Dopo Mamasapano, quale futuro per la pace a Mindanao?

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Nel parlamento filippino ci si appresta a votare sull’approvazione della legge fondamentale della Bangsamoro che vuol dare alle popolazioni musulmane di Mindanao un loro spazio autonomo ma integrale alla repubblica filippina.

La sua approvazione, dopo Mamasapano dove avvenne lo sciagurato incidente in cui morirono 44 poliziotti filippini e 17 membri del MILF oltre 5 civili, non è cosa certa non solo per le paure e i pregiudizi antimusulmani, ma anche per le mire di tanti politici alla presidenza della repubblica filippina per il 2016. Dalle discussioni fin qui poste, si capisce che la stragrande maggioranza dei politici filippini, dai più autorevoli ai più ricchi, non ha mai letto nulla di questo processo che dura complessivamente da 17 anni almeno.

Basti pensare che ha il coraggio di parlare il figlio Bong Bong di quella persona che generò la guerra a Mindanao musulmana, Ferdinando Marcos.

Qualcuno ha pure deciso di denunciare per tradimento il gruppo filippino delegato ai colloqui di pace. Al senato si cerca la maggioranza per porre la questione della costituzionalità stessa della legge.

Mentre Aquino nel dopo Mamasapano si starà mordendo le mani per aver permesso quella infame operazione, c’è da sperare che tutto il mondo musulmano si coalizzi e comprenda il momento delicato. Non si può dare in pasto a certi politici da quattro soldi la propria storia tribolata in nome anche del proprio interesse immediato.

Mindanao da tempo è stato il rifugio di elementi terroristi e di un terrore fatto più per fame che per ideologia.

mamasapano e dopo mamasapano

Il rischio che prenda piede l’ISIS con il suo estremismo non è immediato, ma non è neanche da escludere, se ancora una volta dovesse essere negata la speranza di pace e prosperità di tanti a Mindanao. Di fronte al possibile diniego dello stato filippino di una rivendicazione storica di centinaia di anni della popolazione Moro, per alcuni potrebbe essere allettante l’idea di una radicalizzazione terroristica della lotta di indipendenza della popolazione Moro.

Sperando che questo i politici di Manila lo vorranno comprendere, traduciamo un articolo del solito Rendy David sulla pace a Mindanao.

Alcune considerazioni sul Processo di pace, di Randy David, Inquirer

E’ interessante notare che alcuni dei nostri legislatori pongono solo ora questioni fondamentali sulla Legge Fondamentale della Bangsamoro. Chiedono per esempio: Qual’è il diritto del Fronte di Liberazione Islamico Moro, MILF, di parlare per la gente di Mindanao Musulmana? Perché la forma di governo della Bangsamoro è di tipo ministeriale? Cosa si intende che il governo di Bangsamoro ha una relazione asimmetrica con il governo filippino? Perché si permette che la Malesia abbia un ruolo nei negoziati di pace? E via dicendo.

Per quanto fondamentali sono queste domande, esse proiettano la falsa impressione che la legge è stata catapultata sul Congresso, a cui è dato poco tempo per delle considerazioni giudiziose nei sui termini, articoli e implicazioni. In verità le questioni fondamentali si dibattono da almeno 17 anni ed esse sono intrise ormai di isteria solo dopo l’incidente sconsolato di Mamasapano di gennaio.

Le risposte erano state stese chiaramente la prima volta Nell’Accordo Quadro su Bangsamoro, firmato il 15 ottobre 2012, sulla cui costituzionalità i critici avrebbero potuto porre domande alla corte suprema. Si ricorderà che l’alta corte fermò il percorso del Memorandum dell’Accordo sulle Terre Ancestrali dell’era Arroyo prima che potesse essere persino firmato.

Infatti c’era un’altra possibilità di ricorrere all’alta corte dopo la firma dell’Accordo Comprensivo su Bangsamoro il 27 marzo 2014, che incorporava gli allegati che davano corpo nei dettagli allo spirito dell’accordo di pace con il MILF. Testimoniato e accettato dalla comunità internazionale, questi documenti portano con sé la forza di un accordo esecutivo.

