Emerge a Phetchabun la più grande città dell’antichità in Thailandia

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La più grande città dell’antichità in Thailandia emerge solo ora ed è studiata dagli scienziati ed esperti. Se se ne distruggesse il panorama, la città e le storie delle persone che vissero qui si perderanno per sempre”

Nella provincia di Phetchabun, a 300 chilometri a nordest di Bangkok si estende il patrimonio nascosto della Thailandia. Ospita alcune delle riserve ambientali più impressionanti del paese, tra cui tre parchi di foreste, due città del XII secolo dell’era di Sukhothai, Muang Leng e Muang Lom, e siti patrimoni legati al re che fondò Sukhothai, Khun Pha Muang.

Tuttavia persino questi siti patrimonio appaiono piccoli se li si compare alla gemma reale di Phetchabum: la città antica più grande e più vecchia della Thailandia, Si Thep.

La grandezza, la scala e l significato storico della città rivaleggia facilmente con molte dei siti patrimonio dell’UNESCO più popolari nel sudestasiatico.

Il parco storico di Si Thep era sul percorso di diventare uno dei candidati del paese per lo status di Patrimonio Universale del UNESCO. Il 25 febbraio del 2019 uscì la notizia che ha scioccato e fatto arrabbiare la comunità locale a Si Thep oltre alla comunità accademica e chi lavora dentro nel campo.

ECO Orient Resources Ltd e ECO Orient Energy aveano organizzato una audizione pubblica sui piani di costruire un pozzo di perforazione a soli cento metri da uno dei maggiori monumenti del parco storico, lo stupa di Khao Khlang Nok. Questo stupa è il più grande in Thailandia, un quadrato di 64 metri di lato ed alto 20 metri che risale al IX secolo.

Phetchabun è uno dei campi petroliferi in terra della Thailandia. Nei distretti di Si Thep e Wichien Buri ci sono 95 centri di estrazione da cui escono notizie intermittenti di proteste e di degrado ambientale in seguito alle perforazioni petrolifere.

Il vicesindaco di Phetchabun, Krit Khongmuang, tenne la prima audizione pubblica sulla valutazione di impatto ambientale dopo che le due imprese, che operano con una vecchia concessione di produzione L44/42, produssero la richiesta di costruire un pozzo vicino al parco storico di Si Thep. Il gruppo ECO è il secondo maggiore produttore di petrolio su terraferma in Thailandia.

La ECO Orient Resources (Thailand) Ltd possiede il 60% degli interessi in gioco nella concessione, un’area di 7604 ettari. Gli altri 40% appartengono a Carnavon. Le licenze di produzione scadono a luglio 2032; un’estensione di dieci anni la si può ottenere secondo la legge sul petrolio. Nel 2017 si produceva petrolio ad una media di 3735 barili al giorno da 26 pozzi attivi.

Il nuovo sito proposto STN-2 non solo è vicino a Khao Khlang Nok ma si sovrappone alle basi antiche di popolamento.

Per costruire le strutture del sito, si ha bisogno di livellare la terra. Dopo tale aggiustamento la base del pozzo sarebbe ad appena 100 metri da uno delle costruzioni più importanti del paese. A peggiorare la questione, ci sono antiche riserve d’acqua, infrastrutture antiche inesplorate e materiali archeologici dispersi.

Per gli archeologi, questo tipo di distribuzione di materiale testimonia che un tempo c’erano attività di abitazioni. Il livellamento del suolo distruggerà ulteriormente questi siti già danneggiati dalle attività agricole. Questa è l’intera città antica che emerge solo ora e che è studiata dagli scienziati ed esperti. Se si distrugge questo panorama, la città e le storie delle persone che vissero qui saranno perse per sempre.

Gli scavi a Khao Khlang Nok rivelano che il sito contiene terra livellata con mattoni; le vibrazioni degli scavi possono gravemente danneggiare queste fondamenta e causare il collasso di queste importanti strutture. Inoltre ci sono indagini limitate sul luogo di popolamento circostante sia dentro il parco storico che attorno allo stupa. Questi siti potrebbero essere distrutti prima di essere studiati o indagati.

