Elezioni presidenziali filippine 2022 e dispute in mare

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Chi vincerà le elezioni presidenziali filippine 2022 determinerà il modo in cui le Filippine gestiranno le rivendicazioni riconosciute nel Mare Filippino Occidentale sia a livello nazionale che nell’area regionale.

Le elezioni presidenziali filippine si terranno a maggio 2022 e la posta è alta nel campo delle prospettive delle dispute marittime e territoriali con la Cina.

Dopo aver passato molto tempo della sua presidenza mostrando fatalismo, accomodamento pubblico e un sollecito clientelismo, l’amministrazione uscente di Duterte ha cambiato marcia sin dalla fine del 2020 ed ha assunto una postura più avanzata contro la Cina.

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Nonostante la sua chiara vicinanza alla Cina, Duterte in modo retorico ha sollevato la Sentenza Arbitrale del Mare Cinese Meridionale in due discorsi successivi all’ONU. La sua Task Force governativa sul Mare Filippino Occidentale, NTF-WTS, è diventata una voce importante quando furono scoperte oltre 220 imbarcazioni della milizia marittima cinese ancorate per periodi lunghi presso la Barriera di Whitsun a marzo 2021, in una zona del gruppo di isole Kalayaan reclamate dalle Filippine.

L’ultimo incidente ha visto il NTF-WPS denunciare l’interferenza della Guardia Costiera Cinese verso una missione di rifornimento filippina nella Barra di Second Thomas a novembre 2020, con una azione definita potenzialmente ostile dal momento che l’uso dei cannoni ad acqua danneggiò una delle imbarcazioni filippine.

Il cambio di posizione potrebbe essere stato causato dalla maggiore chiarezza nella amministrazione Duterte che la posizione cordiale verso la Cina non è riuscita ad avere concessioni significative. Questa cosa è fonte grossa di insoddisfazione tra i Filippini che potrebbe essere usata per cambiare le decisioni di voto.

Infatti le indagini periodiche hanno mostrato che negli anni la gente ha sempre più sostenuto una posizione più forte sulle questioni del Mare Filippino Occidentale. L’opinione pubblica ha sempre sostenuto la decisione della Sentenza Arbitrale, la modernizzazione delle forze armate e l’applicazione completa dell’alleanza militare con gli USA per proteggere gli interessi del paese nel mare delle dispute.

Queste tre questioni inquadrano la percezione degli elettori e le preferenze sul Mare Filippino Occidentale. Anni di costanti discorsi di Duterte a favore della Cina hanno solo portato ad una pubblica opinione costantemente contraria su questo tema.

La posta in gioco è davvero alta anche se Duterte stesso mostra pubblicamente di non essere preoccupato per l’importanza del Mare Filippino Occidentale in termini di ambiente, sicurezza alimentare e stabilità regionale e continua nel suo disfattismo nel campo della difesa nazionale.

Il suo modo poco entusiasta e superficiale di criticare le ultime azioni cinesi tradisce la sua preferenza personale di andare contro la sostanza della posizione legale nazionale selle dispute marittime e territoriali.

I candidati alle elezioni presidenziali filippine 2022 e le posizioni sul Mare Filippino Occidentale

Negli ultimi mesi del suo mandato l’amministrazione Duterte si è trovata alla deriva ed incapace di avere influenza sulla scelta del prossimo presidente. Con una sorprendente svolta degli eventi, non è riuscito a fissare il suo successore preferito, e la sua amministrazione non ha un proprio candidato.

Infatti l’elettorato filippino si trova a dover scegliere in un insieme di forti candidati alle elezioni presidenziali filippine tra i quali il figlio del passato dittatore Ferdinando Marcos Jr, la vicepresidente Leonor Robredo, l’attuale sindaco di Manila Isko Moreno, il senatore Panfilo Lacson e il senatore pugile Manny Pacquiao.

Dalle sue prime dichiarazioni Marcos Jr sembra preparato a ripetere gli errori di Duterte rispetto al quale forse sarà ancor più fatalista e disfattista. Ha ripetuto il solito argomento di Duterte che le Filippine perderanno una guerra con la Cina inquadrando così la futura politica verso di essa, e inoltre si è anche domandato della necessità modernizzare la macchina militare.

