Diga di Sanakham in Laos: Thailandia non compri la sua energia

Un recente articolo di China Dialogue “Sotto pressione la Thailandia perché agisca contro il progetto della diga di Sanakham ” a cura di Ryn Jirenuwat, Tyler Roney, pone ancora una volta l’attenzione sui grandi progetti di dighe a scopo idroelettrico sul percorso del fiume Mekong e sul ruolo che assumono le grandi dighe cinesi sul tratto del Mekong cinese, o Lancang.

“Il livello dell’acqua sale e scende così in fretta perché l’acqua non scorre naturalmente … Ha un impatto enorme su di noi. E’ difficile pescare qualcosa ed i pesci non riescono a depositare delle uova” racconta Prayoon Saen-ae, un uomo di 62 anni che guida un gruppo di pescatori del distretto di Chiang Khan, nel nord della Thailandia.

chiang Khan e diga di Sanakham
Distretto di Chiang Khan nordest Thailandia, (Image: Eddie Gerald / Alamy)

Il 30 di luglio la Commissione del Fiume Mekong, MRC, ha iniziato ufficialmente una fase di consultazione prioritaria di sei mesi per la diga laotiana finanziata dalla Cina a Sanakham.

I militanti thai si trovano a combattere contro questo progetto idroelettrico che si trova appena a due chilometri dalla frontiera thailandese.

Il progetto della potenza di 684 MW sarà sviluppato da una sussidiaria della compagnia elettrica di stato cinese Datang International Power Generation e sarà completata nel 2028. La diga di Sanakham è la sesta diga delle sette pianificate sul corso del Mekong in Laos, escludendo la già operativa diga a Xayaburi, a sottostare alla consultazione prioritaria.

“Abbiamo protestato contro il progetto a Xayaburi ed è difficile protestare perché si trova sul loro suolo, non il nostro” dice Prayoon Saen-ae, nato e residente di Chiang Khan, il quale dice come solo le ONG vengono a parlargli della diga di Sanakham. Dice di essere “appena arrabbiato col governo thai perché non possiamo fare nulla. Quando protestammo con la diga a Xayaburi, il governo thailandese non potette aiutarci. Presentano sempre delle scuse”

Il gruppo di lavoro del Comitato congiunto del MRC rigettò la documentazione per il passaggio della Consultazione Prioritaria rinviandoli al governo thai per la revisione a causa di informazioni “vecchie”, ma né la MRC né le autorità thai possono fermare la diga.

“Gli abitanti dei villaggi conoscono questa diga, ma proprio non sanno cosa fare” racconta Channarong Wongla del gruppo ambientalista Rak Chiang Khan. “Scambiamo informazioni ed informiamo gli abitanti dei villaggi con la app Line e i gruppi di Facebook”

L’uso che fa il Laos del Mekong e dei suoi affluenti nel tentativo di diventare la “batteria dell’Asia” ha causato difficoltà nel governo transfrontaliero delle risorse acquifere. Ci sono varie nuove dighe proposte a monte della Sanakham, tra cui i progetti finanziati dalla Cina a Pak Lay e Pak Beng, e la diga di Luang Prabang finanziata dal Vietnam.

Sul Ban Ou, un importante affluente ricco di sedimenti per il Mekong, il Laos ha pianificato una cascata di sette progetti idroelettrici completi con scarsa aderenza ambientale.

La mancanza di libertà di espressione e di società civile in Laos pone i militanti thailandesi nella posizione unica di esprimersi contro la costruzione della diga da 2 miliardi di dollari a Sanakham.

“”L’obiettivo principale è fermare il progetto. Spiegheremo agli abitanti dei villaggi le leggi, i diritti e gli impatti che si originano dal progetto della diga” dice Channarong Wongla che è laureato in disegno di dighe idroelettriche ed ha lavorato per anni in imprese e città industriali finché non ha deciso di tornare a casa a Chiang Khan per lottare per le questioni ambientali.

Le ONG thailandesi come Save The Mekong e People’s Network of Isaan Mekong Basin hanno immediatamente criticato la diga di Sanakham citando le preoccupazioni ambientali immediate e il possibile ritorno della siccità come il 2019.

