Elezioni malesi del 9 maggio dove latitano correttezza e imparzialità

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La campagna elettorale per le elezioni malesi è iniziata in modo discutibile ponendo la coalizione del premier Najib Razak, BN, contro la nuova coalizione di opposizione Pakatan Harapan dell’ex premier Mahathir Mohamad.

Sono tante le attese di un risultato finale simile poiché i partiti dell’opposizione accelerano la loro scommessa per conquistare voti nelle grandi circoscrizioni elettorali chiave nel tentativo di cacciare il partito UMNO di Najib dal governo, dopo un dominio ininterrotto da 60 anni.

condannato Najib Razak

Le previsioni parlano di una vittoria per la coalizione di governo del BN, sebbene gli esperti si attendano una forte competizione. Mentre gli ultimi confini delle circoscrizioni elettorali premieranno UMNO e BN, i candidati dell’opposizione si trovano davanti a una serie di scogli legali che ostacolano in modo significativo la loro campagna elettorale.

Restrizioni arbitrali sulla campagna elettorale dell’opposizione pongono già questioni sulla legittimazione delle prossime elezioni e accrescono le preoccupazioni della possibile instabilità se i sostenitori dell’opposizione si convincessero che alla Pakatan Harapan è stata negata la vittoria meritata.

I candidati hanno presentato la propria candidatura alle loro circoscrizioni il 28 aprile iniziando una campagna di soli 11 giorni. Vari candidati di opposizione sono stati esclusi dalla commissione elettorale in base a considerazioni spurie e potenzialmente illegali.

La Commissione elettorale malese, che ha il compito di assicurare elezioni eque e giuste, opera sotto l’egida del dipartimento del primo ministro.

Per esempio il parlamentare di opposizione Tian Chua è stato escluso dalla competizione elettorale per il seggio federale di Batu, dove cercava la rielezione per la terza volta, per una multa in contanti che pagò vari anni fa. Gli era stato permesso di partecipare alle elezioni del 2013 senza essere escluso per quella multa che fu data nel 2010 con l’accusa di aver attaccato un poliziotto.

Chua che è il vicepresidente del PKR della coalizione Pakatan Harapan ha denunciato la commissione elettorale per difendere il suo seggio. Una sentenza dell’Alta Corte Malese del 2010 aveva stabilito che la multa non era causa per la dimissione dall’incarico di Chua.

Nel frattempo la polizia ha bloccato fisicamente il candidato della Pakatan Harapan, Streram Sinnasamy, di entrare a consegnare la candidatura perché non aveva un documento della Commissione elettorale attestante che lui era un candidato. Tale possesso non è richiesto dalla legge, secondo l’osservatore delle elezioni Bersih, ed altri candidati sono potuti entrare anche senza tale permesso.

L’esclusione di Streram ha permesso al candidato della coalizione BN di vincere il seggio dello stato Rantau a Negri Sembilan senza opposizione. Almeno altri sei candidati sono stati esclusi il giorno della candidatura per discrepanze nei documenti o, nel caso di due candidati, sulla base di aver fatto fallimento, accusa negata dai due candidati.

Il capo dell’opposizione Mahathir, che ha 93 anni, ha lanciato accuse esplosive sulla propria esclusione dicendo che il jet privato che intendeva usare era stato deliberatamente manomesso per impedirgli di raggiungere l’isola di Langkawi nello stato Kedah dove si era precedentemente registrato.

Le autorità malesi hanno fatto immediatamente un’inchiesta e l’autorità dell’aviazione civile malese hanno negato l’accusa di sabotaggio di Mahathir, confermando però che l’aereo era impossibilitato a volare per perdita di aria dal carrello anteriore, sebbene la perdita sia stata definita una “questione tecnica secondaria e ordinaria”.

Il pilota avrebbe scoperto la perdita prima del decollo, secondo Mahathir il quale ha anche affermato di aver contattato “tre amici” che si sono rifiutati di prestargli il proprio aereo. Uno dei tre ha detto che sarebbe stato sotto pressione per non prestargli l’aereo, presumibilmente nel tentativo di impedirgli di raggiungere l’isola di Langkawi.

