Elezioni come l’ultima spiaggia in Thailandia

Listen to this article

In questione, dopo la decisione della corte costituzionale di rimuovere il primo ministro Yingluck, è se al suo successore sarà permesso di portare avanti il suo governo senza distruggere le proteste di strada e se il verdetto storico sarà sufficiente affinché la Thailandia ritorni al sistema elettorale come via di uscita dal pantano politico. La Thailandia resta ancora nell’oscurità profonda dal momento che le prospettiva elle parti restano molto incerte. La sola ed ultima via di uscita in questa democrazia elettorale strana è ancora di restare fermi al mandato popolare come la meno problematica delle opzioni. Una governo di non eletti probabilmente porterà ancora più tumulti e guai

Il verdetto contro Yingluck per abusi sarà portato dai due lati principali della divisione politica. Il nepotismo era difficile da negare per quanto non sia poco comune. Che Yingluck presiedette al trasferimento di Thawil Pliensri dal NSC ad un posto inattivo per essere rimpiazzato dal generale Wichean e quindi lasciar libero il posto di capo della polizia per l’ex cognato di Thaksin Priewpan Damapong. Questo accade nelle rotazioni e nei trasferimenti dove il nepotismo e il favoritismo sono forti. Anche se Thaksin e Potjaman na Pommbeira avevano divorziato, l’accusa che suo fratello fosse stato catapultato al posto chiave della polizia dall’amministrazione Yingluck suonava come cosa familiare. In un luogo dove la politica è sul ruolo del potere, è sufficiente a cacciare Yingluck.

elezioni come ultima spiaggia in thailandiaGli antigovernativi gioiranno a vedere che Yingluck si allontana. Sarà cruciale sapere se il PDRC, guidato dall’ex del Partito Democratico Suthep Thaugsuban è soddisfatto abbastanza dalla decisione della corte. Se il PDRC mantiene la propria linea e la logica di non permettere un’elezione se non si fanno le riforme, allora ci sarà ancora più crisi e confronto. In modo simile, se il partito democratico continua nel suo boicottaggio elettorale, allora le prossime elezioni di luglio sono irrilevanti. Crescerà, con le elezioni come cosa morta, la tentazione di un governo non eletto. Questa opzione farà accrescere i rischi politici enormemente. Quindi è importantissimo sapere se il PDRC chiude dopo la caduta di Yingluck e se il partito democratico rientrerà nell’area elettorale. La scelta di Niwatthamrong Bunsongphaisan cxome successore ad interim non promette bene. Manca di statura ed è visto come un portaborse di Yingluck e suo fratello. Sarebbe stato più accettabile da tutte le parti un altro primo ministro come Phongthep Thepkanchana ed anche meno problematico.

I sostenitori del governo, come le magliette rosse dell’UDD, non faranno granché per ora anche con la dimissione di Yingluck. Finché il Puea Thai resta nel governo facente funzione e finché il sistema elettorale va verso il giorno delle elezioni, sarà difficile che andranno su tutte le furie come nel 2009 e 2010. Ma se c’è una cacciata diretta dell’amministrazione e una conseguente presenza di un governo non eletto, allora è in previsione un’altra sollevazione delle magliette rosse.

Tanta dell’ansia in Thailandia è tragicamente non necessaria. Quelli che sono allineato contro la corruzione e l’abuso di potere come personificati da Thaksin e la sua specie, dovrebbero sapere e devono provare a vincere alle elezioni.

Sono stati guidati da un partito di opposizione disgustoso e svogliato, che ha boicottato due elezioni e ne ha perse altre due, e nell’ultima ha comunque governato per due anni e mezzo. E’ proprio giunto il momento di cambiare la dirigenza del partito democratico. Il patito di opposizione ha essenzialmente lasciato l’arena elettorale al Puea Thai di Thaksin. E’ tempo di rientrare e riconquistare il momento lottando per conquistare il cuore dell’elettorato con la forza. Che il partito democratico abbia boicottato e minato il processo elettorale gli renderà più dura la vittoria e quindi apparirà più facile qualche scorciatoia per il potere. Queste manovre abbreviate devono finire. La macchina del partito di Thaksin può essere sconfitta alle elezioni in cui le regole costituzionali sono state già scritte nel 2007 contro di lui.

Alla fine dei conti l’elettorato thailandese dovrà fare da giudice e giuria. Se gli altri si adoperano contro la voce del popolo possiamo essere sicuri che ci saranno più scontri duri e tempi duri di fronte alla nazione.

Thinithan Pongsudirak, BangkokPost

Taggato su: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole