E’ stato un anno per molti versi agitato per l’economia filippina nel 2018.

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E’ stato un anno per molti versi agitato per l’economia filippina nel 2018.

Dalla costante accelerazione dei prezzi, la scomparsa del riso a prezzo controllato, la crescita economica inferiore, il passo lento del programma Build, Build, Build e la competitività del paese che scende.

Tutto questo implica maggiori difficoltà per tutti i filippini, giovani, vecchi, ricchi e poveri.

Qui facciamo il punto della situazione delle tendenze economiche maggiori e di quanto accaduto nel 2018 e delle lezioni da trarre e quali sono i fattori favorevoli e contrari che troveremo nel 2019

Il governo ha lasciato che l’inflazione sfuggisse di mano.

Cosa è successo? L’inflazione senza dubbio è stata la questione economica di definizione per il 2018. Da appena il 3,45 % di gennaio è schizzata al 6,7% di settembre, il più alto valore in quasi un decennio.

A portarla in alto ci sono stati in parte fattori internazionali, come i prezzi mondiali del petrolio maggiori e il peso più debole, ma anche fattori locali come la cattiva gestione del rifornimento del riso e le nuove accise del programma TRAIN.

Nel frattempo, i trasferimenti di cassa del governo sono stati ritardati e molto inadeguati per sventare il pernicioso effetto dell’inflazione particolarmente per le tasche dei poveri.

Cosa accadrà? L’inflazione è scesa al 6% a novembre ma è di due punti percentuali superiore al margine superiore previsto dal governo quest’anno. Con la seconda tranche di accise sul petrolio in arrivo, insieme alle elezioni del 2019, ci si aspetta che l’inflazione resterà al di sopra dell’obiettivo del governo.

Alcune banche ed esperti affermano che forse l’economia potrebbe già surriscaldarsi. Ma il governo lo ha escluso, ed in ogni caso la Banca Centrale Filippina ha già agito con successivi innalzamenti del tasso di interesse che si sentirà per quasi tutto l’anno prossimo.

La cattiva gestione del riso ha causato sofferenze non necessarie.

Cosa è successo? La politica pasticciata del riso ha avuto il suo ruolo nel continuo aumento dell’inflazione quest’anno. Importazioni ritardate lo scorso anno hanno portato al quasi svuotamento delle riserve di riso del governo, la prima volta da quando è stata stabilità l’agenzia NFA.

La conseguenza mancanza ha costretto i consumatori poveri a comprare riso commerciale che ha portato i prezzi già alti a crescere, rafforzando così l’inflazione. La risposta del governo è stata anche colpita dalla corruzione, incompetenza e mancanza di sensibilità, quando il ministro dell’agricoltura Manny Pinol mangiò del riso infestato dagli insetti alla televisione nel tentativo ridicolo di mostrare che lo si può mangiare.

Cosa ci aspetta il futuro. Gli economisti accusano spesso il monopolio dell’importazione del riso del NFA come la radice di tutti i mali del settore del riso. Ci si aspetta che la nuova legge di tariffazione del riso, che è quasi davanti a Duterte per la firma, cambi le cose.

Ci si attende che una più libera importazione del riso riduca i prezzi al dettaglio di almeno 7 peso al chilo. La legge mantiene le licenze sotto forma di permessi sanitari come anche un fondo da 10 miliardi di peso che molti temono possa essere abusato, come sempre accaduto per i fondi all’agricoltura del passato.

In generale il governo deve affrontare la stagnazione dell’agricoltura che per il terzo trimestre del 2018, tira verso il basso la crescita economica complessiva.

Cosa accade al programma Build, Build, Build?

Cosa è accaduto. La crescita economica al 6,1% ha rallentato nel III trimestre al suo passo più lento da metà 2015. Sebbene la spesa per gli investimenti ora giochi un ruolo maggiore nella crescita, l’espansione economica ha rallentato per le enormi importazioni di beni, principalmente beni strumentali ed altri come acciaio e ferro. Il governo afferma che va bene nella misura in cui queste importazioni di ferro ed acciaio sono usate nel programma governativo del Build Build Built da 8 mila miliardi di peso. Fino a novembre comunque solo dieci dei 75 progetti approvati del programma hanno cominciato a costruire.

