Elezioni legislative thai 2023: posta in gioco e significato

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Il 14 maggio prossimo si terranno in Thailandia le elezioni legislative thai dopo la dissoluzione del parlamento dichiarata dal premier thai Prayuth Chanocha in presenza di un panorama politico molto frammentato e competitivo.

Ancora una volta la contesa porta in un campo il partito legato all’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, Pheu Thai Party PTP, e uno schieramento di partiti conservatori legati in vario modo ai militari. Nel mezzo ci sono il Move Forward Party, che è stato all’opposizione nella sua prima apparizione elettorale del 2019, e il vecchio Bhumjaithai Party del politico Anutin che propose la legge di legalizzazione della cannabis.

prossime elezioni legislative thai del 2023

Non va assolutamente dimenticato che l’elezione del premier thai avviene in parlamento e che ad essa concorre un senato di 250 membri non eletti ma nominati dalla vecchia giunta militare uscita dal golpe del maggio 2014. La camera dei deputati è invece costituita da 500 rappresentanti dei quali 400 sono eletti su base uninominale e 100 sono nominati in base ad un sistema proporzionale. Il capo del governo è quindi scelto tra i candidati proposti dai partiti in base ai voti in parlamento sia della camera dei deputati che del Senato che ha sempre votato in blocco.

Questa struttura parlamentare con un senato di nominati fu decisa con la costituzione del 2017 promulgata dai militari con lo scopo di impedire il ritorno di Thaksin Shinawatra e dei suoi partiti che dal 2001 in poi hanno sempre espresso il partito di maggioranza relativa e vinto le elezioni, per essere poi estromessi da un militare o da sentenze di tribunale.

Le ultime statistiche pre-elettorali indicano ancora una volta il premier preferito in Paetongtarn Shinawatra, sorella di Yingluck e figlia di Thaksin Shinawatra, con una piattaforma che vuole migliorare le condizioni di lavoro, una maggiore paga minima, la lotta all’inquinamento cronico e per trasformare la Thailandia in un centro di tecnologia finanziaria.

Sul versante conservatore, ci sta il premier uscente generale Prayuth Chanocha che questa volta si presenta alle elezioni per estendere il proprio mandato con il partito UTNP, partito della nazione thai unita. Ad esso è approdato separandosi da PPRP, Palang Pracharath Party, che è invece rimasto nelle mani del suo amico Prawit Wongsuwan il quale aspira anche lui a fare il premier dopo essere stato per tanti anni il vice di Prayuth, dai tempi della giunta militare al parlamento eletto nel 2019.

Va ricordato che una sentenza della Corte Costituzionale Thai ha deciso che Prayuth potrebbe restare a capo di governo per altri due anni.

Se il PTP riesce a conquistare 376 seggi su 500 della Camera dei Deputati con una grande vittoria elettorale, potrà governare indisturbato e contrastare il probabile voto contrario del Senato. Resta da vedere il risultato degli altri partiti, perché finora il ritorno di Thaksin e degli Shinawatra ha sempre fatto saltare i nervi a quella che è definita la rete della monarchia.

Questa volta però alle elezioni legislative thai parteciperà una generazione di giovani che si è vista molto nelle piazze a domandare la riforma della monarchia e la crescita degli spazi democratici con il ritorno dei militari nelle baracche.

Posta in gioco e significato delle prossime elezioni legislative thai 2023

…La buona notizia è che in Thailandia si vota. Ora vediamo la posta in gioco e il significato delle prossime elezioni legislative thai.

Per prima cosa le elezioni del 2013 non sono un evento isolato e non le si deve vedere solo come la schermaglia della politica thai del momento.

Invece le prossime elezioni legislative thai sono nella scia della contesa di due decenni per determinare il futuro del paese. Il fatto che il principale partito di opposizione Pheu Thai è sulla via della vittoria è il risultato politico più probabile negli scorsi 20 anni.

I due precursori del PTP, Thai Rak Thai e Palang Prachachon (Potere Popolare) furono sciolti nel 2007 e 2008. Insieme i tre partiti hanno vinto ogni singola elezione da gennaio 2001 a marzo 2019 con vittorie di vario margine dalle vittorie a man bassa del 2005 e 2011 e quasi maggioranza nel 2001 e 2007. Solo nelle elezioni del 2019 il PTP fu primo partito con un margine leggero che gli diede 136 seggi contro i 116 del Palang Pracharat Party.

I sondaggi indicano non solo un altro trionfo del PTP ma ad una vittoria troppo grande per negare un ruolo nel risultate governo di coalizione. Le vittorie elettorali sono così familiari che molti trascurano le sue ragioni.

