Enrile Revilla ed Estrata incriminati

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Sebbene l’Ombudsman la scorsa settimana abbia incriminato i tre legislatori tra i più potenti delle Filippine, come Juan Ponce Enrile, Ramon “Bong” Revilla e Jinggoy Ejercito Estrada, forse non vedranno mai l’interno di una prigione, se si considera la cultura dell’impunità e le risorse limitate dell’accusa.

Enrile Revilla ed Estrata

Ognuno dei tre deve rispondere una accusa per truffa e varie accuse di corruzione per la loro parte presunta in uno scandalo vecchio di anni tanto vasto da essere inimmaginabile. Una decina di “liste” dei presunti coinvolti hanno raggiunto la stampa e citano quasi tutti i senatori ed un terzo dei rappresentanti della Camera come immersi nello scandalo, definito Pork Barrel, in cui sarebbero spariti almeno 200 milioni di euro.

Secondo una lista a cui si riferisce Panfilo Lacson, un alleato del presidente Noynoy Aquino, sarebbero implicati 21 degli attuali 25 senatori, 90 dei 292 deputati e due membri del governo nello scandalo ed una seconda lista che coinvolge fondi derivanti dalle royalties dei progetti del gas a largo dell’isola Palawan tra il 2000 e 2010.
Il giornale Philippine Daily Inquirer che è al lavoro su questi scandali da metà 2013, è riuscita a ottenere i dischi del computer di Janet Lim Napoles, la donna al centro dello scandalo, e Behnur Luy, suo nipote, che per primo denunciò lo scandalo all’attenzione pubblica. Lacson in precedenza disse che la famiglia Napoles gli aveva dato una bozza di un affidavit che nominava cento persone tra i quali almeno dieci altri ex e attuali senatori.

Sfortunatamente il caso sembra deviare verso la sceneggiata filippina nonostante un anno di rabbia generale. Enrile, Revilla ed Estrada sono i primi ad essere accusati formalmente, e loro indicano che sono tutti membri dell’opposizione, mentre nessuno degli alleati di Aquino lo è stato, rendendo così dubitabile la presenza di un favoritismo politico.
La truffa non dovrebbe prevedere la cauzione. Ma non è certo che i tre saranno incarcerati persino in un caso enorme come questo. Enrile, che ha 90 anni, ha detto ai giornalisti che ha già fatto i bagagli ed è pronto per andare in prigione. Nel frattempo i suoi legali sottoponevano la richiesta ella cauzione per l’età e per lo stato della salute.
Revilla ed Estrada hanno detto di essere pronti per la prigione, poi hanno dato i loro discorsi di avviso al senato. Revilla, come Estrada presunto candidato per un mandato superiore anche con le accuse cui deve rispondere, ha terminato la sua carriera al Senato con un breve video su Yuotube dove canta “grazie amici”.

Un portavoce del Presidente, nel fine settimana, ha detto che i tre possono scegliere dove essere detenuti se il permesso è dato dalla corte. Quindi un arresto leggero o qualche forma di arresto domiciliare. Quando il padre di Jinggoy Estrada, Erap, fi accusato di truffa come presidente, tale padre tale figlio, passò la maggior parte del suo tempo in un’ospedale lussuoso su un campo di golf.

Le accuse sono state lanciate 11 giugno davanti alla corte che gestisce le questioni d ufficiali pubblici, Sandiganbayan, creato dopo la cacciata del presidente Marcos nel 1986. Ma a differenza di altre corti della regione il Sandiganbayan è stato sovraccaricato di compiti e fatto bloccare da tempo, dove ci vogliono 7 anni per risolvere un caso.
Tutto lo scandalo gira attorno a PDAF, creato durante gli anni di Corazon Aquino nel 1990. Lo scopo era di porre i legislatori nella posizione di poter finanziare piccoli progetti infrastrutturali o di comunità nei loro distretti al di fuori dei progetti infrastrutturali del governo. E’ da allora conosciuto come Pork Barrel.