Ma forse, per quanto giunga in ritardo, è che la legge fondamentale Bangsamoro attrae un’indagine completa. Il legale e studioso islamico Michael Mastura notava in una sua tesi sottoposta al Senato: “Finora non è utile porre un termine per l’approvazione della Legge Fondamentale della Bangsamoro quando il dibattito di fondo non si è esaurito.”

Bene: questo è come si suppone che nasca in una democrazia la volontà politica. Più comprendiamo la filosofia e l’intento della legge proposta, maggiore sono le possibilità di essere sostenuta che sarà sostenuta da una popolazione informata. Ancora non si deve permettere che un tragico incidente definisca del tutto la nostra posizione rispetto un pezzo della legislazione fondamentale che si offre come soluzione ad uno dei problemi più persistenti della nostra nazione sin dai tempi dell’indipendenza.

Persino mentre discutiamo, dobbiamo conservare bene quello che abbiamo raggiunto. Sotto l’ombrello di un accordo di cessate il fuoco che ha dato a Mindanao una lunga pausa alla guerra, la gente che rappresentava il governo ed il MILF ha lavorato con calma a stendere un percorso per una pace duratura. Hanno costruito e nutrito la fiducia da entrambe le parti, portandoci passo dopo passo al punto in cui siamo oggi.

Non si deve gettare tutto questo alle ortiche con l’incitazione non necessaria al patriottismo per dipingere quello che si è fatto come una cospirazione di tradimento per smembrare la repubblica.

Perché trattiamo col MILF? I colloqui di pace col MILF si sono costruiti logicamente sull’accordo di cessate il fuoco che furono scritti nel 1997. Il cessate il fuoco si è generalmente mantenuto negli anni in quelle aree sotto l’influenza del MILF a testimonianza della sua affidabilità come partner degli sforzi di pace e come voce autentica della popolazione Moro.

Il fatto che il MILF abbia negoziato l’accordo creando la Regione Autonoma Bangsamoro non implica che automaticamente ne controllerà il governo. Il MILF ha creato il proprio partito politico per competere con altri partiti nelle elezioni per il governo autonomo.

Perché il governo autonomo proposto chiede una struttura che è differente da quella delle unità locali del resto del paese?

L’entità Bangsamoro non è simile alle unità locali ordinarie. Piuttosto, cerca di applicare con significato l’articolo sulle regioni autonome trovate nel titolo decimo della costituzione del 1987. La relazione tra governo nazionale e governo della regione autonoma è asimmetrico, che vuol dire che ci sono poteri riservati alla regione autonoma che pur resta una parte integrale della repubblica. La forma ministeriale è una scelta proposta dal MILF per promuovere un sistema forte dei partiti; significa semplicemente che la gente eleggerà i propri rappresentanti nell’assemblea attraverso i partiti e l’assemblea eleggerà il ministro in capo per fare da leader.

Cosa fa la Malesia, che ruolo gioca in quello che si suppone sia un affare interno della popolazione filippina?

Nel 2001 quando la Arroyo divenne presidente, il nostro governo richiese al governo malese da fare da facilitatore dei colloqui col MILF. A suo credito la Malesia ha giocato il proprio ruolo con grande sensibilità, buona volontà ed equità, senza alcun riferimento a qualunque affermazione di sovranità filippina su Sabah.

E alquanto incredibile che abbiamo raggiunto questa fase del processo di pace, considerando come la amministrazione Arroyo disconobbe immediatamente gli sforzi del proprio pannello di pace dopo che fu dichiarato incostituzionale il suo memorandum in un voto diviso alla Corte Suprema il 14 ottobre 2008. Oggi non solo abbiamo un accordo di pace comprensivo ma abbiamo anche la bozza di una legge originale.

Eppure il processo è lontano dalla sua completezza. Se si approva la legge, dovrà essere ratificata in un plebiscito nelle aree fondamentali dell’autonomia. Se la legge è rigettata, si ritorna al tavolo dei negoziati.

Se ha la meglio, inizia il complesso esperimento di creare un governo regionale credibile e funzionale, costruito per Mindanao Musulmana, sotto l’occhio vigile di una favorevole, a buon sperare, nazione filippina.

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