Abdul Rahman Dahlan, portavoce della coalizione BN, si è fatto scherno delle affermazioni di Mahathir definendole “tattiche subdole per attrarre voti di simpatia”. La compagnia di trasporto proprietaria del jet ha negato ogni tentativo di sabotaggio.

Ci sono più chiare indicazioni della presenza di forti pressioni. Lo scorso mese le autorità bloccarono la registrazione del nuovo partito politico di Mahathir, PPBM, costringendo il partito ad uno scioglimento temporaneo per non essere riuscito a presentare i documenti e le dichiarazioni finanziarie.

Il Registrar of Societies malese si è anche rifiutato di registrare Harapan come una coalizione formale per una documentazione impropria impedendole di fare campagna elettorale sotto un logo comune. Questi blocchi sulla registrazione hanno spinto i quattro partiti che compongono Harapan ad annunciare che avrebbero fatto campagna elettorale sotto il simbolo del PKR.

La Commissione elettorale ha comunque emesso nuove linee guida il 24 aprile per il materiale elettorale che bloccheranno l’uso dell’immagine di Mahathir in tutto il paese.

Secondo le nuove linee guida possono essere usati solo i volti dei due capi di un partito politico: presidente e vicepresidente ed il candidato della circoscrizione. Di conseguenza, poiché sono tutti sotto il logo del PKR, ad essere raffigurati solo Wan Azizah Ismail e Azmin Ali, presidente e vice del PKR, nonostante che Mahathir sia il candidato designato come primo ministro, se dovessero vincere a livello federale.

Mahathir che fu primo ministro dal 1981 al 2003, è un’icona della politica malese e la sua immagine sarebbe riconoscibile agli elettori delle campagne.

Gli osservatori assumono che le nuove linee guida siano state messe su di proposito per l’immagine di Mahathir possa essere mostrata nei materiali elettorali a Langkawi dove partecipa personalmente.

Da quando è iniziata la campagna elettorale, sono state tolte dalla polizia per conto della Commissione Elettorale vari poster della Pakatan Harapan dove c’era l’immagine di Mahathir, come denunciato su vari media sociali negli stati chiave di Johor e Penang.

Non si sono segnalati manifesti censurati della coalizione del primo ministro, nonostante che su molti poster siano stati mostrate le immagini del ministro dei trasporti uscente Liow Tiong Lai insieme al presidente Cinese Xi Jinping, ad indicare quanto ottenuto dal governo per essere partecipe dell’iniziativa cinese Nuova Via della Seta. Una chiara violazione delle stesse regole stabilite dalla Commissione Elettorale.

“La Commissione elettorale ha agito in modo arbitrario e discriminatorio ostacolando in ogni modo l’opposizione, impedendo la partecipazione degli elettori manipolando il processo elettorale per favorire UMNO-BN” ha detto Dennis Ignatius, diplomatico malese in un suo commento che ha aggiunto: “Tutta la pretesa di correttezza e imparzialità è sparita”. Il BN sembra “determinato a mantenersi al potere a tutti i costi usando la Commissione elettorale e gli altri corpi dello stato per portare avanti la loro agenda”.

Le elezioni del 9 maggio determineranno chi siederà nei 222 seggi del parlamento federale, oltre ai rappresentanti scelti nelle legislature del dodici stati. I votanti registrati sono quasi 15 milioni mentre ci saranno moltissimi scontri a più candidati per 192 seggi elettorali.

La Commissione Elettorale ha invitato agenzie di monitoraggio da vari paesi come Indonesia, Thailandia, Maldives, Timor Leste, Cambogia, Kyrgyzstan e Azerbaijan ad osservare le prossime elezioni, negando però l’accreditamento per Suhakam, commissione dei diritti umani malese creata con legge del parlamento.

Lo scorso mese Suhakam aveva fatto una forte dichiarazione citando la sfiducia pubblica crescente nella Commissione Elettorale notando che la ridefinizione delle circoscrizioni elettorali a poca distanza dalle elezioni era vista come ingiusta, spropositata e di parte.

E’ una percezione che si diffonderà probabilmente prima di un voto già stravolto a favore di Najib, dell’UMNO e del BN.

Nile Bowie, Asiatimesonline

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