Da Ban Muang Takua a difendere le foreste dai generali thai

Muang Takua
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Anong Kuson alza gli occhi a quel cielo feroce con gli occhi bagnati di lacrime e pioggia, inzuppata d’acqua per il violento acquazzone durante il picchettaggio davanti al Palazzo del governo

“Mi son detta che doveva essere un’altra prova della nostra determinazione a proteggere le foreste e la nostra comunità” racconta la madre di tre figli giunta a Bangkok da Ban Muang Takua, nella provincia di Phatthalung.

Ban Muang Takua a Bangkok
Photo di Chanat Katanyu

“Mi sono detta di non farmi scoraggiare mai, di non cedere nella nostra missione di fermare il progetto della diga a Muang Takua. Distruggerà le nostre foreste e le vie d’acqua, la nostra natura abbondante e ruberà ai nostri figli del futuro e della sicurezza della vita. Non accadrà mai”.

Anong insieme ad altri venti cittadini della comunità di Muang Takua hanno iniziato a protestare a Bangkok la scorsa settimana dopo che il governatore di Phatthalung ha detto loro di non aver potere di fermare il progetto controverso del dipartimento di Irrigazione.

Le proteste contro la diga risalgono ad un decennio fa. Dopo essere stata accantonata per le proteste locali, il progetto ha ripreso forza sotto il governo militare riaccendendo nuove proteste.

Il dipartimento di Irrigazione continua a dire che la diga è un progetto iniziato dalla famiglia reale per dare acqua di irrigazione nelle aree. La gente del posto continua a dire che la diga distruggerà le lussureggianti foreste del bacino sulla catena montuosa del Banthat, le vie d’acqua che alimentano il lago di Phatthalung e Songkla, oltre a distruggere le fonti di sostentamento delle comunità delle foreste che vivono lì da generazioni.

Gli abitanti hanno indicato che i dettagli del progetto della diga non si adattano alla topografia locale perché sono stati copiati da un’altra diga nel nord della Thailandia rendendolo un progetto giocato su menzogne ed inganni.

Ma nonostante la disinformazione, la mancanza di incontri pubblici ed il rischio di infangare l’istituzione reale, il Dipartimento di Irrigazione ha deciso di tirare diritto.

Per allentare le critiche dei media sociali è stato raggiunto un accordo la scorsa settimana con la creazione di un comitato congiunto per trovare una fonte sostenibile di acqua di irrigazione.

In breve la diga deve andare avanti.

L’accordo ha bisogno di avere l’approvazione del primo ministro. In precedenza il generale Prayuth ha ripudiato la proposta dichiarando che si trattava di voler solo ritardare il progetto di un anno.

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Per gli abitanti di Muang Takua è solo un voler prendere tempo.

Ma Ban Muang Takua non è il solo luogo minacciato da progetti distruttivi dell’ambiente da parte del governo.

La lunga lista include la Zona Economica Speciale Chana a Songkla, la diga Kaeng Sua Ten a Phrae, un tunnel per portare l’acqua dal fiume Yuam a Mae Hong Son verso la diga Bhumibol di Tak, i grandi progetti di riforestazione per sfrattare gli abitanti delle foreste.

Il più distruttivo di tutti è la recente decisione del governo per scavare l’enorme Canale di Kra e connettere il Golfo della Thailandia al Mare delle Andamane attraverso l’Istmo di Kra.

Il canale di Kra, sostenuto dal potere cinese, è stato ribattezzato Canale dei Thai per rafforzare il nazionalismo e,, vogliono far credere che la nuova via marittima porterà prosperità alla Thailandia.

Mentre è ancora da definire chi ci guadagnerà da questo mega canale di Kra gli scavi di certo creeranno una massiccia distruzione ambientale sulle due coste che farà perdere ai piccoli pescatori e alle loro famiglie il loro sostentamento e sostenere stenti senza precedenti.

L’industria turistica che è la maggiore attività commerciale dell’area sarà distrutta, come le vaste aree protette a foresta e gli ambienti di specie selvatiche in via di estinzione.

E’ chiaro che il grande Canale di Kra farà cadere il paese nel più grande disastro ambientale.

E’ altamente possibile che gli stenti aggraveranno lo scontento dei musulmani del meridione contro il governo con una intensificazione del conflitto e della violenza.

Muang Takua

Perché questi grandi progetti hanno ripreso forza negli ultimi anni dopo essere stati in archivio per così tanto tempo? L’ambientalista Prasitchai Nunuan l’attribuisce alla dittatura militare.

E’ dal golpe del 2014 che i militari riducono i poteri dei corpi amministrativi locali mentre accrescono il controllo centrale della burocrazia, dice Prasitchai, direttore del Green South Foundation, il quale aggiunge che i militari prestano i propri uomini per sopprimere la resistenza locale in vari progetti locali controversi.

Nel clima da paura, si rispolverano i progetti delle dighe, si intensificano gli sfratti delle foreste e si fanno approvare vari progetti dannosi per l’ambiente attraverso un parlamento dominato dai grandi generali, burocrati e sostenitori dei militari.

Per esempio il dipartimento dei parchi nazionali si è dato il potere di governare le foreste come dei dittatori militari.

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Il ministero dell’agricoltura, invece di proteggere la popolazione blocca il divieto di pesticidi chimici tossici in aiuto alla grande industria.

Invece di proteggere la salute pubblica il ministero dell’industria ha modificato la legge che permette alle piccole imprese di rilasciare gli inquinanti liberamente.

Invece di punire quei pescatori che con la loro eccessiva attività hanno distrutto i mari anche con il loro equipaggiamento di pesca distruttivo, il ministero della pesca vuol dare loro soldi.

Nel frattempo, nonostante la rabbia generale il governo continua a permettere ad altri paesi di usare la Thailandia come una discarica di rifiuti tossici.

“Abuso di potere ad ogni livello è la regola perché il sistema burocratico va avanti senza controlli”

scomparse forzate

Ecco perché i movimenti di base, sebbene sostengano la nuova costituzione per porre fine al controllo dei militari, sottolineano il bisogno della riforma della burocrazia e la decentralizzazione.

“Se la costituzione non mette il potere della presa di decisioni nelle mani delle comunità locali continueremo a soffrire per la stessa burocrazia autocratica che decide per noi. Senza decentralizzazione, dovremo lottare contro i progetti di stato che distruggono le nostre vite” dice Prasitchai.

Mentre la nuova costituzione è un obiettivo di lungo termine per la comunità di Ban Muang Takua, la loro preoccupazione immediata è di fermare la diga. L’ordine del governo di proibire tutte le dimostrazioni vicino al palazzo del governo alimenta le paure della repressione.

“Non ho paura” dice Anong. La minaccia e le intimidazioni non sono nulla di nuovo a Ban Muang Takua che lotta contro la diga. “Proteggiamo le foreste e le vie d’acqua non solo per i nostri figli e la comunità ma per il paese.”

Il dipartimento di Irrigazione pianifica di costruire 14 dighe a Phatthalung. Quattro sono state già costruite non lontano da Muang Takua. La siccità e la povertà che infligge a quelle comunità hanno reso gli abitanti di Takua più determinati a non farlo accadere anche a loro.

Se le autorità dell’irrigazione riescono a completare le loro 14 dighe come pianificato distruggeranno le foreste del bacino nella Catena Montuosa di Banthat. “Dobbiamo fermare la distruzione”

“Se la natura sopravvive, sopravviviamo tutti. Se non possiamo dire ai figli di aver vinto la battaglia, non torneremo a casa”

Sanitsuda Ekachai, Bangkokpost