Agcaoili, capo negoziatore del NDF, la coppia Tiamzon, il rappresentante del Bayan Muna Zarate come vice presidente del comitato per la pace del Congresso.

12 dicembre 2016

All’accensione tradizionale dell’Albero di Natale al palazzo Presidenziale, Duterte diceva di voler rilasciare i prigionieri anziani e malati prima di Natale. Disse: “Se sono pronti ad essere rilasciati e saranno accettati dalle loro famiglie, li rilascio prima di Natale. Non serve davvero a nulla detenere una persona che sta male”.

Nel volgere di due giorni, Duterte capovolgeva la promessa di rilasciare i 130 detenuti politici fatta ai rappresentanti del NDF due giorni prima. Disse: “Ora chiedono il rilascio dei 130 prigionieri politici. Ed io dico che non posso farlo. Mi spiace ma ho già concesso troppo da parte del governo”

Diede una condizione per il rilascio dei 130 detenuti politici filippini quando disse: “Ma se potete mostrarmi un documento firmato dai rappresentanti della Repubblica Filippina e i comunisti, allora rilascerò i 130 e tanti altri ancora”

13 dicembre 2016

rilascio dei detenuti politici filippiniIl ministro del lavoro e presidente del gruppo di pace per il GRP, Silvestre Bello, diceva di aver incontrato Duterte la sera prima ricevendo istruzioni chiare sui prigionieri politici.

“Presentami un accordo di cessate il fuoco bilaterale e li rilascerò entro 48 ore. Hai la mia parola.” disse Bello citando Duterte.

Prendendo la dichiarazione di Duterte, il capo dei consulenti del NDF Jose Maria Sison disse che la firma di un accordo di cessate il fuoco tra GRP e NDF potrebbe venire prima dell’amnistia e del rilascio di tutti i detenuti politici, ma sarebbe valido ed efficace solo sul rilascio reale di prigionieri politici e l’approvazione dell’accordo da parte del governo e del NDF.

“Durante il terzo giro di colloqui formali di Roma di gennaio, il presidente Duterte ed io come presidente fondatore del CPP approveremo il documento di cessate il fuoco” diceva Sison.

“Il GRP deve mantenere la sua parola di amnistiare e rilasciare tutti i 434 detenuti politici. Altrimenti CPP, NPA e NDF concluderanno qualunque accordo di cessate il fuoco anche se già firmato a livello di gruppi di pace e cambiare modalità di negoziare mentre si combatte” disse Sison.

19 dicembre 2016

Alla conferenza dei premi presidenziali, Bello confermava il piano del governo di rilasciare circa 20 detenuti prima del 25 dicembre, vecchi, malati e donne. Disse che sarebbero stati rilasciati su basi umanitarie e riconoscimento della cauzione. Disse anche che tre di loro avrebbero potuto unirsi ai colloqui di pace di gennaio.

26 dicembre 2016

Ad una manifestazione per la pace e anniversario del CPP appena fuori Davao, Bello assicurava ancora del rilascio dei prigionieri politici prima della fine dell’anno, “fino a 20”. Bello disse anche che saranno accelerati i rilasci per ragioni umanitarie e che “è solo questione di tempo”

25 gennaio 2017

Alla fine di quanto fu descritto come fruttuoso terzo giro di negoziati a Roma, fu prodotta una dichiarazione congiunta firmata da GRP e NDF.

“Il Gruppo di pace del GRP è anche impegnato a facilitare il rilascio dei tre restanti consulenti del NDF Eduardo Sarmiento, Emeterio Antalan e Leopoldo Caloza, attraverso la clemenza presidenziale ed altri modi legali … Il GRP con l’assistenza degli avvocati della difesa con velocità tratteranno il rilascio di tutti i prigionieri politici nella lista del NDF a cominciare con i 200 prigionieri politici qualificati o con cauzione, perdono o altriu processi legali secondo il RAHRIHL e permettere loro di partecipare alle attività e i meccanismi del processo di pace”.

Manila Today

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