Cosa succederà? Il governo vuole una crescita dal 7 al 8% nel 2019, ma gran parte degli analisti non governativi anticipano una crescita tra 6 e 7%. Benché sia una crescita di tutto rispetto, una crescita come quella prevista dal governo non è proprio ottenibile per un’economia di grandezza simile a quella filippina. Per accelerare la crescita il governo deve migliorare la capacità del governo a far partire tutti i progetti ritardati. Inoltre poiché si avrà un bilancio provvisorio per il 2019, è sotto minaccia non solo l’espansione della spesa infrastrutturale ma la crescita complessiva e la creazione di lavoro.

Il ruolo della Cina nell’economia cresce in modo palpabile

Il panorama economico delle Filippine è diventato un po’ più cinese quest’anno. Appare di più nella capitale Manila che ha visto un enorme influsso di turisti e lavoratori cinesi principalmente a causa dell’industria del gioco d’azzardo online legata a POGO.

I progetti infrastrutturali finanziati dalla Cina, come il nuovo ponte a Binondo, hanno avuto inizio. Tutto questo si è originato dalla politica di Duterte nei confronti della Cina nel 2016. Questa si è rafforzata con la visita del presidente Cinese Xi Jinping lo scorso mese che ha comportato 29 nuovi accordi di natura economica.

Il futuro cosa ci porta? I legami più profondi con Pechino sono destinati ad approfondire le nostre interazioni con la Cina in termini di commercio, investimenti e prestiti. Di certo non tutti sono cattivi di per sé. Ma dovremmo essere attenti a non contrarre troppo debito con la Cina. Questo è in ragione delle mire geopolitiche maggiori della Cina definita come BRI, come si è manifestata dalla continua militarizzazione e sfruttamento delle nostre risorse nel Mare Filippini Occidentale.

Più Duterte accetta questa occupazione indebita più difficile sarà per le prossime amministrazioni liberarsi dello sfruttamento non voluto delle nostre risorse naturali da parte cinese.

Troppe incertezze sono nell’aria

In modo più inquietante, continuano ad aleggiare una serie di incertezze economiche nell’ambiente degli affari oltre due anni dopo l’arrivo di Duterte. La chiusura improvvisa di Boracay per esempio è stata fatta senza il beneficio di un qualunque piano economico sano o un’analisi costi benefici, distruggendo migliaia di imprese e posti di lavoro.

Dietro questa crassa ignoranza della politica economica l’uso delle regole e leggi di Duterte come armi contro specifici imprese (media, telecomunicazione, linee aeree) continua a porre sotto stress le imprese. Questo anno la fiducia delle imprese e dei consumatori ha registrato un record negativo.

Cosa accadrà? Le imprese attendono nel prossimo anno la legge sul lavoro che promette di abbassare le tasse alle imprese ma anche pone meno incentivi agli esportatori quando le esportazioni sono deboli.

Di conseguenza molti investitori potenziali si mantengono nella presa di decisione sugli investimenti e considerano di spotarsi in luoghi più vicini alle imprese come il Vietnam.

Il risultato elettorale del 2019 si dimostrerà decisivo per l’approvazione della legge sul federalismo via il cambiamento della costituzione. Questo promette di causare una grande sollevazione nell’economia.

Durezze non necessarie

Tutto sommato, c’è la sensazione che il governo Duterte ha causato durezze economiche non necessarie al popolo filippino nel 2018.

Si ricordi che provenivamo da un periodo di relativa prosperità quando l’inflazione era bassa o moderata e le entrate crescevano ad una velocità costante. E’ triste dire che quell’era per ora è finita.

Peggio il governo di Duterte ha mostrato una crassa indifferenza e insensibilità di fronte alle peggiori condizioni della gente. Tra le crescenti durezze economiche ci hanno detto di “stringere la cinghia” e di smettere di fare piagnistei e lavorare sodo.

Tali dichiarazioni non possono nascondere il fatto che l’economia filippina è in una forma peggiore durante il periodo di Duterte.

Se le cose non cambiano, il 2019 non appare neanche così promettente.

JC Punongbayan Rappler

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