Senza Compratori non c’è la diga a Sanakham

“Chi be ha bisogno? Chi ne ha bisogno davvero?” dice Pianporn Deetes della ONG International Rivers.

“La Thailandia non ne ha bisogno dal momento che abbiamo eccesso di energia. Allora chi ne ha bisogno? Le imprese di costruzione? Le banche? O coloro che sono al potere e che potrebbero trarre benefici personali?”

Come la Xayaburi, la diga di Sanakham fornirà energia in Thailandia ma i gruppi fanno pressione sulla MRC a spostare la posizione della diga oltre a richiedere alla Thailandia di rifiutarsi di comprare energia affinché il progetto sia meno fattibile finanziariamente.

“Quello che ho visto nello scorso decennio nella mia professione è che la maggior parte dei progetti idroelettrici sono stati spinti dal settore delle costruzioni ed industrie legate, non dalla domanda reale di elettricità” dice Painporn Deetes.

L’eccessiva produzione di elettricità in Thailandia è stata esacerbata dalla pandemia ed il ministro dell’energia ha recentemente dichiarato che la domanda energetica è crollata a circa il 40% della capacità totale.

Di recente l’ente elettrico thai EGAT ha annunciato piani per decommissionare vecchi impianti, promuovere agroindustria ad alta intensità di energia e di vendere energia alla Birmania.

“Ora ci troviamo in un momento di crisi sanitaria, come giustifichiamo il comprare più energia?” dice Suwit Kulapwong, che guida Isaan Human Rights & Environmental Association e rappresenta People’s Network.

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People’s Network è all’avanguardia degli sforzi di conservazione contro la diga Sanakham ed ha registrato le proprie obiezioni alla diga agli inizi di maggio.

Copia Incolla

“La diga di Sanakham non si deve fare. La Comunità e la società civile sta facendo azioni a livello nazionale e regionale per fermare il progetto illustrando i rischi, il costo e che non è necessaria” dice Gary Lee di International Rivers in Thailandia, il quale aggiunge che la provincia di Loei già soffre degli impatti della diga a Xayaburi.

“Gli impatti includono le rapide fluttuazioni dei livelli di acqua, la perturbazione dei sedimenti e dei nutrienti essenziali, che a loro volta hanno impatti grandi sulle risorse acquatiche importanti per la vita e le entrate delle comunità”

Le valutazioni di impatto della diga di Sanakham presentate al MRC facevano pochissimi riferimenti a studi dell’ultimo decennio e sarebbe stato copiato dal progetto di Pak Lay a 50 chilometri con un mero cambio di nome. La MRC comunque non ha un potere di veto alla costruzione della diga e la consultazione prioritaria resta solo un momento di consultazione.

Il processo di consultazione prioritario si dimostra essere contenzioso dove i critici sostengono che è impotente e che le discussioni sui progetti idroelettrici sono sempre inquadrati su come mitigare e non se il progetto deve andare avanti.

Gary Lee spiega comunque che “iniziare il processo di consultazione prioritaria non implica necessariamente che la diga di Sanakham andrà avanti. Per esempio le dighe di Pak Beng e Pak Lay che completarono il processo di consultazione nel 2017 e 2019, non hanno fatto passi in avanti”. Questi due progetti devono ancora firmare accordi di acquisto con la Thailandia, aggiunge Gary Lee.

L’accordo del Mekong del 1995 su cui si basa il processo di consultazione prioritaria, coinvolge la notifica ai paesi perché possano fare raccomandazioni e mitigare gli impatti transfrontalieri avversi. Ciò è accaduto per le dighe di Xayaburi, Don Sahong, Pak Beng, Pak Lay e Luang Prabang.

Per la diga di Xayaburi il processo spinse il governo laotiano ad investire nella modifica del disegno della diga per affrontare i problemi del trasferimento dei sedimenti e della migrazione dei pesci.