Ogni senatore doveva ricevere 4 milioni di euro e il deputato 1 milione all’anno. Ma Lim Napoles, moglie intraprendente di un marine filippino che faceva parte dei soldati ribelli di uno dei numerosi tentativi di golpe contro la Corazon Aquino, è riuscita creare un sindacato di false ONG attraverso cui i legislatori potevano incanalare i loro fondi del PDAF, e da qui verso il loro personale portafoglio, mentre una percentuale finiva alla Napoles. Ovviamente la Napoles ora racconta per filo e per segno tutti i dettagli, chi ha avuto e quanto, senza però ammettere i propri reati.

Sembra che la Napoles ha fondato 20 ONG sotto il suo gruppo JLN che inviava soldi a decine di legislatori di entrambe le camere. Ma la Napoles non era sola.

Secondo un rapporto devastante della Corte dei Conti di luglio, l’equivalente di 120 milioni di euro erano stati pagati a gruppi di aiuto poco raccomandabili e a progetti fantasma che erano stati identificati dai legislatori come beneficiari tra il 2009 e il 2012. Secondo alcuni dati alcuni legislatori hanno raccolto quasi 1 milione di euro.

Tra il 2010 e 2012 secondo il Philippine Daily Inquirer tuttavia un’altra somma simile di un milione di euro andò a false ONG attraverso Philippine Forest Corp del ministero dell’agricoltura Proceso Alcala e la National Agribusiness Corp, e finiti nelle banche a nome di alcuni dei più noti legislatori.

I tre legislatori inquisiti “potranno ottenere i migliori avvocati del paese, e loro sono i manipolatori delle leggi che hanno aiutato a creare” secondo un rapporto della Pacific Strategies & Assessments di Manila: “Ancora più importante hanno profonde connessioni politiche che possono influenzare il risultato giudiziario nei loro confronti.”

Contro di loro l’ufficio dell’Ombudsman è guidato da una delle tre donne più potenti nominate da Noynoy Aquino. Si chiama Conchita Carpio Morales nominata nel 2011, dopo che Merceditas Gutierrez fu messa sotto accusa perché si sarebbe rifiutata di perseguire le accuse di corruzione relative all’amministrazione Arroyo che la nominò a capo dell’Ombudsman. La Arroyo è ora in carcere sempre per truffa.

Mentre l’Ombudsman ha lo stesso ruolo teorico di combattere la corruzione, non è stato mai un ufficio indipendente. Il posto è pieno di politici e, come il caso Gutierrez testimonia bene, può essere messa sotto accusa dai politici. Morales comunque era ben conosciuta per la posizione assunta precedentemente nella corte suprema e alcune altre nomine di Aquino tra le quali Maria Gracia Pulido Tan della Corte dei Conti e del ministro della giustizia De Lima sono anch’esse ben conosciute.

Ma diversamente dalla commissione dell’Indonesia che dal 2003 ha accertato e condannato 86 casi di corruzione con una percentuale del 100% di tassi di condanna, nel perseguire i pesci più grandi, solo qualche sindaco e qualche ufficiale minore è stato accusato e condannato, tranne il caso particolare di Erap Estrada, da quando l’ombudsman è stato creato. Estrada dopo aver passato il suo periodo di carcere nella sua casa enorme o in ospedali lussuosi, fu perdonato dall’Arroyo nel 2007.

Secondo un rapporto del Michelsen Institute l’ufficio dell’Ombudsman manca di forte potere di indagine. Deve affidarsi alle agenzie di applicazione, alcune delle quali corrotte, per ottenere le prove. Alcuni casi non erano stati istruiti bene in precedenza al processo.

Perciò Conchita Morales si trova di fronte a sospettati ben finanziati e furbi, con legali costosi, ben connessi, avendo a disposizione un personale che non è considerato dei migliori, in un paese dove l’impunità è la regola, affrontando un caso tanto grande da non poter essere immaginato. Le auguriamo buona fortuna.
Asiasentinel

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