Diga di Kaliwa, Via della Seta sulle terre ancestrali dei Dumagat filippini

Listen to this article

La crisi idrica che ha attanagliato Manila, lasciando milioni di persone senza acqua e chiudendo vari negozi e lavanderie, ha creato una maggior pressione sulle comunità indigene delle montagne di Luzon centrale, perché il governo guarda il loro territorio come fonte di acqua con la Diga di Kaliwa.

la diga di Kaliwa manifestazioni
Foto Darren Langit/Rappler

A diventare l’oggetto dell’ira pubblica è Manila Water, la concessionaria privata che dal 1997 gestisce i servizi di acqua e fognature nella parte orientale di Manila per 25 anni.

L’accusa lanciata attraverso i media sociali è che la compagnia, in cui Ayala Corp ha la maggioranza con quote partecipative di United Utilities del Regno Unito e della giapponese Mitsubishi, antepone il profitto al servizio pubblico.

Manila Water si è attirata le ire anche dei parlamentari che hanno chiesto all’autorità dell’acqua dell’area metropolitana di Manila, MWSS, di penalizzare la compagnia e ridare i soldi ai consumatori.

Manila Water ha giustificato la crisi idrica di Manila con una richiesta inattesa dall’industria delle costruzioni, un calo della fonte di acqua, il sistema di approvvigionamento Angat Ipo La Mesa, ed i ritardi nei progetti infrastrutturali che dovrebbero portare altra acqua alla capitale.

I progetti infrastrutturali sono una serie di dighe sulle montagne della Sierra Madre, conosciute come Progetto della Diga di Kaliwa, che sin dai tempi del dittatore Ferdinando Marcos avrebbe dovuto risolvere il problema acqua della capitale.

Il progetto della Diga di Kaliwa comprende tre dighe capaci di produrre 2,4 milioni di metri cubi al giorno di acqua che si aggiungono agli attuali 4 milioni di metri cubi che servono Manila e le regioni circostanti.

Secondo l’Autorità MWSS la fase iniziale prevede una diga in cemento da 60 metri a Kaliwa sul confine delle province di Rizal e Quezon, insieme ad un tunnel di 25 chilometri e a due impianti di potabilizzazione.

La diga di Kaliwa porterà 600 mila metri cubi al giorno nel processo che vuole dare, al sistema di rifornimento di Manila, acqua per il prossimo decennio secondo il rappresentante del MWSS.

A chiarire però il progetto complessivo è il tunnel di rifornimento che ha una capacità quattro volte superiore a quanto producibile dalla prima fase della diga di Kaliwa, ad indicare che sono previste dighe anche maggiori della Kaliwa.

Il tunnel di rifornimento, che deve servire alle dighe di Kaliwa e Laiban insieme, avrà una capacità da 2,4 milioni di metri cubi al giorno. La terza diga della serie a Kanan sarà ancora superiore alle prime due con una capacità di 3,72 milioni di metri cubi al giorno da una valutazione del MWSS.

La diga ricade nel coinvolgimento delle Filippine nel BRI cinese, la nuova via della seta, ed è nella lista degli impegni firmati col presidente cinese Xi Jinping a Manila.

Governo e amministratore del MWSS sostengono il progetto della diga di Kaliwa definendolo un accordo fatto a metà marzo.

“Si lavora sulla Valutazione di Impatto Ambientale, la via per l’approvazione, e il dipartimento delle opere pubbliche sta rivedendo il disegno della diga” ha detto Carbon, rappresentante del MWSS, affermando che la diga sarà completata per il 2023.

Ad aver avuto il contratto di costruzione della diga è la cinese China Energy Engineering Corp che ha costruito la Three Gorges Dam sul Mekong in Cina, ma i termini del contratto sono ancora segreti, nonostante i tentativi di militanti e giornalisti che chiedono il rilascio dei dettagli.

Secondo molte ONG che si oppongono alla diga di Kaliwa, porterà la distruzione dell’ambiente e la cacciata delle popolazioni indigene da 230 ettari del Parco Nazionale REINA, area montagnosa coperta a foresta di Dipterocarpaceae.