“La MRC ha fatto o commissionato già molti studi che illustrano come le grandi dighe sul percorso del Mekong e sugli affluenti minacciano seriamente l’ecologia del fiume, l’economia e la sicurezza alimentare e le famiglie povere sono quelle che subiscono un impatto maggiore. Comunque i progetti sono andati avanti minimizzando od ignorando la ricchezza di prove scientifiche”

Si è anche detto che lo sviluppatore stia già costruendo le strade per l’accesso al sito della diga.

“Non credo che MRC abbia un qualche utilità” dice Channarong Wongla. “Non c’è neanche bisogno di portare MRC nella discussione sulla cancellazione dei progetti perché è più un corpo che incoraggia i progetti idroelettrici”

In mancanza della cancellazione del progetto di Sanakham, le autorità thailandesi si preparano a mitigare gli effetti della diga ed il vice primo ministro Prawit Wongsuwon sottolinea i sedimenti, le industrie della pesca e la navigazione.

Gli errori del governo

Al pari della MRC, il governo thai ha poco potere per fermare la diga cinese in Laos.

“Per quanto ne sappia, non la si può fermare perché la Sanakham si costruirà sul suolo laotiano. E’ loro diritto farlo” dice Lertsak Pattanachaikul, parlamentare della provincia di Loei, il quale aggiunge che non c’è molta coscienza della diga in Thailandia e che gli era stata fatta notare da un volontario locale che lavora con il dipartimento della promozione della qualità ambientale.

Lertsak portò le proprie riserve sulla diga al governo thai il 23 luglio. In un discorso al parlamento suggerì che l’EGAT deve rifiutarsi di comprare energia da quella diga.

Il vice ministro dell’agricoltura Prapat Photasuthon tentò una risposta alle domande di Lertsak dicendo che la diga di Sanakahm sarebbe stata più piccola della Xayaburi e che gli impatti delle dighe sul Mekong sono “una nuova realtà”.

A China Dialog Lertsak ha detto:

“Il mio dovere di parlamentare è di far capire al governo che gli impatti ricadranno sugli abitanti che vivono lungo il fiume. La fluttuazione dei livelli di acqua è un problema sin da quando la Cina iniziò i suoi progetti venti anni fa. Ma quando iniziò ad operare la Xayaburi potemmo vedere chiaramente il cambiamento. Il fiume Mekong è così a secco. Questo progetto impatterà l’intero sistema rivierasco. Lo peggiorerà”

I gruppi ambientalisti ed il governo hanno indicato velocemente l’effetto che la nuova diga avrà sui progetti pubblici. La assonnata regione di Chiang Khan attira turisti e la gente e le imprese temono che il settore ne resterà colpito. In parlamento Lersak ha predetto che la nuova diga distruggerà la vista che si gode dal nuovo ponte di vetro finanziato dalle tasse appena costruito.

Sanakham
Ponte in vetro sul Mekong nel distretto di Chiang Khan Foto: Aphirak Thila / Alamy

Chiang Khan ed il resto della provincia di Loei hanno di fronte altri progetti controversi di gestione dell’acqua come il progetto thailandese Kong-Loei-Chi-Mun del valore di 75 miliardi di dollariche vuole prendere l’acqua dal Mekong per irrigare 17 province. La diga di Sanakham e il Mekong a secco hanno messo in pericolo questo progetto di 16 anni, impopolare nella regione, secondo i militanti.

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Ci sono state richieste dei militanti e del governo di affrontare la suscettibilità della diga a danni derivanti da terremoti. La linea di Faglia di Loei non è stata aggiunta alle informazioni del progetto, dice Channarong Wongla di Rak Chiang Khan. Dopo un ultimo terremoto debole, il ministero delle risorse minerarie valuterà la faglia di Loei nel 2022.

“Mi preoccupa particolarmente la sicurezza a causa delle notizie sulle dighe che sono crollate in Laos. Per Xayaburi, sappiamo che una impresa thai l’ha costruita e che sarà all’altezza degli standard” dice Lertsak Pattanachaikul. La diga coreana del meridione laotiano collassò nel 2018 uccidendo 40 persone e cacciando delle case migliaia di abitanti.

