Droghe sintetiche: cresce la produzione e la diffusione nel Sudestasiatico

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Nel Sudestasiatico sta crescendo la produzione di droghe sintetiche, dice l’Ufficio delle Droghe e del Crimine dell’ONU nel suo rapporto.

Le autorità dei vari stati fanno anche grandi sequestri di metanfetamine. Il 19 giugno la polizia thailandese ha intercettato 1,2 tonnellate di eroina e metanfetamine destinate in Malesia e due settimane dopo ha sequestrato 300 chili di crystal meth e 140 chili di eroina.

Malesia, Reuters

Gli effetti a cascata di lungo periodo della pandemia e la crisi irrisolvibile causata dal golpe birmano peggiorerà le minacce dovute alla produzione regionale e commercio di droghe sintetiche.

Questo porrà sfide enormi al governo, alla lotta alla corruzione e al governo della legge persino negli stati più forti della regione oltre che in quelli governati debolmente.

Secondo l’ultimo rapporto del UNODC dell’ONU i sequestri delle metanfetamine nella regione sono saliti dai 10mila chili del 2011 agli oltre 140mila chili del 2020, una crescita di 14 volte.

E non c’è alcun segno di rallentamento. Le autorità Thai hanno sequestrato 14 milioni di pillole nei primi mesi del 2021.

Il prezzo di mercato delle droghe sintetiche al contempo è sceso ai valori minimi di un decennio e questo significa che le quantità che passano sono ben maggiori delle quantità sequestrate.

Triangolo d’oro

La regione di confine del Myanmar con la Thailandia è l’epicentro della produzione regionale di metanfetamine dal 2014 dopo che le autorità cinesi repressero la produzione locale.

Da allora ci sono stati cambiamenti fondamentali come l’insediamento dei grandi gruppi criminali negli stati Shan e Kachin. I laboratori sono diventati più grandi sfornando milioni di pillole per singola produzione. Inoltre sono in libera vendita sul posto sempre più precursori chimici.

Nel 2014 UNODC nota che c’erano solo tre grandi varietà di droghe sintetiche ma nel 2019 sono diventate 28.

Persino l’arresto di grandi capi dei sindacati come Tse Chi Lop, del “Sam Gor,” in Olanda a gennaio scorso non ha avuto effetti visibili perché altri hanno riempito il vuoto.

Impatto della pandemia

La pandemia del COVID-19 ha alimentato la vendita di droghe sintetiche per varie ragioni.

La prima è che ha aiutato a sviluppare nuovi mercati. Con la chiusura delle frontiere e bloccate le catene globali di rifornimento col decremento netto di voli e navi, i sindacati criminali hanno dovuto ridurre le esportazioni verso i paesi ricchi come Australia, Giappone e Occidente sviluppando invece i mercati del Sudestasiatico.

Da maggio a dicembre 2020 dopo l’imposizione delle serrate, furono sequestrate in Thailandia, Myanmar e Malesia 18651 di crystal meth e 25,5 milioni di pillole di metanfetamine.

La seconda ragione, pochi governi appaiono capaci ora perché la pandemia ha avuto un peso sul governo di molti paesi. Se non altro i governi sono consunti con i vaccini che arrivano lentamente in modo da far ripartire le economie.

Si ricordi che, con l’eccezione vietnamita, tutti i paesi si sono contratti nel 2020 e le previsioni del 2021 di ADB e altre istituzioni erano molto fiduciose. Non hanno tenuto conto della lenta consegna dei vaccini e della rapida diffusione della variante delta.

La maggioranza dei governi riescono ad affrontare una o due crisi alla volta ed una terza li distrugge. E devono farlo con una base fiscale inferiore per le contrazioni economiche.

Terza ragione, in nome della crescita economica i governi chiudono un occhio al commercio di precursori chimici leciti che passano le frontiere anche se dovrebbe essere osservato speciale.

Quarta ragione bisogna considerare gli impatti di lungo termine della pandemia. In una regione che ha i tassi maggiori di disparità economica serrate prolungate hanno portato al collasso della classe media. Milioni cadranno nella povertà. La pandemia accresce la marginalizzazione di gruppi come gli emigrati e le minoranze etniche.

Impatto del golpe birmano

Le regioni di frontiera che sono contestate tra Organizzazioni armate etniche e militari birmani sono anche le zone dove si producono la grande maggioranza della metanfetamina che gira. Il golpe del febbraio 2021 avrà profonde implicazioni per il rifornimento regionale di droghe illecite.

Mentre molte Organizzazioni armate etniche birmane si sono unite al NUG in esilio accrescendo gli attacchi contro il Tatmadaw, alcune non lo hanno fatto e sperano che la giunta che combatte su vari fronti sarà disponibile ad accordi di autonomia.

Soprattutto si aspettano che la giunta con le sanzioni internazionali e priva di contante permetterà loro di sfornare droga ritagliandosi la sua fetta di profitti.

Persino coloro che sostengono il NUG, governo ombra birmano, in opposizione alla giunta probabilmente, permetteranno di far crescere il commercio dentro i propri confini per poterlo tassare e sostenere i propri sforzi di guerra. Con l’arrivo di civili dalle città l’organizzazione delle forze della difesa popolare richiede soldi. Comunque sia ci si attende una crescita della produzione non solo nella manifattura di droghe sintetiche.

UNODC è preoccupato che il golpe possa invertire quanto di buono si è avuto nella guerra all’oppio e all’eroina.

L’agenzia stima che nel 2020 si sono prodotte solo 405 tonnellate di oppio in Birmania metà di quella prodotta nel 2013. I recenti sequestri di grandi quantità di eroina dicono che, sebbene sembri che la produzione sia minore, non è irreversibile particolarmente col crollo dell’economia birmana.

Governo sotto minaccia

Cosa significa per il governo e la sicurezza della regione?

Prima di tutto, è incredibile il denaro che gira. UNODC stima che nel 2020 i profitti della regione si aggirino ad oltre 100 miliardi di dollari dai 71 del 2019 includendo traffico di droga, contrabbando, riciclaggio ed altro.

Si tratta di una cifra che vale più della somma dei PIL di Birmania e Laos ed è circa un terzo del PIL dell’economia vietnamita.

Tanto volume di soldi può avere effetti deleteri come un’influenza di corruzione sulle istituzioni statali, sull’applicazione della legge, delle dogane e dei tribunali. Basti guardare all’Honduras o al Guatemala per comprendere gli effetti del narcotraffico sulle istituzioni statali.

Nelle regioni governate male o di contesa la capacità di sradicare il sindacato della droga che si rafforza dove il governo è debole è uno sforzi di decenni. Più a lungo esso opera più difficile è cacciarlo.

Infine i governi sotto pressione cercano soluzioni facili ma convincenti che non risolvono il problema e minano il governo della legge.

L’uso delle forze di sicurezza come le squadre di assalto extragiudiziali thai sotto il premier Thaksin Shinawatra o nelle Filippine di Rodrigo Duterte sono degli esempi.

In nessuno dei due casi è decresciuto il commercio anzi proprio l’opposto. Di più ha minato il governo della legge, del processo giusto e la fiducia nel governo e forze di sicurezza.

Una volta che i capi politici liberano le loro forze di sicurezza e li trasformano i vigilanti è duro riportare la situazione alla normalità. E’ più facile iniziare ad usare le squadre di morte contro i rivali politici sempre in nome della loro guerra alla droga.

Zachary Abuza, RFA

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