Secondo il Certificato di Proprietà delle Terre Ancestrali la terra appartiene alle popolazioni indigene di Dumagats e Remontados che usano da generazioni coltivarla col metodo di taglia e brucia, come scritto nella legge del 1997 dei Diritti delle Popolazioni che dovrebbe proteggerli.

La valutazione di impatto ambientale del 2000 fatta dalla giapponese ICA identificò rare specie di flora e di fauna, tra cui varie specie di rattan, utile anche a fine commerciale. Tra le specie selvatiche minacciate ci sono i Phloeomys cumingi, gli zibetti, cinghiali e l’aquila filippina e il cervo filippino.

La VIA sottolinea un completo piano di ricollocazione delle comunità cacciate. Nota gli impatti cje includono l’inondazione delle aree coltivate dei Dumagat e i luoghi sacri di culto, molti dei quali stanno lungo il fiume, e la distruzione del fiume come mezzo di trasporto.

Varie stime imputano differenti valutazioni su quanta gente subirà l’impatto della diga e vanno da 42 famiglie identificate nel 2017 da uno studio di fattibilità alle ventimila dichiarate da una ONG, Center for Environmental Concerns Philippines.

In teoria la diga di Kaliwa richiede ancora le approvazioni libere, informate e di consultazione precedente, FICP, dal Consiglio Nazionale delle Popolazioni Indigene, NCIP, che è l’autorità che rappresenta tantissime popolazioni indigene filippine.

Tempo fa l’autore ha viaggiato con il Consiglio Nazionale delle Chiese Filippine, NCCP, la comunità Dumagat che subirà l’inondazione se sarà costruita la seconda delle dighe di Kaliwa.

Il gruppo NCCP conduceva un lavoro sul campo in un progetto sanitario di contrasto allo scoppio devastante di morbillo che qui ha fatto 20 morti.

Nella sala che funge anche da scuola elementare, una quarantina di Dumagat ascoltavano le discussioni sulle cause sistemiche della loro esclusione dal sistema sanitario filippino e cosa avrebbero potuto fare per identificare e prevenire malattie come la tubercolosi.

Wilma Quierrez Valiente, della comunità Dumagat di Quezon, fa parte del gruppo Proteggi Sierra Madre che lavora a rafforzare i legami di comunità contro le minacce che le dighe pongono al loro sistema di vita.

“Lotto da quando sono nata nel 1986 contro la diga di Kaliwa” racconta la donna. “Il nostro obiettivo è di proteggere le nostre terre ancestrali e spingere il governo a dare servizi sociali perché è un diritto non perché dobbiamo permettere la diga di Kaliwa”

Molte delle loro comunità si trovano ad ore di distanza dalle cliniche o scuole più vicine nei centri del Barangay, viaggi che diventano impossibili quando qualcuno cade malato.

“La costruzione della diga significa la morte delle popolazioni indigene. L’ambiente, la foresta e i fiumi servono per curarci per le piante mediche presenti, e come mercato e fonte alimentare. La terra è il nostro patrimonio culturale” dice Valiente. “Se ci spostano significherà la morte perché non conosciamo un altro stile di vita”

La comunità è attenta ai rischi di essere costretti a firmare e perdere i diritti secondo le regole del FIPC, come accaduto per altre comunità che furono ingannate con fogli di presenza per distribuzione di alimenti e che firmarono invece secondo la legge FICP.

Con l’aiuto di un traduttore ufficiale, lo scrittore ha parlato con tre anziani che rappresentano 200 famiglie colpite dalla diga, sia a monte che a valle del luogo di costruzione. Loro sostengono che la stessa demarcazione del sito di costruzione crea un buco nella loro comunità che vede nel fiume una strada d’acqua.

Continuano a non essere informati della proposta del progetto anche perché il NCIP si è bloccato sull’accettazione del loro rappresentante del consiglio, Germino Mendoza. Hanno di conseguenza deciso di boicottare gli incontri col MWSS fino a nuovo ordine e detto che non accetteranno un altro candidato NCIP.

Mentre la comunità dei Dumagats sembra unita un anziano di Rizal ha detto all’assemblea che ci sono tentativi di dividere la comunità con incentivi economici, mettendoli in guardia contro i pericoli della vita in città e dichiarando di preferire la morte piuttosto che abbandonare la terra.

