Divario digitale nella Thailandia della pandemia da COVID-19

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La pandemia del COVID-19 in Thailandia ha messo in luce oltre agli effetti prolungati della pandemia sugli studenti anche il divario digitale tra chi ha e chi non ha, tra regioni povere e ricche.

Dopo due anni dall’interruzione del normale svolgimento didattico in Thailandia a causa dei prolungati effetti della pandemia da COVID-19, i bambini vivono una sensazione di esaurimento, stanchezza e depressione.

Di recente l’ONU ha sostenuto che non si può più rimandare un ritorno a scuola in presenza, ed ha citato altri rischi che vanno dall’esposizione alla violenza e agli abusi, alla sofferenza mentale, ai pasti saltati e alle vaccinazioni di routine.

divario digitale thai
https://opengovasia.com/leave-no-thai-behind-promoting-equality-of-digital-access-in-thailand/

La sofferenza della esausta gioventù thailandese ha attirato l’attenzione della tanto malignata Commissione Nazionale dei Diritti Umani, NHRCT, che ha notato come un terzo degli studenti thai sono a rischio di depressione.

Nel periodo precedente all’apertura delle scuole, comunque, molti ragazzi di tutto il paese si sono infettati col Coronavirus spingendo i responsabili delle scuole ad interrompere di nuovo le lezioni in presenza.

Nella provincia di Mukdahan, sono tornate alle lezioni a distanza oltre 1100 studenti ed insegnanti dopo che sono risultati positivi 80 studenti.

Una grande scuola secondaria di Khon Kaen ha pianificato la riapertura il primo novembre, ma le infezioni locali nella scuola hanno costretto a riaprire solo le lezioni a distanza. Eventi simili sono accaduti di recente a Chaiyapun dove uno studente si è contagiato e a Ubon, dove sono state chiuse cinque scuole a causa del virus.

Ma dietro le notizie tristi di studenti e di scuole che si dibattono nelle difficoltà delle scuole che riaprono mentre resiste ancora un cocciuto Coronavirus, esiste un problema molto più profondo messo in luce solo poco alla volta.

In tutte le fatiche del regno contro il COVID-19molti studenti si sono trovati di fronte a problemi in più per riuscire ad accedere al sistema di insegnamento online che ha colpito molti. Resta il grande problema la vasta diseguaglianza di accesso ad internet, un divario digitale.

Il divario digitale è complesso in termini di accesso, convenienza, accessibilità e disponibilità.

COVID-19 ha messo in luce queste debolezze in Thailandia peggiorando la lacuna tra quei thai che possono permettersi il vantaggio pieno delle tecnologie di internet sia per vivere che per l’istruzione dei propri figli.

Ad uno sguardo superficiali pare che il problema non esisti. Oltre il 75% della popolazione ha un accesso ad internet secondo la ITU, International Telecommunications Union. Il 95% delle scuole ha accesso alla rete ed un computer è disponibile ogni 17 studenti.

Altri dati hanno mostrato che la maggioranza dei Thailandesi non ha le abilità fondamentali certificate ICT come scaricare o installare software.

Peggio ancora, secondo TDRI, Istituto di ricerca e sviluppo della Thailandia, solo il 21% delle famiglie ha un computer, molto meno del 49% della media globale. Questo non si accorda con il 68% delle famiglie che hanno un accesso ad internet a casa rispetto alla media globale del 55%.

Parte di questa discrepanza la si spiega con l’altissimo tasso di uso di internet via telefonino per i quali la Thailandia si trova al secondo posto al mondo. La questione per le famiglie più povere non è legata alla IoT, internet delle cose, quanto alla disponibilità e ai costi degli strumenti usati in classe, come tablet e laptop, che hanno costi proibitivi.

TDRI dice anche che pochissime famiglie thailandese povere hanno computer collegati ad internet. L’ufficio statistico nazionale notava nel 2017 che le famiglie con un reddito annuale medio di meno di 200mila Baht (5300 euro) solo il 3% aveva questi strumenti di connessione, mentre Bangkok si pone al posto più alto con il 42%, il doppio di altre regioni tra cui Thailandia Centrale al 21%, 19% al nord e 14% nel Nordest.

Il COVID-19 ha esasperato il problema, perché coloro che non avevano un computer prima della pandemia potevano accedere ad internet dai caffè o da altri hotspot wireless. La rapida chiusura di negozi e ristoranti ha lasciato molti senza le risorse per essere presenti a distanza.

Ed è qui che il divario digitale va ben oltre lo scopo della pandemia fino a diventare un problema di termini più lunghi.

Il ministero dell’istruzione deve ancora indicare un percorso più sostenibile ed economico per assicurare l’accesso alla rete per le famiglie più povere. In parte Yingluck Shinawatra concepì un piano simile durante la sua campagna elettorale per diventare premier. Mentre lo sforzo di portare un tablet in ogni casa thailandese fu criticato con forza dai media internazionali e thai, la motivazione di dare assistenza alle famiglie più vulnerabili era reale, anche se si negarono le tanto necessarie riforme al Curriculum Nazionale thai e sistemi collegati.

Non è che questo percorso non fosse stato provato con i governi del passato. L’ex premier Chavalit Yongjaiyuth provò ad iniziare una politica che dava a tutte le scuole dei computer. L’obiettivo era la copertura nazionale tra cui le scuole nelle aree remote.

Sfortunatamente i risultati non sono accettabili perché mancava la necessaria infrastruttura per far lavorare i computer, come del personale competente, l’elettrificazione ed un programma adatto ad accomodarli.

Comunque non cambia il bisogno di accesso, poiché le cose da fare per colmare il divario digitale nelle scuole thai deve coinvolgere l’assistenza del governo agli studenti che non hanno i computer per l’istruzione a distanza.

Per molti questa è una scossa, perché il costo probabilmente sarebbe superiore ai 30 miliardi di Baht, 800 milioni di euro. Dal momento che il 95% dei bambini delle elementari in Thailandia frequentano le classi in modo regolare questo è un invito ad una critica mordace.

Eppure per le famiglie povere è difficile sostenere il peso di fare sia un accesso stabile ad internet che vari strumenti che siano capaci di trattare e gestire informazioni della classe.

Ultime richieste dei docenti che hanno visto il sostegno di migliaia di cittadini rappresenta lo stato attuale delle cose.

Supplicavano il ministero dell’istruzione di fornire computer e tablet oltre all’accesso alla rete a studenti e insegnanti che soffrono in conseguenza del Coronavirus.

Mentre tutte le province hanno sofferto per la pandemia, le famiglie più vulnerabili sono coloro che più hanno bisogno di sostegni dal governo.

Altri paesi hanno già presentato programmi per aiutare a colmare gli effetti. Singapore ha iniziato un programma che, con un aiuto all’acquisto, metterà i tablet nelle mani di tutti gli studenti delle secondarie entro il 2028.

Il governo inglese accresce gli sforzi per dare laptop ai bambini più svantaggiati e quest’anno saranno anche 700mila già consegnati.

Mentre forse è troppo tardi per accelerare la chiusura del divario digitale nella pandemia attuale, non è mai un cattivo investimento per colmare la diseguaglianza sociale ed economica che la pandemia ha reso più pressante.

La Thailandia deve chiarire la propria posizione facendo investimenti solidi nelle infrastrutture della rete, nella tecnologia delle informazioni e comunicazioni e nel sostegno psicosociale agli studenti che indugiano in istruzioni online male applicate.

Mark C. Cogan, TheIsanrecord

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