Dittatura democratica thailandese e le speranze di cambiamento

Listen to this article

Dittatura democratica thailandese è un ossimoro coniato da un senatore nominato dalla giunta thailandese per indicare una nuova situazione politica creatasi all’indomani della nomina di Prayuth Chanocha a primo ministro eletto della Thailandia.

Forse la dittatura militare diretta sta giungendo al termine ma la situazione politica si è più complicata. Il generale Prayuth che si proclamò premier della Thailandia ora è capo del governo eletto in qualche modo, appunto una dittatura democratica, in cui un’elezione manomessa prova a dare una parvenza di legittimità ad un gruppo di potere che già governa il paese dal 2014 quando il golpe militare abbatté il governo legittimamente eletto di Yingluck Shinawatra.

prayuth dittatura democratica

Il premier è stato eletto secondo una costituzione formulata dai militari, approvata in un referendum in cui non si poteva fare propaganda contraria, ed una legge elettorale ad arte, da una coalizione di 250 senatori nominati dalla giunta, tra i quali i fratelli di Prayuth Chanocha e Prawit Songsuwan, e un coacervo di 19 partiti e partitini con una maggioranza nella camera bassa molto risicata e raffazzonata con la corruzione e con la legge elettorale tutta particolare.

Come sostiene Pravit Rojanaphruk, se è vero che le elezioni truccate sono sempre meglio del non poter votare, la linea tra democrazia e dittatura in Thailandia si fa molto confusa e la costituzione attuale dà tutti gli strumenti a Prayuth per governare per cinque anni ed altri quattro se lo vorrà.

L’unica speranza vera contro questa dittatura democratica, che assomiglia molto come ossimoro alle democrazie illiberali, è che esiste un’opposizione democratica forte radicata anche nella gioventù e non legata solo ai partiti di Thaksin.

E’ una battaglia che il fronte democratico si appresta a continuare dopo aver scommesso di poter battere al tavolo delle elezioni truccate dei falsari di professione.

Speranza, confusione e tradimento mi hanno travolto nell’assistere al dibattito parlamentare di mercoledì. Il capo della giunta generale Prayuth Chanocha è stato votato come primo ministro eletto dopo cinque anni da dittatore.

Iniziamo dal tradimento.

Prima delle elezioni del 24 marzo, che sono giunte quasi cinque anni dopo dal golpe del 2014 che diede inizio al governo militare diretto, il capo del Partito Democratico Abhisit Vejjajiva promise in un video virale che non avrebbe sostenuto Prayuth come premier ancora. Nel video Abhisit disse di ascoltare ancora, prima di ripetere che non sosteneva Prayuth da Premier.

Dopo due mesi e mezzo da quella promessa tutti i 52 parlamentari del partito, il cui motto è “La verità è una parola che non muore” hanno votato per Prayuth eccetto Abhisit. Sì Abhisit non era più il capo del partito essendosi dimesso dopo il risultato elettorale in cui il partito non riuscì a prendere i cento seggi che lui aveva previsto. Sì Abhisit si è poi dimesso da parlamentare la mattina del mercoledì poche ore prima che il partito votava per Prayuth.

Eppure ci si domanda quanti dei 3.9 milioni di voti andati al partito democratico pensavano che il partito non avrebbe mai dovuto sostenere un dittatore militare come Prayuth a diventare premier perché il capo del partito volontariamente lo aveva detto così chiaramente.

Le mere dimissioni di Abhisit da parlamentare ma non dal partito potrebbero mai riparare il danno? Senza quei voti Prayuth non sarebbe proprio legittimato perché non potrebbe guadagnare la maggioranza dei 500 voti nella camera bassa…

Quando si compra e si paga per tè biologico ma si finisce per avere una bevanda tossica solo perché il negoziante ha cambiato mano dopo aver preso i soldi, ci si sente traditi ed imbrogliati.

Confusione

Nel difendersi da chi lo definiva un leccapiedi di Prayuth, un senatore nominato dal dittatore Prayuth, Seri Suwanpanond, ha detto in parlamento:

“Sono accusato di sostenere la dittatura. Io sono per la dittatura democratica, non per la falsa democrazia”.

Seri è tra i 250 senatori nominati da Prayuth che lo ha votato come in una transazione di riconoscimento e continuerà a difenderlo sebbene lui ed i suoi simili non rappresentano la popolazione.

Ora esiste una cosa come una dittatura democratica?

E’ un ossimoro orwelliano. Come può essere democratica qualcosa che è dittatoriale?

Non esiste una dittatura democratica, solo una dittatura che sfrutta i processi e gli orpelli democratici per apparire tali, mentre è infatti semidemocratico, in parte a causa del senato di nominati della giunta. In altre parole come involontariamente ha detto quel senatore è una democrazia falsa.

Per essere giusti, non definirei il regime dopo le elezioni una democrazia totalmente falsa. É più una semidemocrazia ibrida, la dittatura militare diventata ibrida. Hanno impiegato e distorto i processi democratici ed elettorali per restare al potere mentre condividono le briciole con parlamentari eletti che vorranno essere loro collaboratori.

Essenzialmente alcuni degli eletti vogliono dare ai generalo come Prayuth una parvenza di legittimità sostenendolo in cambio di qualche spicciolo di governo.

La Thailandia è essenzialmente al massimo una semidemocrazia a causa del senato di nominati che durerà cinque anni.

Speranza

Molti che volevano vedere il ritorno alla democrazia sono stati profondamente scontenti mercoledì notte, dopo aver visto Prayuth ottenere 500 voti, 249 dal senato (il presidente del senato non ha votato) e 251 dai parlamentari eletti in 19 partiti politici e superare il rivale Thanathorn Juangroongruangkit, che ha preso 244 voti.

La gente ha potuto comunque vedere un’opposizione funzionante che fa una ramanzina al capo Prayuth.

La satira su Prayuth in Parlamento di mercoledì non era altro che un dibattito di sfiducia che qualche tempo prima avrebbe potuto mandare qualche oratore in qualche sessione di modifica delle attitudini come hanno fatto i militari dal golpe in poi.

Ora hanno potuto dirlo durante un dibattito dal vivo in televisione visibile da tutti.

Dopo cinque anni il dittatore è stato posto sulla griglia in parlamento. Il potere assoluto sotto l’articolo 44 presto scomparirà e la giunta che si era dato il nome di Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine cesserà anche di esistere.

Quel mercoledì un giovane parlamentare del Bhumjaithai Siripong Angkasakulkiat ha rotto le fila e si è rifiutato di votare per il dittatore Prayuth.

dittatura democratica thai

Tutto il paese vide il volto contorto di Siripong che lottava per non piangere dopo aver annunciato la propria astensione creando un putiferio in parlamento.

Diversamente dai senatori nominati da Prayuth che non sono mancati di rifare il favore a Prayuth che li ha nominati, Siripong ha poi detto di aver agito secondo coscienza e di aver onorato quello che gli elettori gli avevano chiesto di fare. Ora Siripong è a rischi di una azione disciplinare del partito.

Nell’oscura notte thailandese dopo tutto ci sono ancora raggi di speranza

Pravit Rojanaphruk, Khaosodenglish

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole