Disordine reale mentre la Thailandia piange la morte del suo re

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E’ difficile non commuoversi di fronte alla vista della Thailandia mentre piange la morte del suo Re Bhumibol Adulyadej. Ad una settimana dalla morte, folle immense continuano a radunarsi all’esterno del palazzo reale a Bangkok e in tutto il paese. Alcuni tengono alte immagini sue; altri accendono candele; altri semplicemente se ne stanno in piedi e piangono. La richiesta di abiti neri è tanto grande che sono comparsi dei negozi improvvisati per colorare, offrendo di cambiare abiti più chiari in qualcosa di più sobrio.la morte del suo re bhumibol

Il rispetto per la monarchia thailandese forse è rafforzato attraverso il sistema educativo e rafforzato da leggi severe contro la diffamazione del re, ma è comunque un rispetto genuino. Re Bhumibol ha regnato per 70 anni con diligenza e dignità. Molti thailandesi sono distrutti per la sua morte.

Tuttavia è difficile non provare la sensazione che si stia perdendo un’opportunità, sia per rassicurare i thailandesi ordinari in un momento inquietante sia per determinare il tono del prossimo regno. L’emozione per la morte del re è rafforzata dall’ansia per una sollevazione che potrebbe portare. La politica thailandese è stata instabile da oltre un decennio, avvelenata da proteste popolari e capovolta da due colpi di stato. Persino prima dell’instabilità c’erano preoccupazioni se la successione sarebbe stata normale, se si considera il comportamento spesso indecoroso del principe ereditario. L’ultima cosa di cui la Thailandia ha bisogno è di un suggerimento che le cose non vanno avanti come pianificato.

Lunga vita …

E tuttavia è proprio ciò che ottiene. Nel giorno della morte del suo re, si è riunito il parlamento. Ma non ha proclamato il successore, come si era atteso. Invece, il principe ereditario Maha Vajiralongkorn, in un chiaro gesto di rispetto ed umiltà, ha chiesto che la questione della successione sia messa da parte per un periodo indeterminato, per dare tempo a sé stesso e al paese di piangere la morte del suo re.

La giunta militare che governa il paese continua ad insistere che il principe ereditario alla fine diventerà re, sebbene continui anche a cambiare idea su quando accadrà: forse questa settimana, forse l’anno prossimo. La confusione dei generali potrebbe anche essere un segno di impreparazione. Ma più si ripetono più difficile è sopprimere l’impressione che la successione non è proprio cosa fatta. I generali dicono anche che la morte di Re Bhumibol non ritarderà il ritorno della democrazia, ma restano vagi in modo pretestuoso su quando si terranno le elezioni.

la morte del suo re BhumibolNel frattempo il ruolo del reggente cade su Prem Tinsulandonda, capo del consiglio della corona. E’ una cosa infelice per varie ragioni. Prima cosa Prem ha 96 anni, e non appare controllare tutto. Un’altra è un ex generale e primo ministro che è fortemente associato all’idea che la monarchia e i militari devono giocare una grande parte nella vita politica del paese.

In aggiunta il vuoto difficile alla sommità della società thai significa che nessuno fissa il tono per il periodo di lutto. Ciò ha permesso lo svilupparsi di ogni sorta di isteria in cui persone considerate insufficientemente rispettose sono accostate da folle inferocite. La polizia, invece di protegger le vittime di questi attacchi tende ad arrestarli, ed in almeno un caso ha costretto il sospettato a prostrarsi davanti alla foto del re morto. Il ministro della giustizia ha fatto condoni a vigilanti monarchici e le autorità hanno aperto varie indagini in presunti incidenti di lesa maestà.

Come era prima, i militari avevano usato le leggi di lesa maestà per sopprimere tutti i tipi di dibattiti sconvenienti, sull’incompetenza della giunta al potere o le fesserie della costituzione illiberale che ha imposto sul paese questo anno. L’avvento del nuovo re dà alla giunta un’opportunità per tranquillizzare, specialmente quando ci sono pochissimi segni di sfruttamento del momento dai militanti democratici. Invece sembra incline a restringere ancor di più la libertà di espressione. Incoraggia il fornitore di accesso della tv via cavo a censurare i canali televisivi e dice che cercherà di perseguire le persone fuori della Thailandia che criticano il re.

Il ministero degli esteri nel frattempo ha emesso un comunicato stizzito lamentando che i media esteri con volontà sottostimano le folle che piangono il re. Tale meschina difesa non è un tributo adatto al re Bhumibol né un modo buono per andare avanti in Thailandia.

TheEconomist

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