Direttiva della Nuova Normalità di Jokowi ed il conto delle morti COVID

Direttiva della Nuova Normalità

La abilità dell’Indonesia a superare le crisi economica e sanitaria causate dal COVID-19 sarà sempre un’impresa ardua.

Ma il presidente Joko Widodo ha di recente annunciato la direttiva della Nuova Normalità che vuole far ripartire l’economia in recessione e che è dispiegata insieme a sforzi deliberati di confondere ed oscurare la vera scala del rischio dell’epidemia.

Direttiva della Nuova Normalità

Gli esperti hanno messo in guardia su un approccio prematuro alla ripresa economica che metterebbe ulteriormente a rischio la popolazione indonesiana a ulteriori epidemie e crisi economiche più profondi e durature.

Lo scorso mese il noto esperto Corona Rintawan è uscito dalla TaskForce Nazionale del COVID-19.

Il medico ha fatto conoscere ad Asia Times le sue considerazioni secondo cui questa epidemia tira fuori il peggio dal governo indonesiano ed ha sottolineato come la direttiva della Nuova Normalità possa condurre a più infezioni e confusione piuttosto che accompagnare il paese su una strada di sicurezza.

“Abbiamo una deficienza cronica di analisi e tracciamento. La nostra capacità di condurre test molecolari non è assolutamente vicino all’obiettivo di 20mila analisi al giorno. Ma ora ci si sta rilassando, l’economia sta ripartendo, le scuole riaprono e si permettono i raduni religiosi di massa, tutto nel nome della direttiva della Nuova Normalità” ha detto Corona.

“Sembra che i ministri provino a mostrare il proprio sostegno al presidente con una competizione ad applicare questo concetto di Nuova Normalità nel più breve tempo possibile, indipendentemente dalla preparazione delle comunità o se le misure sono persino necessarie”

Secondo Corona, se la riapertura dell’economia insieme ad altre attività sociali e religiose, non è sostenuta da misure per rafforzare il sistema sanitario, si potrebbe avere una “esplosione di infezioni”.

Senza chiari regolamenti e sanzioni la direttiva della Nuova Normalità sarà la foglia di fico per riaprire l’economia mentre si ignorano i consigli degli esperti a non minimizzare la scala delle infezioni, dei morti e della possibilità di una nuova ondata di infezioni. Il governo ha riconosciuto il sei giugno oltre nuovi mille casi giornalieri.

“C’è stato un nuovo alto numero di casi di recente che era relativo a due settimane fa e che coinciderebbe con la celebrazione di Eid hl Fitr. La gente pregava ancora insieme sebbene la Muhammadiyah sia stata decisa nel consigliare alla gente di stare a casa. Questi nuovi focolai porteranno ad altre punte di infezioni più in là. Quando si parla di nuova normalità, la gente assume che si può tornare alla normalità di prima” dice l’esperto.

In Indonesia come molti altri paesi della regione l’epidemia di COVID-19 non ha portato alla crisi sanitaria vissuta nei paesi occidentali come Brasile, USA, Italia e UK.

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La Nask Force Nazionale dice che sarebbero morti 1801 persone, 0,0007% della popolazione totale indonesiana di 275 milioni di persone, mentre la cifra ufficiale confermata di infezioni è ora a 30500 e indica un alto tasso di fatalità del 6%.

Ora molti temono che il governo Widodo stia deliberatamente evitando i test di massa e denunciando meno morti tra le persone in quarantena o sotto sorveglianza.

Un’iniziativa di indagine giornalistica iniziata da giornalisti e studiosi, Lapor COVID-19, stima che il numero attuali di morti possa essere due o tre volte maggiori di quante denunciate ufficialmente.

Corona ha detto che la ragione è che molti governi locali sono riluttanti a dichiararsi contrari alla direttiva della Nuova Normalità per paura di essere accusati di nuove epidemie.

“Per esempio, si consideri quando un paziente classificato come sotto controllo muore e pochi giorni dopo si viene a sapere che era positivo al COVID-19. Alcuni governi locali, e non dirò quali, dissero allora che il morto era negativo al COVID-19 nonostante che si attendesse ancora il risultato del test” dice Corona che aggiunge:

“La ragione è che non vogliono finire nei guai se il numero dei morti di conseguenza cresce. Quali capi locali vogliono essere accusati mentre si implementa la direttiva della Nuova Normalità?”