“Per Sanakham, è un progetto di investimento cinese e il progetto darà costruito da lavoratori cinesi. Sono preoccupato per questo.”

Contrappeso della Cina

Il coinvolgimento della Cina nel progetto di Sanakham e il finanziamento seguente delle dighe a Pak Lay e Pak Beng, oltre alla carta bianca per progetti in Laos, ha causato preoccupazioni sia tra i militanti che nel governo Thailandese.

La Cina prima del Laos ha 12 dighe immense sulla sua sezione del Mekong che in Cina si chiama Lancang, e gli ultimi studi di Eyes on Earth affermano che la Cina sta trattenendo molta dell’acqua necessaria per i paesi a valle, esacerbando siccità e tensioni transfrontaliere. La MRC ed un gruppo di esperti del Mekong ha rigettato le affermazioni ma ha riaffermato il bisogno di maggiore condivisione di dati da parte cinese.

“L’ufficio thailandese delle riserve di acqua è critico di come le discusse dighe sul fiume Mekong in Laos, Sanakham inclusa, colpisce il flusso idrologico oltre al flusso dei sedimenti e alla migrazione dei pesci a valle” dice Brian Eyler del Stimson Center ed autore del libro Last Days of the Mighty Mekong.

“Le dighe cinesi a monte introducono incertezza su quello che era un ciclo idrologico facilmente prevedibile prima, e quell’incertezza non è attraente per i sostenitori finanziari delle dighe a valle”

A fine agosto, il premier cinese Li Keqiang annunciò che la Cina avrebbe condiviso i dati completi annuali con i paesi del basso bacino del Mekong per allentare le paure, ma non è stato se questo avverrà da tutte le dighe oltre alle due di monitoraggio in uso. Il meccanismo di cooperazione Lancang Mekong, LMC, la risposta cinese alla pianificazione dello sviluppo nei paesi del basso Mekong, si è incontrato con i capi di stato dei paesi del Mekong il 25 agosto per confermare che saranno condivisi più dati con i paesi a valle.

La questione idroelettricità non ha un’alta priorità per LMC, secondo Eyler, ma sia LMC che i progetti BRI presentano ostacoli transfrontalieri secondo gli ambientalisti thailandesi, al contrario del Laos e Cambogia dove gli investimenti cinesi sono per lo più immuni da critiche.

“In Laos si può essere rapiti per il fatto di parlare di dighe” dice Suwit. Lo scorso anno le autorità laotiane arrestarono otto militanti che pianificavano una protesta contro l’accaparramento di suoli, la costruzione di dighe e la deforestazione.

Suwit dice che la stretta amicizia tra Cina e Thailandia rende difficile trattare queste questioni e cita gruppi Thai e Cinesi e l’estensione della mancanza di fiducia.

“Suggeriamo cose sul governo e la trasparenza e gli investitori cinesi ci mandarono la Datang o l’Istituto Confucio a parlare con noi. Non pensano proprio di cancellare il progetto”

Quest’anno si sono viste alcune vittorie nelle campagne contro lo sviluppo ulteriore del Mekong, il migliore dei quali è stata la cancellazione del piano di distruggere le rapide con la dinamite nel nord thailandese per accrescere il flusso del commercio.

A marzo la Cambogia ha posto la moratoria di dieci anni sulle dighe sul corso del Mekong dopo lo sviluppo continuato ed i pericoli per l’ecologia del lago di Tonle Sap.

Mentre va avanti la fase della consultazione prioritaria della diga di Sanakham, gli ambientalisti sperano che il governo thai si rifiuterà di comprare l’energia prodotta dalla diga e le autorità thailandesi hanno sottolineato le opzioni per spostare la diga ulteriormente a monte.

“Nessuno viene a parlare con noi ufficialmente sulla diga. Ci sono solo le ONG locali. Nessun governo o parlamentare” dice Prayoon mentre attende le notizie sul come Cina, Thailandia e Laos si accorderanno sui pescatori e l’ecologia della sua terra del Mekong. “Non abbiamo potere per combatterla”

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