Come faceva il PTP a continuare a vincere quando le sue prime incarnazioni furono sciolte dalla corte costituzionale e furono estromesse da golpi militari nel 2006 e 2014? Le forze contrarie al PTP e al suo ideatore e fondatore Thaksin Shinawatra hanno preso il potere restandoci con vari metodi per alcuni anni durante questo periodo. Hanno potuto fare quello che hanno voluto nel paese con quel potere nelle loro mani, ma perché non riescono a convincere l’elettorato?

Una risposta è la pura incompetenza e inettitudine. Aver cancellato i governi di Thaksin avrebbe dovuto spingerli ad adattarsi e a prendere alcune delle politiche che hanno reso popolare ed efficace la sua macchina elettorale. Un’altra risposta è che gli oppositori conservatori monarchici di Thaksin hanno negato e mai rispettato gli elettori thailandesi definendoli ignoranti e non meritevoli di riconoscimento genuino.

Non si vuol dire che a Thaksin interessasse tanto l’elettorato, ma il suo regime ha solo riconosciuto la vasta maggioranza degli elettori delle province e ha affrontato le loro necessità dando loro una possibilità di un domani migliore. Le politiche populiste degli anni di Thaksin erano disprezzate dai suoi avversari e da molti commentatori di Bangkok. Ora tuttavia tutti i partiti che corrono alle prossime elezioni sono populisti ed offrono tanti regali e promesse senza citare le finanze a cui attingere i soldi necessari. In altre parole la società thai sta cambiando da venti anni. La gente rimasta indietro ha la possibilità di dire la sua e la dicono ogni volta che si ha un’elezione.

Tuttavia i poteri in essere in Thailandia non vogliono aggiustamenti e cambiamenti preferendo la restaurazione del vecchio ordine dello scorso secolo. Ecco perché il PTP sorpasserà il resto. E’ anche la ragione per cui il Move Forward Party sta andando bene nonostante sia stato sciolto prima quando si chiamava Future Forward Party.

La seconda chiara tendenza è strettamente legata alla prima. La Thailandia ha la tendenza dei partiti eletti con chiara maggioranza che formano governi che vengono sempre cacciati dal potere, da golpe militari e molte volte da attivismo della magistratura. Quando si ebbero le elezioni nel 2007 e 2011 sembrava un caso già visto, perché era chiaro che le parti vincenti parevano destinate ad essere cacciate in un modo o l’altro. E fu così con la dissoluzione da parte della magistratura a dicembre 2008 e il golpe militare di maggio 2014.

Ora la differenza nel 2023 la fa Move Forward Party. Mentre la dissoluzione di Future Forward sembrò il solito colpo, non lo era. Non era un partito di Thaksin ma un movimento del tutto nuovo di giovani elettori sostenuti da un movimento giovanile per la riforma che cerca un futuro migliore. Non apparteneva alla vecchia politica dei gialli contro i rossi. La presenza di così tanti volti giovani nella politica thai è un’altra prova che il cambiamento è nell’aria ma che è sistematicamente soppresso.

Infine le elezioni tra circa due mesi saranno le più conseguenti nella storia moderna Thai. Mentre tutte le elezioni sono importanti, ogni tanto c’è il voto che determina tendenze e direzioni di lungo termine. Le quattro elezioni che si ebbero negli anni 90 erano più o meno condotte dalla politica del clientelismo elettorale sostenuta dai soliti partiti. La vittoria del 2001 del Thai Rak Thai ruppe gli schemi perché era guidata da una piattaforma politica e una struttura di partito.

Le successive elezioni del 2005, 2007 e 2011 erano un modello di tentennamenti segnati da elezioni, manovre giudiziarie, due golpe e due nuove costituzioni. Le elezioni del 2019 hanno cambiato la tendenza verso il governo radicato dei realisti conservatori.

Nel 2023, vedremo o un paese che sprofonda nello stato burocratico realista conservatore di lungo termine, oppure un paese che si riprende con un governo qualitativamente differente che spinge di nuovo il paese in avanti. Il risultato non deve per forza essere drastico né radicale a rovesciare l’ordine stabilito.

Un compromesso è fattibile se al partito vincitore maggiore con sostegno elettorale sarà permesso di formare un governo e fare le riforme economiche strutturali dovute con maggiore liberalizzazione politica. Ma se queste elezioni saranno ancora distorte e sovvertite e finire con un governo più o meno come il precedente, in modo simile a quanto accaduto nel 2019, la Thailandia vivrà altri segni di decadimento politico.

La fiducia pubblica e la fede nelle istituzioni tradizionali continueranno ad erodersi, e continuerà la stagnazione economica, come riflessa nel crescente debito pubblico sotto il governo di Prayuth, mentre la nazione si concentra su una crescita lenta e ad alta intensità di lavoro verso la fine delle catene del valore globali.

Thitinan Pongsudhirak, Bangkokpost.com

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