Alla fine di maggio la Task Force riportò 300545 esami fatti per 205165 persone, una cifra che pone il livello di controllo del virus a 1100 test per milione di persone, al pari dell’Afghanistan che è uno dei paesi col minor numero di test al mondo.

Nel frattempo il ministro delle finanze ha annunciato un’altra serie di stimoli economici del valore di 48 miliardi di dollari, dei quali il 13% è destinato al sistema sanitario.

E tuttavia non si forniscono al libero accesso i test rapidi e i test molecolari sulla scala necessaria per i servizi sanitari e di emergenza indonesiani per misurare accuratamente o analizzare il numero di infezioni nel paese. Né sono preparati ad identificare velocemente e contenere lo stabilirsi di nuove ondate di epidemia.

La componente sanitaria del nuovo pacchetto economico include 400 milioni di dollari in incentivi e salari al personale medico coinvolto nel COVID-19.

La reazione a questo annuncio è stato tiepido tra i lavoratori interessati a riflettere il vasto disappunto rispetto alle prime promesse di premi speciali che non si sono finora materializzati.

Il nuovo pezzo maggiore del budget del COVID-19 è per il sostegno del Welfare che nella maggioranza è una elargizione di contanti, aiuti alimentari e pagamento di bollette.

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Nel paese, governatori, sindaci e ministeri non hanno risparmiato sforzi o spese nel farsi fotografare con sorridenti beneficiari che ricevevano somme in contante o alimenti. Eppure nonostante il sostanzioso aumento di questa elargizione, sono sotto la lente delle inchieste sia chi sono i beneficiari e l’uguaglianza dei benefici.

La Commissione di controllo indonesiana ha di recente denunciato il ministro degli affari sociali per aver usato dati vecchi risalenti al 2014 sulla povertà. L’incapacità o mancata volontà dei governi locali a cambiare e mantenere i propri dati dei poveri ha anche ostacolato la consegna degli aiuti.

Il parlamentare Achsanul Qosasi della Commissione di Controllo Indonesiana, ha illustrato il fatto che 20 milioni di famiglie nelle liste del welfare non avevano i relativi codici di identificazione sociali. La Commissione poi scoprì che circa 1 miliardo di dollari era fermo su conti bancari del governo alla fine di maggio per la confusione sui dati dei beneficiari del Welfare.

Direttiva della Nuova Normalità

Nel frattempo tantissime sovrapposizioni tra elargizioni di contanti, aiuti alimentari e progetti sociali hanno confuso le famiglie povere e di bassi salari lasciandole nella fatica di capire come e dove domandare il sostegno.

Un fattore è la politica dei soldi. Funzionari dei villaggi, sindaci ed altre personalità elette locali sono viste mantenere i database degli aiuti con un occhio a favore dei propri sostenitori.

Aree ad alte densità di elettori a Giava riportano una superiore consegna dei servizi fino al 90%, mentre nelle aree più remote dell’arcipelago come Maluku e Papua il livello d’assistenza ricevuta è ben diversa.

Chi ha il diritto ad un’assistenza economia riceve 42 dollari a famiglia per tre mesi da aprile a giugno e sarà poi dimezzato per altri tre mesi fino a settembre.

Questa cifra è insufficiente per una famiglia per comprare persino le cose più essenziali. Se hanno bisogno di fare un test per il virus devono pagarselo loro.

E’ significativo che le analisi non sono coperte dal fondo di 48 miliardi di dollari di aiuto e stimolo economico. Le analisi non sono neanche economiche poiché il costo del test rapido si aggira tra 25 e 30 dollari e quello del DNA va da 70 a 150 dollari.

Nonostante i segni di incompetenza e confusione, Widodo non ha sostituito una sola persona del suo governo.

Mentre ci sono tutte le indicazioni a dire di una sottostima dello stato vero delle infezioni e delle morti da COVID-19, la corsa prematura di Widodo a riprendere la normalità rischia di portare il paese in una nuova e peggiore epidemia virale.

James P. Bean Asiatimes