Dopo Mamasapano: l’opportunismo pericoloso di alcuni politici filippini

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Dopo il disastroso incidente di Mamasapano, quando morirono 44 poliziotti speciali del SAF, 18 militanti del MILF e 5 civili durante un’operazione di polizia mirante a neutralizzare il “famoso” terrorista Marwan, il percorso di pace nelle Filippine si è fatto molto più arduo e difficoltoso.

realizzare le promesse economiche

Se c’è una cosa per cui Aquino meriterebbe di essere messo sotto accusa è proprio questa incursione che non sarebbe dovuta mai avvenire. Troppo evidenti i rischi di un’azione militare di polizia in forze in un territorio controllato da MILF e BIFF e le incertezze del comando operativo.

All’avanguardia di chi si oppone alla Legge Fondamentale della Bangsamoro e alla pace con il MILF, sono proprio alcuni politici filippini che hanno le proprie radici nell’era passata di Marcos in cui nacque e si sviluppò la guerra che portò all’insorgenza musulmana e che ora si avvalgono degli errori dell’amministrazione Aquino per portare avanti la loro agenda politica dei propri interessi.

I nomi li lasciamo all’articolo di Edwin Espejo.

Ricordiamo che le Forze Armate Filippine hanno annunciato che il capo storico del BIFF, Amiri Umra Kato, è morto di infarto. Sebbene non fosse stato favorevole a questo negoziato di pace tra MILF e Governo Filippino, ha sempre detto che non si sarebbe frapposto né lo avrebbe ostacolato. Troppi anni di delusioni politiche provenienti da Manila gli hanno tolto la speranza che si possa raggiungere la pace attraverso i negoziati. Quello che conta è quello che Manila realmente fa verso la popolazione Moro, non come l’assistenza che si dà ad un malato. Finora secondo Kato si è trattato di inganni e prese in giro.

“Non abbiamo bisogni di negoziati ma di risultati. Anche se non negoziamo ma se vediamo che è quello a cui aspiriamo, allora va bene, automaticamente ci diremo d’accordo”.

Si può solo sperare che con l’impegno dei tanti che credono alla pace e che ci lavorano, si possa avere la meglio su questi personaggi ombra del passato che ancora oscurano il cielo della democrazia filippina.

Il vero colore di alcuni politici filippini dopo Mamasapano, di Edwin Espejo, Asiancorrespondent.

Dopo aver spremuto tutto il possibile dal crollo di Mamasapano, i senatori filippini sono ancora lì.

Questa volta colpiscono Mohager Iqbal, qualunque sia il suo nome reale, per aver usato uno pseudonimo mentre guidava i negoziati di pace per il MILF.

Il senatore Ferdinando Marcos Figlio, che guida il comitato del Senato sul Governo locale, ha ripetutamente deriso non solo Iqbal ma anche il pannello di pace del governo per aver fatto dei negoziati ed accordi con persone la cui identità sarebbe fasulla.

A lui si sono uniti il collega Senatore Tito Sotto che se ne è uscito dalle audizioni del comitato lunedì scorso. Insieme ai senatori Allan Peter Cayetano e Francis Escudero, Marco s e Sotto sono tra i critici più feroci della proposta legge Fondamentale Bangsamoro (BBL) che sarà codificata in legge in base ai cui principi e agli articoli dell’Accordo Comprensivo sulla Bangsamoro (CAB).

La BBL porrà fine alla ribellione del MILF in parti di Mindanao che è andata avanti per quattro decenni reclamando le vite di 200 mila civili e combattenti di tutte le parti.

Mentre l’amministrazione Aquino vuole affrettare la fine del conflitto di Mindanao, molti ancora vivono nel passato e si aggrappano alla loro comprensione deforme della guerra civile nell’isola.

E’ pericoloso e potrebbe essere malefico ridurre la loro pignoleria come prodotti della loro storia familiare. Ma a pensarci, la maggioranza di chi si aggrappa ai propri pregiudizi infondati contro le persone che fanno una guerra contro il governo hanno scritto la Legge Marziale nel proprio DNA.

Marcos naturalmente porta il nome del padre dittatore scomparso che infiammò la guerra e la esacerbò a Mindanao, se non fu proprio lui a causarla. [Marcos tra l’altro nel suo curriculum presentato al senato ha portato una laurea dell’Università di Oxford mai conseguita. E lui parla di identità fasulla. TSV]

Ricordiamo il massacro di Jabidah?

Il padre Rene Cayetano un tempo fu consigliere legale del più fedele uomo di affari legato al dittatore Marcos, Eduardo Cojuangco, mentre il padre di Escudero fu ministro dell’agricoltura sotto Marcos. [Cayetano è stato firmatario della BBL quando è stata portata in senato, senza leggerla neanche, né prima né dopo Mamasapano, TSV]

Tito Sotto? Era tra le personalità televisive che sguazavano durante il periodo della legge marziale poiché non facevano paura ed erano intrattenitori di evasione. [Sotto ha presentato come suo, in un suo discorso al senato contro la legge per la salute riproduttiva, un testo interamente copiato rischiando di essere cacciato per plagio, TSV]

Marcos ed Escudero in particolare hanno già fatto dichiarazioni in cui dicono che il Senato approverà una BBL annacquata dopo la tragedia di Mamasapano, dove furono uccisi in un’operazione sanguinosa 44 membri del corpo speciale del SAF che portò all’uccisione di Marwan.

Sono scesi così in basso che ora provano a cancellare completamente il trattato di pace facendo casino sui nomi delle persone dall’altro lato del tavolo di pace. Essi non si fidano neanche della propria delegazione ai colloqui di pace.

Fu tragico che accadde quella tragedia a Mamasapano. Ma mentre noi giornalisti siamo addestrati sempre a comprendere, ci sono sempre dei contesti agli eventi e alle storie.

Gli pseudonimi di Iqbal come di chiunque altro rappresentano il meno di tutti loro, se non proprio senza legami.

Questi senatori cavalcano senza pudore le reazioni poco informate e mal dirette della gente.

La passione e le emozioni sono state forti dopo le morti di questi audaci poliziotti.

Ma ci sono state anche altre morti non necessarie. E le morti dei 18 combattenti del MILF che aspiravano anche ad una pace duratura quando è successo il pandemonio a Mamasapano?

Marcos, i suoi lacché e simili si comportano soltanto come politici, secondo il loro vero carattere. Opportunisti di altra specie. Ma di una specie pericolosa.

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