Elezioni locali in Cambogia il prossimo 5 giugno: poche speranze di equità

Il 5 giugno si terranno le quinte elezioni locali in Cambogia per eleggere i consigli delle comuni e di sangkat a cui parteciperanno oltre 9 milioni di elettori ed oltre 80mila candidati nelle 1652 unità amministrative locali in tutto il paese appartenenti a 17 partiti differenti.

Allo stato attuale, dopo la dissoluzione del CNRP di Kem Sokha e di Sam Rainsy nel 2017 e l’arresto di Kem Sokha con Rainsy all’estero da molti anni, il maggior partito è il CPP, partito del popolo cambogiano, attualmente al potere dopo aver vinto tutti i seggi, mentre è ricomparso il partito iniziale di Sam Rainsy che ha Cambiato nome in Candlelight Party, CP.

elezioni locali in Cambogia, Candlelight Party

Le elezioni locali in Cambogia sono importanti perché si tengono l’anno prima delle elezioni politiche ed hanno sempre rappresentato un barometro importante della situazione politica. Queste elezioni, a cui non potranno partecipare i membri del CNRP fuggiti all’estero e tanti militanti di base del CNRP perché ancora sotto processo per accuse spurie e pretestuose, misureranno la forza reale del partito di CP in cui sono confluiti tutti coloro che seguivano il dissolto CNRP.

Una prima valutazione preoccupata del clima politico attuale è stata fatta da ANFREL, Rete Asiatico per le Libere Elezioni, con 60 interviste a membri della società civile, partiti, media, sindacati ed elettori.

“Gli elementi antidemocratici nel quadro legale attuale continuano a dare spazio ad abusi con la conseguente repressione dello spazio civico e un freno ad un ambiente elettorale libero ed equo. La composizione della NEC, commissione elettorale nazionale, e le loro controparti locali sono in gran parte affiliate al partito di governo del CPP, che li fanno percepire come essere di parte da parte di molti agenti e di molti elettori.”

Negli ultimi anni si è rafforzata la repressione politica contro media, partiti di opposizione e società civile e la stessa pandemia del Covid-19 è stata usata per controllare le libertà fondamentali ed i diritti umani.

“Molti candidati e membri di opposizione, in gran parte quelli del recentemente riattivato CP, Candlelight Party, continuano a vivere pressioni indebite ed intimidazioni. Nonostante il restringimento dello spazio civile le prossime elezioni vedranno la partecipazione di più partiti rispetto alle elezioni del 2017…”

In questo clima limitato, scrive ANFREL, la partecipazione di Organizzazioni della Società Civile alle elezioni, sotto forma di gruppi di osservazione della regolarità dello svolgimento locale, è minima anche a causa della mancanza di finanziamenti perché i donatori internazionali hanno smesso di finanziare iniziative legate alle elezioni.

A preoccupare ANFREL è anche il deterioramento della libertà dei media a causa delle “misure imposte che accrescono la censura, la chiusura di nuovi siti e gli arresti di giornalisti” oltre ad elementi di autocensura da parte di chi teme vendetta.

“Perciò ci si attende che una copertura giusta delle elezioni sia limitata mentre ci si avvicina alle elezioni di giugno”
“Complessivamente la Cambogia non soddisfa gli standard per elezioni democratiche secondo l’indicatore DILI per Elezioni Democratiche. Non ci sarà un risultato genuino e legittimo finché le minacce contro l’opposizione e la società civile restano prevalenti. Le autorità cambogiane devono fare sforzi genuini verso la democratizzazione e la riforma politica facendo spazio per prima cosa ad una democrazia multipartitica permettendo all’opposizione e alla società civile di operare liberamente, poiché questo è un prerequisito per tenere elezioni eque, trasparenti, inclusive e pacifiche”.
In un clima così poco convenevole per elezioni eque, c’è da dire che essendo il CPP l’unico partito capace di schierare candidati ovunque, può persino pretendere di avere una democrazia multipartitica, come accaduto nelle elezioni generali del 2018.

Nel 2017 una sentenza di tribunali tolse al CNRP, che era già stato dissolto, tutte le posizioni conquistate nel voto locale dove il CNRP aveva appena preso il 43,8 dei voti minacciando così da vicino il potere del CPP.

In conseguenza di questo fatto e dell’arresto avvenuto di Kem Sokha, presidente del CNRP, tantissimi esponenti del CNRP fuggirono all’estero lasciando il terreno al CPP che fece quelle elezioni del 2018 senza un’opposizione e vinse ogni singolo seggio.

Kem Sokha nel frattempo resta ancora sotto processo per tradimento senza che si riesca a capire se avrà mai termine.

In queste elezioni locali in Cambogia il solo partito che possa contrastare il CPP sembra essere il Candlelight Party che rappresenta il vecchio partito di Sam Rainsy che non è stato mai dissolto dopo la fusione del 2012 col partito di Kem Sokha e che è stato rinominato.

Il CP ha presentato il secondo maggior numero di candidati e potrebbe catturare quei voti che sarebbero potuti andare al CNRP.

Come già scritto sopra il CP è il partito i cui candidati hanno ricevuto la maggioranza delle pressioni e delle aggressioni.

La Cambogia è da sempre nel mirino sia dell’Europa che degli USA per questo arretramento della democrazia.

La UE sospese parzialmente l’accesso al mercato europeo senza tariffe per le merci restringendo il campo al progetto EBA poco prima dello scoppio pandemico.

Ha di recente invitato il regime di Hun Sen a smettere le persecuzioni e intimidazioni politiche contro giornalisti, sindacalisti, contro chi difende i diritti umani prima di queste elezioni locali e in vista delle elezioni generali del prossimo anno.

Ha inoltre ripetuto le richieste di revoca delle accuse contro il capo di CNRP Kem Sokha e gli altri parlamentari e dirigenti di opposizione con una risoluzione approvata a larga maggioranza, minacciando sanzioni e il blocco totale del progetto EBA, Everything but arms, se le elezioni locali in Cambogia dovessero rivelarsi ancora una farsa.

arresto Kem Sokha

La posizione USA a riguardo è simile con minacce di revisione delle preferenze di commercio e con sanzioni ad elementi del regime, ma è anche associata alle problematiche della presenza cinese in Cambogia dove starebbe costruendo una base navale propria. Questo fa sì che gli USA non vogliano spingere Hun Sen in un abbraccio con Xi Jinping. Si deve ricordare che Hun Sen è andato all’ultimo summit ASEAN USA negli USA in qualità di presidente di turno dell’ASEAN.

“Mentre la Cambogia dipende ancora dai mercati occidentali per le proprie esportazioni nel campo del vestiario e scarpe, la storia ci dice che il governo non si piegherà alle pressioni di Bruxelles e Washington, e che le concessioni che potrebbe fare saranno parziali e facilmente invertibili.” scrive Sebastian Strangio il quale ricorda che il parlamento cambogiano ha risposto a quello europeo definendolo irrispettoso di uno stato sovrano.