Due militanti separatisti uccisi a Krong Pinang nel meridione thai

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Stavano per esaurire i loro giorni i due militanti separatisti, e lo sapevano.

I fori dei proiettili coprivano tutte le onduline di metallo delle pareti della casa dove i due militanti separatisti si erano asserragliati nelle loro ore finali.

casa dove sono morti due militanti separatisti thai
foto Don Pathan

Tantissimi militari thai avevano circondato la casa dopo che i due avevano ucciso un giovane delle forze paramilitari thailandesi, Nopparit Sukson, il cui corpo giaceva a pochi metri su un pendio forestato ai confini del villaggio Krong Pinang a Yala, nel profondo meridione thailandese.

Era stato invitato un imam per convincere i combattenti ad arrendersi, ed un terzo uomo ci aveva già provato. Appena dopo un comunicato dei militari lo citava dicendo che i suoi ex compatrioti erano coinvolti nella droga.

I due uomini asserragliati nella casa avevano deciso che non si sarebbero arresti. E poi iniziarono a fare delle video chiamate.

Parlando di tutto chiedevano ad amici e familiari cosa stessero facendo, come se fosse una chiamata normale e non un addio, secondo alcuni che hanno parlato con i due militanti separatisti che furono uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza thai il 4 maggio.

I due militanti separatisti, Ilyas Wo’ka di 32 anni e Ridwan Cheksoh di 31, chiesero anche perdono, ma-af, un concetto importante nell’Islam e una comune richiesta tra amici e parenti durante il mese del Ramadan, quando i musulmani digiunano dall’alba al tramonto.

Dicevano alle persone che chiamarono di non preoccuparsi se le autorità tracciavano la chiamata perché si sarebbero assicurati di distruggere telefoni e schede.

Ma qualcuno iniziò a registrare una delle chiamate su un altro cellulare e presto il video dei due militanti separatisti circolava sui media sociali anche se privi di audio.

Sono apparse presto versioni differenti dove era stata aggiunta della musica, dei testi come “l’ultimo sorriso dei martiri” e il presunto messaggio finale alla gente di Patani di continuare a combattere “i colonizzatori siamesi

In questi video gli uomini, uno dei quali imbraccia un AK-47, appariva notevolmente calmo, sorridente e pieno di sorrisi, dando uno sguardo raro di combattenti in fuga che per alcuni li rendeva umani.

“Non è facile per chi sceglie di prendere le armi di percorrere questa vita, assumendosi le durezze della vita in fuga e forse il carcere o la morte” riflette il giornalisti di Pattani Nualnoi Thammasathien che ha visto la ripresa.

Dopo uno stallo durato tre ore, i due militanti separatisti furono uccisi mentre provarono a fuggire verso la boscaglia densa della collina.

La comunità locale li ha definiti martiri e li ha seppelliti così.

Il video ha creato un legame emotivo con i residenti Malay dell’intera regione di frontiera meridionale, dove oltre 7000 persone sono morte per la violenza legata all’insorgenza da gennaio 2004, quando apparve una nuova generazione di militanti separatisti che riprese ciò che una precedente generazione aveva abbandonato un decennio prima.

Centinaia di migliaia di baht sono stati donati alle famiglie dei due uomini nel giro di tre giorni dopo i loro funerali, hanno detto parenti ed anziani del villaggio.

Un migliaio di persone al giorno è passato nelle case dei due uomini morti. Anche le case dove i due si erano asserragliati durante lo stallo ed i luoghi dove furono uccisi hanno attratto visitatori.

“Non è assolutamente nuovo il mostrare sostegno morale ai combattenti uccisi dalle forze di sicurezza” ha detto Sukriffee Lateh di PerMAS, federazione di studenti e giovani di Patani. “E’ solo che questo video diventato pubblico ha generato tanta simpatia e sostegno da parte della gente del posto”

La gente non ha più paura di mostrare i propri sentimenti, dice Sukriffee il quale ha guidato un gruppo di 15 studenti a visitare le famiglie ed le tombe dei due militanti separatisti uccisi.

Il video e il sostegno aperto dato ha fatto saltare sulla sedia gli ufficiali della sicurezza i quali si domandano se i due militanti separatisti non avessero cercato di trasformare deliberatamente la propria morte in una azione di propaganda. Se è così sarebbe l’inizio di qualcosa di nuovo nel conflitto.

Nel frattempo la gente del posto si è profondamente arrabbiata quando il comando regionale militare ISOC4 ha legato la morte dei due militanti separatisti all’omicidio brutale del 28 aprile di tre membri di una famiglia buddista a Sai Buri, vicino Pattani. ISOC4 non ha dato alcuna prova e nessuno dei due compariva nel mandato di arresto dell’incidente, secondo la gente del posto.

Le fonti non hanno detto chiaramente da quanto i due uomini uccisi facevano parte del BRN, il gruppo molto segreto più forte dell’insorgenza armata.

Entrambi erano clandestini da circa due anni ma spesso tornavano a casa per visitare le famiglie.

Ilyas usò droghe da giovane finendo in carcere da ventenne, ma uscì con la voglia di sapere di più del suo popolo e della storia della sua regione, dicono gli amici e parenti. Aveva una moglie e tre figli dai 3 agli 8 anni.

Ridwan insegnava ai ragazzi nelle classi settimanali dell’Islam e dell’identità malay. Non era sposato ed aveva provato a chiamare il padre per dargli l’addio. Una giovane cugina che aveva risposto al telefono divenne isterica quando capì la situazione.

Le riprese dei loro ultimi momenti è parso aver toccato una corda nel profondo meridione thailandese di lingua malay in un modo che il portavoce ufficiale del BRN con i suoi video annuali su Youtube non è riuscito a raggiungere in venti anni.

“Il messaggio alla gente Malay era chiaro: continuate a combattere per l’indipendenza” dice Asmadee Bueheng, del gruppo di azione politica locale The Patani che difende il diritto all’autodeterminazione per la gente della regione.

“Questa è una sfida per l’attuale classe di militanti politici che vorrebbero vedere una soluzione politica con lo stato thai con metodi non militari” ha aggiunto Asmadee.

due militanti separatisti uccisi nel meridione thai
foto Dan Pathan

Il prossimo incontro per i colloqui di pace tra governo e BRN sarebbe previsto per la fine di maggio.

Ma il 4 maggio, il giorno dello stallo a Krong Pinang, il facilitatore malese Abdul Rahim Noor ha detto che le due parti non si sono accordate se il prossimo incontro si deve tenere fisicamente o virtualmente e che sarebbe stato posticipato.

Nel frattempo, la pubblicazione di un video informale dalla prima linea ha dato una risonanza inattesa a quello che sarebbe stato altrimenti considerato uno dei tanti omicidi del conflitto separatista di bassa intensità che continua da anni.

Don Pathan BenarNews.

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