L’ambasciatore cinese a Manila ha anche acceso un faro sulle relazioni della famiglia con la Cina come a indicare la direzione futura della politica estera di Marcos Jr. Se guardiamo a quanto poco ha fatto da senatore, non c’è alcuna indicazione che almeno riprenderà qualche misura della competenza e giudiziosità del padre nella gestione della politica estera.

Di contro tutti gli altri candidati hanno fatto capire che terranno la Cina a distanza di sicurezza anche se in modi differenti. Robredo e Lacson sostengono un approccio più sanguigno e coerente e lasciano la porta aperta ad un impegno diplomatico ma con uno stile meno accomodante rispetto ai diritti nel Mare Filippino Occidentale. Pacquiao e Moreno sembrano aver la stessa inclinazione sebbene nelle loro dichiarazioni sono sempre molto generali per prendere le necessarie differenze dalla arrendevolezza di Duterte.

La traiettoria delle dispute nel Mare Filippino Occidentale saranno determinate dalle scelte di politica e dalle personali preferenze del prossimo presidente su tre aree: cosa fare dei diritti in mare filippini, come comportarsi con l’alleanza militare Filippine USA e che quali sono le direzioni della discussione del Mare Cinese Meridionale dentro l’ASEAN.

Se dovesse vincere Marcos Jr, le probabilità sono di un prosieguo della politica di accomodamento di Duterte e forse di un passo indietro sulla modernizzazione dei militari. Probabilmente porteranno avanti una politica altalenante dentro l’ASEAN a ricordare i primi anni di Duterte che ha sprecato le opportunità presentante dalla Sentenza Arbitrale del 2016.

Se vincesse Robredo o un altro candidato, è possibile che le Filippine prendano un’altra direzione, sebbene per ammissione irta di difficoltà dopo l’impatto della politica di Duterte a favore della Cina. E’ chiaro che ci sarà una preferenza verso l’affermazione della sentenza arbitrale, del miglioramento e del rafforzamento dell’alleanza USA- Filippine e il sostegno ad una politica più coerente dell’ASEAN sul Mare Cinese Meridionale.

Potrebbe segnare un ritorno ad un impegno più convenzionale prima di Duterte, sebbene meno confrontazionale e più cauto alla luce del più complesso ambiente geopolitico in cui si trova la regione.

La continua presenza cinese

Le prossime elezioni perciò saranno importanti per le dispute del Mare Filippino Occidentale. Nei prossimi anni la Cina continuerà a forzare le proprie operazioni della zona grigia in mare impiegando i propri soldati, la propria polizia e le sue milizie marittime in modo consistente e persistente all’interno delle zone economiche esclusive dei paesi più piccoli del Sud Est Asiatico.

La pressione cinese sulle esplorazioni malesi ed indonesiane delle proprie piattaforme continentali dello scorso anno dimostra la sua strategia più vasta di accrescere gradualmente la presenza e il controllo delle attività in mare nella fortemente contesa regione.

Nel sottofondo, continua ad accrescere la sua forza militare per assicurarsi il dominio sui paesi più piccoli e a sfidare le potenze esterne come Giappone, USA, Australia, Europa ed altri.

Dalle sue costanti attività in mare la Cina si espanderà forse nel dominio aerospaziale con le sue tre grande basi nel Mare Cinese Meridionale che fungono come basi ideali di azione per la proiezione del potere cinese sulla regione del Sud Est Asiatico.

Nei suoi sei anni di vita, l’amministrazione uscente di Duterte ha aperto il Mare Filippino Occidentale alle incursioni cinesi mettendo a dura prova la resilienza e affidabilità dell’alleanza USA Filippine, e non ha massimizzato le proprie opzioni all’interno dell’ASEAN di perseguire i propri interessi nelle dispute.

Altri sei anni di questo tipo di politica potrebbero solo spingere verso gli abissi gli interessi filippini con tutte le conseguenze negative sulla posizione della regione e le dinamiche nelle dispute complessive del Mare Cinese Meridionale.

Si può solo sperare che le Filippine non facciano la scelta sbagliata nelle prossime elezioni presidenziali.

Jay L. Batongbacal, FULCRUM.SG

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