STN2 è il sito di estrazione proposto

Le comunità locali e la Camera di Commercio di Petchabun si oppongono fortemente alle perforazioni petrolifere.

La gente teme che la costruzione di un pozzo petrolifero distruggerà la prospettiva che il parco storico di Si Thep di essere nominato a patrimonio universale del UNESCO.

La compagnia dovrà formulare entro aprire un piano di valutazione di impatto ambientale il cui risultato sarà portato nelle audizioni pubbliche.

Finora le compagnie affermano che la costruzione del pozzo avrà impatto minimo sul panorma del parco storico.

Nonostante i piani di nascondere il pozzo dietro alberi, come proposto dallo studio a cui è commissionato la valutazione di impatto ambientale, gli archeologi e la comunità locale sono concordi nel dire che per costruire la struttura sarebbero necessarie strade, ulteriore inquinamento di rumori e di acqua e la distruzione del patrimonio per i villaggi vicini e i siti patrimonio.

In termini legali, il Dipartimento di Lettere non ha l’autorità per impedire la costruzione del pozzo.

Il VIA sarà annunciato in pubblico ad aprile e poi presentato per essere approvato all’Ufficio di politica e pianificazione delle risorse pubbliche ed ambientali, ONEP. Se questo ufficio l’approva la costruzione andrà avanti con effetti disastrosi sia per il patrimonio storico che per la protezione ambientale.

Il parco storico di Si Thep e il sito circostante meritano la protezione appropriata e deve essere preservato per il futuro piuttosto che per i profitti del petrolio che non saranno di vantaggio né alla gente e del posto né allo sviluppo sostenibile a Phetchabum.

Si Thep è potenzialmente il sito urbano più antico e grande in Thailandia abitato dal primo secolo fino al dodicesimo dopo Cristo.

Il solo parco storico di Si Thep copre un’area di 622 ettari. Da studi che hanno usato vecchie foto aeree del sito si possono notare un sistema complesso di opere idrauliche ed un sistema di terzo fossato che si stende oltre l’area di Khao Klang Nok, facendo stimare l’area abitata attorno ai 1544 ettari.

Una stima della popolazione, basata sul conteggio delle riserve di acqua, dei pozzi ed del terzo sistema di fossati dentro la città e la dispersione di materiali porta a dare un valore della popolazione che va dalle 80 mila alle 120 mila persone.

La grandezza e la scala di Si Thep è quindi comparabile con alcuni dei più famosi patrimoni storici dell’UNESCO in Asia come Beikthano e Bagan in Birmania.

Come molti siti urbani Dvarati e simili, quali U-Thorng e Si Mahosot (Avadhyapura), l’area abitata e la cultura materiale non sono contenute solo nei fossati e mura. Monumenti e la cultura materiale di Si Thep fuoriescono con forza dall’area urbana principale. Si Thep è connessa con le grotte di Khao Thom Amornrat e Tham Phra attraverso un complesso sistema idraulico. Entrambe le grotte contengono sculture scolpite dalla roccia che descrivono scene del buddismo. La montagna di Thom Amornrat è messa in luce particolarmente nella sua relazione alla città d Su Thep. Lo stupa di Khao Khalng Nok si allinea direttamente con la montagna ed ostruire il panorama con una struttura enorme o strutture di perforazione distruggerebbe l’allineamento del panorama che è sacro su un piano sia culturale che storico.

Ci vorrà l’impegno della gente del posto che organizzazioni internazionali per impedire che prosegua questo disastro.

Senza l’attenzione della gente anche sul piano legale, è probabile che il VIA permetterà il compimento della struttura di estrazione.

ricostruzione dello stupa di Khao Klang Nok

Che si sostenga e si diffondano le notizie come metodo migliore per sostenere la comunità locale nella loro lotta per allertare gli investitori del ECO Group che il loro investimento causerà la distruzione di un patrimonio storico.

Phacharaphorn Phanomvan NewMandala

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