Mentre cala l’oscurità al di fuori della sala, quattro soldati filippini si fermano ad appoggiare i loro fucili, inquietando chiaramente i Dumagats. Gli anziani dicono che i militari pattugliano regolarmente la loro terra sulla carta per contrastare la guerriglia comunista filippina del NPA.

A febbraio un gruppo legato al NPA affermò di aver distrutto quattro scavatori per protesta contro il lavoro di costruzione non autorizzato legati alla diga sulla terra dei Dumagat.

Padre Alex Bercasio, un prete redentorista del Gruppo Proteggi Sierra Madre, dice che gli anziani temono il ripetersi delle tattiche di intimidazione che portarono, secondo loro, poi alla morte per arresto cardiaco di un anziano nel maggio 2016, Alan Buenodicio. Una serie di militari a rotazione lo avevano costretto a bere whisky tutte le mattine perché si rifiutava di cedere i diritti del suolo della comunità.

Nel frattempo si costruiscono le strade di accesso al sito della diga dalla Marcos Highway e piano piano si avvicinano gli scavatori e le betoniere a gettare le fondamenta per i mezzi di costruzione se la diga dovesse andare avanti.

L’oscurità della situazione è profonda anche perché sono state offerte varie alternative fattibili per la diga di Kaliwa.

Sonny Africa di IBON foundation dice che la riabilitazione della diga ad Angat, insieme al potenziale progetto di rivitalizzazione sul fiume Wawa, e l’apertura di nuovi rifornimenti dal lago di Laguna, la riserva più grande delle Filippine di acqua dolce, potrebbero rendere non più necessaria la costruzione della diga di Kaliwa.

Inoltre la compagnia di Osaka Global Utility Development Corp ha fatto sapere di aver offerto di finanziare e costruire una diga a Kaliwa, alta solo sette metri, con un impatto ambientale molto meno forte, progetto che è stato rigettato.

Brian Eyler del programma del Sudestasiatico del Stimson Center, ha detto che l’intensificazione del progetto cinese BRI comporta un aumento di progetti designati a soddisfare obiettivi politici.

“Sconcerta l’alternativa fattibile che si offre” dice Eyler. “Si sa che le imprese giapponesi costruiscono infrastrutture di ottima qualità in un momento in cui i paesi della regione dicono che è quello che vogliono, e molti paesi hanno capito che si sono bruciati con i progetti cinesi di bassa qualità”

Altri accordi inclusi nell’impegno filippino nel BRI includono il completamento del progetto di irrigazione del fiume Chico, il primo progetto di bandiera del progetto infrastrutturale di Duterte da finanziare con l’aiuto cinese.

Mentre la maggioranza dell’Aiuto allo sviluppo d’Oltremare, ODA, alle Filippine è data dal Giappome, si considera fondamentale la Cina per il successo del programma infrastrutturale di Duterte, in parte a causa per la mancanza di lavoratori filippini delle costruzioni per completare i 75 progetti, per non citare il loro prezzo combinato del valore di 171 miliardi di dollari.

Come è norma col BRI, la costruzione dei progetti compreso la diga di Kaliwa, saranno fatti dai lavoratori cinesi e finanziati da prestiti bancari agevolati.

Sebbene nella dichiarazione congiunta al summit di Duterte e Xi Jinping si prometta “completa trasparenza” con riferimento al coinvolgimento di entrambe le parti nei progetti BRI, non sono ancora pubblici né i termini del prestito né il contratto di costruzione per la diga di Kaliwa.

Secondo l’accordo di finanza del prestito del 20 novembre 2018 tra la banca cinese e il MWSS, la banca cinese renderà disponibile una linea di credito di 211 milioni di dollari che sono 85% dei costi di contratto, con un tasso di interesse del 2% con alcune clausole fondamentali.

Una clausola stabilisce che colui che presta erogherà i fondi solo dopo che ha ricevuto “copie del piano di implementazione per l’acquisizione del suolo e del ricollocamento … tutte le approvazioni per tale piano e la conferma scritta dal contraente cinese che affermi che lo status dell’acquisizione delle terre potrebbe soddisfare l’inizio del progetto”.

Resta da vedere se e come saranno ottenute le approvazioni del FIPC per la diga di Kaliwa dalla comunità Dumagat le cui terre il progetto sfregerà.

David Green, TheDiplomat

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole