Economia Circolare: dal progetto ai risultati in Thailandia e ASEAN

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Tra le soluzioni al dilemma tra crescita economica e salvaguardia del pianeta c’è l’idea della Economia Circolare e la Thailandia ha formulato un piano di economia verde biocircolare che potrebbe servire anche a tutto l’ASEAN

Come si può sostenere la crescita e allo stesso tempo preservare il pianeta? Tra varie soluzioni, è diventata sempre più popolare l’idea della Economia Circolare. E’ davvero parte della soluzione e come possono i paesi dell’ASEAN sfruttare i suoi presunti vantaggi?

crisi della plastica economia circolare

Nel suo ultimo piano di sviluppo, la Thailandia concepisce per il proprio futuro sostenibile un modello di economia verde biocircolare. Cosa è un’economia circolare? E’ un modello a circuito chiuso di produzione e consumo che si basa sui principi di eliminazione dei rifiuti, circolazione dei prodotti e materiali e rigenerazione della natura.

Il concetto di economia circolare si oppone direttamente al modello industriale lineare di “take-make-dispose”, prendere-fare-smaltire, con una conseguente riduzione di gas serra e con la creazione di nuove opportunità di mercato all’interno del modello di circuito chiuso.

Senza circolarità risorse ricche di valore si buttano inutilmente. La Thailandia riconosce le potenzialità del modello per creare nuove industrie e lavori e generare il valore economico.

Il modello di economia circolare della Thailandia

Nell’ambito degli obiettivi di Bangkok della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) per il 2022, la Thailandia presentò la propria Economia Bio-Circolare-Verde (BCG), un modello di sviluppo nazionale alternativo che mira a promuovere una crescita sostenibile e ridurre le emissioni di carbonio usando l’innovazione tecnologica per capitalizzare sui punti di forza attuali del paese nel campo delle risorse naturali e diversità culturale.

I quattro settori strategici prescelti per il proprio potenziale economico enorme sono 1 agricoltura ed alimenti, 2 energia materiali e prodotti biochimici, 3 benessere e medicina e 4 turismo ed economia creativa.

Molte industrie thai generano rifiuti e prodotti secondari dal processo produttivo.

Mettendo insieme tecnologia, innovazione e imprenditorialità si possono trasformare simili rifiuti e prodotti secondari in forme di alto valore come quelle che sono alla sommità della piramide della creazione del valore.

Per esempio l’agricoltura intelligente usa tecnologie agricole per aumentare l’efficienza agricola ed eliminare il bisogno di prodotti chimici pericolosi. Questo porta a ingredienti di qualità superiore che possono essere ulteriormente trasformati in supplementi di salute. Questo modello di creazione di valore si applica anche a prodotti e rifiuti, che è uno dei fondamenti per applicare la circolarità nell’economia.

La circolarità secondo il piano economico verde biocircolare della Thailandia

Nell’ambito degli ampi settori strategici della BCG in Thailandia, i sottosettori con un elevato potenziale di circolarità sono identificati nel piano BCG in Action: Circular Economy (2020), come la plastica, l’agroalimentare e i materiali da costruzione.

Le visioni per questi tre settori sono la risposta alle attuali problematiche e la potenzialità per nuovi mercati innovativi. Nell’industria della plastica, meno di un quarto delle plastiche sono attualmente riciclate e la Thailandia si trova sempre tra le prime posizioni dei maggiori contributori all’inquinamento da plastiche.

Il piano dell’Economia Verde Bio-circolare pone un obiettivo ambizioso di riciclare il 100% delle plastiche PET e PE per il 2030 attraverso meccanismi che pongano finanziamenti per creare “centri di rifiuti”, per sostenere imprese start-up nel riciclaggio, per l’espansione di misure estese di responsabilità del produttore e con emendamenti alle leggi che restringono l’uso di plastiche riciclate nelle confezioni alimentari.

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Se si raggiungesse questo obiettivo di riciclaggio, la Thailandia risparmierebbe molto i costi energetici.

I settori alimentare e agricolo si trovano davanti due grandi problemi: combustione agricola a cielo aperto e perdita e spreco di cibo.

Gli agricoltori bruciano per varie ragioni che vanno dalla mancanza di lavoratori alla facilità del raccolto portando però ad inquinamento grosso dell’aria e alle emissioni di carbonio. La perdita e spreco di cibo avviene ad ogni fase della produzione alimentare e processo di distribuzione con un tasso complessivo di perdita del 30%.

Entrambi i problemi si possono affrontare applicando i principi di economia circolare: Il piano della economia verde bio-circolare si propone di eliminare i fuochi agricoli, ridurre la perdita di alimenti fino al 10% e dimezzare i rifiuti alimentari. I meccanismi includono il cambiare le leggi per poter riutilizzare i rifiuti industriali e la creazione di incentivi finanziari per trasformare i residui agricoli in risorse.

Nell’industria del materiali da costruzione il piano vuole integrare la circolarità in tutte le fasi in tutta la catena di fornitura, dal disegno alla fornitura di materiali per la costruzione, alla costruzione e alla riparazione. I meccanismi di sostegno per questa transizione includono lo sviluppo di una infrastruttura digitale per i materiali di costruzione sostenendo l’innovazione di materiali ecologici e favorendo una struttura sostenibile di urbanizzazione rispetto alla pianificazione urbana.

Nonostante il suo potenziale significativo restano criticità nell’adozione dell’economia circolare in Thailandia. Ci sono questioni nei bassi livelli di coscienza e cooperazione nei comportamenti di gestione dei rifiuti, barriere istituzionali e di regolamentazione, e mercati limitati per i prodotti dell’economia circolare.

Il percorso per il piano è stato creato tenendo presenti queste questioni e ha i meccanismi per facilitare le soluzioni benché resti tutto da verificare la sua efficacia.

La strada da percorrere per le economie dell’ASEAN

A livello nazionale i paesi dell’ASEAN danno priorità alla crescita verde e sostenibile. Tutti i paesi hanno prodotto una forma di politica nazionale con questo obiettivo tra cui Vietnam e Indonesia danno esplicitamente la priorità all’economia circolare come una strategia.

A livello regionale l’ASEAN ha fatto passi per realizzare un’economia circolare. In occasione della 20a riunione del Consiglio della Comunità economica dell’ASEAN (AEC), si è adottato un Quadro per l’economia circolare per guidare l’ASEAN nel raggiungimento degli obiettivi a lungo termine di un’economia resiliente, dell’efficienza delle risorse e di una crescita sostenibile e inclusiva.

Avendo in mente questa ambizione, i paesi ASEAN possono trarre spunto dall’iniziativa thailandese per guidare i propri piani di sviluppo di economia circolare. La Thailandia ha identificato cinque importanti condizioni di successo.

La prima condizione è che il piano sia guidato da progetti chiave e settori di interesse per trarre informazioni di base e agire come modelli per la futura estensione dei concetti.

La seconda condizione è che si debbano creare piattaforme di soluzioni per l’economia circolare per facilitare la costruzione di capacità nell’innovazione e tecnologia e connettere una rete di gruppi obiettivo.

La terza condizione è che si devono sensibilizzare imprese, società e pubblico educandoli al concetto di consumo e produzione sostenibili.

La quarta condizione è che gli incentivi, le leggi e i regolamenti devono sostenere il mercato dell’economia circolare.

La quinta condizione è che ci debba essere la cooperazione a tutti i livelli e in ogni settore sociale compresa la cooperazione internazionale. In particolare, poiché il piano di economia verde biocircolare è specificamente progettato per integrare e rafforzare i vantaggi competitivi della Thailandia, ogni Paese deve personalizzare il piano in base ai propri punti di forza, esigenze, capacità e sfide.

La gestione delle plastiche possono fare da eccellente punto di inizio per molti paesi dell’ASEAN che si trovano di fronte a criticità simili. Nel quadro dell’economia circolare, le plastiche sono pensate per un periodo di vita lungo. Si integrano ad ogni fase i processi della riparazione, condivisione, raccolta efficiente e riciclo.

Questa forma di gestione delle plastiche può servire da modello iniziale per altri settori economici. Mezzi come la responsabilità estesa del produttore e gli emendamenti di regolamentazione possono esser di aiuto nella transizione.

A livello regionale ASEAN può stabilire standard tecnici volontari per plastiche che facilitino il riciclo tra differenti paesi e che possono obbligare la sostituzione o rimozione di additivi pericolosi.

In conclusione l’economia circolare è una componente importante per raggiungere una crescita economica sostenibile e mitigare le emissioni di carbonio nell’ASEAN.

L’iniziativa thailandese di economia verde biocircolare fornisce una visione grande per realizzare un’economia circolare nel paese e potenzialmente nella regione.

Ma ogni paese ha i propri punti forti unici e le proprie criticità e potrebbe essere necessario con settori differenti a seconda delle peculiarità di ogni paese.

Per ultimo mentre si prendono passi positivi a livello nazionale e regionale, c’è bisogno di fare di più per assicurare che si realizzino i buoni piani e le buone intenzioni.

Patree Witoonchart Kannika Thampanishvong FULCRUM.SG

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