Dopo Yingluck, anche 250 ex legislatori messi sotto accusa

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La Commissione Contro la Corruzione della Thailandia, NACC, afferma che era illegale il tentativo da parte dei 250 ex legislatori del Puea Thai di Yingluck Shinawatra emendare la costituzione non più in vigore per rendere il senato da parzialmente eletto a completamente eletto, secondo la decisione del 2013 della Corte Costituzionale.

Se i legislatori nominati dalla giunta militare nell’Assemblea Legislativa Nazionale, NLA, votano per mettere sotto accusa i precedenti legislatori, potrebbero essere messi al bando per cinque anni, infliggendo così un grave colpo al partito del Puea Thai.

Questa decisione giunge dopo che NLA decise di mettere sotto accusa Yingluck Shinawatra nel suo ruolo di supervisione del progetto di sostegno al prezzo del riso. Quasi contemporaneamente la procura di stato ha annunciato che avrebbe proceduto con accusare penalmente la Yingluck di negligenza e presunta corruzione nello stesso programma del riso.

La Thailandia è attualmente governato da una giunta militare in seguito al golpe del 22 maggio. L’uomo dietro il golpe, generale Prayuth attualmente primo ministro, sostenne che il golpe era necessario per evitare ulteriore spargimento di sangue dopo i mesi di terremoto politico nel paese che ponevano i manifestanti contro i sostenitori dell’amministrazione guidata a Yingluck.

Nell’intervista seguente Paul Chambers del ISAS di Chiang Mai afferma che, se NLA sostiene la richiesta di messa sotto accusa dei 250 ex legislatori come chiesto dal NACC, questo mostrerà solo che la giuristocrazia ultra monarchica è riuscita a sovvertire la democratizzazione in Thailandia.

DW: Chi sono questi legislatori che NACC vuole mettere sotto accusa e perché questo lo si è deciso ora?

Paul Chambers: I 250 legislatori che il NACC vuole mettere sotto accusa sono membri eletti della camera bassa che nel 2013 votò per cambiare la costituzione del 2007 per far sì che il sentato eletto per metà divenisse un senato completamente eletto. In altre parole i politici eletti tentarono di usare i metodi costituzionali per rendere la camera alta più democratica. Eppure per il NACC nuna tale mossa rappresentò solo un tentativo di violar lo spirito della costituzione del 2007. Quindi il NACC votò per la messa sotto accusa.

Il NACC si è preso del tempo per decidere questo caso per due ragioni. La prima è che c’erano vari punti nell’agenda del NACC prima di questa. La seconda la giunta al governo è stata riluttante fino ad ora di permettere l’andare avanti del caso. La giunta attualmente si vede sufficientemente radicata al potere per permettere che il caso vada avanti.

DW: Di cosa accusano precisamente i 250 ex legislatori?

PC: Sono accusati di abuso di autorità sotto la costituzione non più in vigore. Se la NLA, dominata dai militari, sostiene l’accusa allora i 250 ex legislatori saranno messi al bando per cinque anni.

DW: Secondo lei, è legale la scelta del NACC di mettere sotto accusa in modo retroattivo i 250 ex legislatori?

PC: La legalità di questa azione è da interpretare. Chiaramente il NACC interpreta che la messa sotto accusa è legale. Comunque non fu una mossa sola da fare. Secondo la costituzione del 2007 i parlamentari eletti avevano diritto ad emendare la costituzione e certamente ci provarono. Lo scopo era estendere la democrazia nel senato. Come fa NACC a vedere questa azione come corrotta o illegittima?

DW: Cosa vuole ottenere la giunta con questa azione?

PC: Il NACC è un’entità partigiana, ultra monarchica che prova a distruggere la carriera politica dei politici thai che hanno lavorato sotto Thaksin, sua sorella e i loro partiti.

DW: Quale sarà l’impatto sul futuro del paese del Sudest Asiatico?

PC: Se NLA sostiene la decisione del NACC nei confronti dei 250 parlamentari, si può concludere che una giuristocrazia ultra monarchica, sostenuta dai militari, ha conseguito poteri tanto elevati che le interpretazioni partigiane ultra monarchiche del governo della legge sono giunte a sovvertire la democratizzazione della Thailandia. Questa alleanza tra sistema giudiziario e militari, che si oppongono alle decisioni di rappresentanti eletti come i 250 ex legislatori, non testimonia bene per il futuro democratico del paese, dal momento che l’alleanza ultra monarchica continua a esercitare influenza per il paese.

Se NLA non votasse per sostenere la messa sotto accusa dei 250 ex legislatori, come accaduto per i 38 senatori, allora possiamo concludere che i militari non sono un meccanismo del sistema giudiziario. Comunque il solo fatto che legislatori eletti sono messi sotto accusa per aver solo cercato di estendere a democrazia nel senato riflette la continua erosione della democrazia in Thailandia.

Paul Chambers,  Deutche Welle

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