Epicentro Mondiale della pandemia, Indonesia si affida al mutuo aiuto

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L’Indonesia si attesta ad epicentro mondiale della pandemia con il suo nuovo primato di infezioni e di morti legate al Covid 19, mentre il governo corre ai ripari ed ammette di aver nascosto la gravità della situazione

Wisnu Sopian gira in lungo e largo sulla sua moto fidata per le strade bucoliche di Cipanas nella provincia indonesiana di Giava Occidentale.

Non è un viaggio di piacere, però, quello che il giovane studente universitario fa perché consegna alimenti da mangiare ed altre necessità giornaliere alle case di quei pazienti Covid-19 che sono in autoisolamento.

autoaiuto nell' epicentro mondiale della pandemia

Wisnu ha preso l’iniziativa di diventare un ragazzo che fa le consegne gratuitamente nella città dopo aver visto che i suoi amici in isolamento non riuscivano a soddisfare ai loro bisogni per svariate ragioni, per le durezze economiche o perché vivevano senza famiglia o senza familiari vicino.

“Su Twitter ho visto che in altre parti esiste un movimento dove i cittadini si aiutano tra loro. Nella mia regione però non esisteva un’iniziativa così ed ho pensato che dovevo intraprenderla visto che per i governi locali ci vorrebbe molto tempo per cominciare ad aiutare la gente”

Il giorno 8 luglio Wisnu mette il suo numero di telefono su Twitter in modo che i positivi di Cipanas potessero contattarlo nel caso avessero bisogno di alimenti, di latte e pannolini per bambini, o altre necessità. Quel pomeriggio giunse un messaggio da una persona a 33 chilometri di distanza dalla sua casa e dovette usare il proprio denaro per comprare da mangiare e consegnarli a domicilio.

Dopo aver postato altri messaggi in cui diceva di accettare donazioni pubbliche per le consegne, fa tre o quattro viaggi al giorno, ha raccolto circa 600 euro di cui ha speso più della metà. La distanza non è un ostacolo per lui facendo anche 40 chilometri per fare una consegna.

“Finché ho ancora il sostegno di donatori, penso che lo farò fino a che le restrizioni dell’emergenza non saranno tolte.” dice Wisnu.

Di queste iniziative di volontari ci sarà necessità nel breve periodo visto che l’Indonesia è diventata l’ epicentro mondiale della pandemia.

Domenica il paese ha contato 1093 morti legate al Covid-19 superando il Brasile in termini di numero di morti giornaliere, e lunedì ha fissato un altro record non ricercato con 1318 morti e 34257 nuove infezioni.

La crisi ha messo in ginocchio il già fragile sistema sanitario del paese mentre sono 218 i lavoratori della sanità che sono morti finora in questo mese secondo il gruppo Lapor Covid 19 che segue i dati della pandemia.

In totale sono morti 1439 lavoratori della sanità da quando è iniziata questa pandemia.

Le piattaforme dei media sociali sono diventate per gli indonesiani la fonte dove ricercare informazioni per chi ricerca un letto di ospedale, oppure ossigeno medicale, donatori di plasma e vaccini. Forniscono anche la linea di comunicazione salva vita per i pazienti lontani che cercano di consultare un medico.

Il dottor Riyo Pungki Irawan di Yogyakarta è tra i tanti che offrono servizi gratuiti di telemedicina ed ha organizzato un gruppo di 30 medici nel paese che usano la messaggistica per dare aiuto a migliaia di persone in autoisolamento con Covid-19.

“In un solo giorno ricevo fino a 500 messaggi su Whatsapp” dice il giovane medico il quale aggiunge che il grande numero di messaggi lo ha costretto a limitare le consultazioni ad una finestra di un’ora tra le 7 e le 8 della mattina dal lunedì al giovedì.

“Se non limito le mie ore di telemedicina lavorerei fino a notte fonda mentre comunque devo andare in ospedale la mattina” dice il dottore. “Ho superato il limite delle mie possibilità e sono davvero molto stremato”

Per ovviare alla scarsità di posti di ospedali, le autorità hanno trasformato appartamenti, palazzi del governo, stadi e posteggi nelle aree ad alto rischio in stanze di isolamento o di trattamento.

L’Indonesia ha anche ricevuto ventilatori, vaccini, ossigeno, kit di analisi ed altro materiale sanitario da partner commerciali come USA, Australia, India, Cina, Singapore e UAE.

Ma Riyo dice che sarebbero molto utili altri letti ed equipaggiamento medico se i medici e lavoratori in prima linea continuassero a morire per Covid-19 mentre i casi crescono ancora.

“E’ facile trovare e importare letti di ospedale e strutture ma non è facile rimpiazzare i medici. Questo virus si moltiplica più in fretta di quanto possono medici, infermieri e altri lavoratori”

Le restrizioni per Eid ul-Adha

L’Indonesia ha deciso di rafforzare le restrizioni di movimento in occasione del Eid ul-Adha, la festa che segna il culmine del pellegrinaggio annuale alla Mecca che inizia la prossima settimana.

I musulmani di tutto il mondo osservano questo giorno santo pregando nelle moschee, e poi sacrificando qualche animale di allevamento come mucche, capre o cammelli in cerimonie a cui partecipano tante persone.

Ma quest’anno ai musulmani indonesiani delle aree ad alto rischio è stato vietato di partecipare a queste celebrazioni, mentre i sacrifici si possono fare solo ai macelli. La carne sarà poi consegnata direttamente alle case per impedire gli affollamenti nelle moschee o negli spazi pubblici.

Dal 18 al 25 saranno limitati gli spostamenti nazionali solo ai lavoratori essenziali e ai casi speciali, quali le donne incinta e le visite ai parenti malati. Per i viaggi aerei, i passeggeri devono mostrare un test PCR negativo fatto nei due giorni precedenti alla partenza.

Non tutte le regioni seguiranno le regole stabilite dal governo nazionale. L’amministrazione della regione di Gowa nelle Sulawesi Meridionali, una zona ad alto rischio, ha stabilito che ai musulmani sarà ancora permesso di pregare nelle moschee il giorno di Eid ul-Adha.

“Raduni di massa, per qualunque ragione, hanno tutto quello che serve alla trasmissione del virus. Più aumenta la mobilità più cresce il rischio anche in considerazione della variante Delta” dice l’epidemiologo Dicky Budiman. “Le regioni fuori di Giava non devono sottostimare la minaccia. Se non si restringe la mobilità si troveranno di fronte ad una situazione analoga se non peggiore a quella di Giava”

L’epidemiologo prevede che l’attuale ondata di Giava raggiungerà il picco alla fine di luglio o metà agosto, e che la curva si abbasserà per la fine di settembre. Questa stima non cambierebbe anche se c’è una crescita di casi dopo Eid ul-Adha, per quanto il numero di infezioni e di morti e di ospedalizzazioni crescerà in modo significativo al picco dell’ondata.

Scuse pubbliche

Mentre le restrizioni al movimento è stato posto in essere a Giava e Bali dal 3 luglio, molti dicono che siano insufficienti perché la gente viola ancora le regole. Si guardi il caso di un passeggero positivo su un volo tra Giacarta e Ternate che ha usato il test negativo della moglie per poter viaggiare.

Nel frattempo hanno fatto molto arrabbiare gli indonesiani i video di due ministri indonesiani, Bahlil Lahadalia e Muhammad Lutfi, che camminavano vicino senza indossare mascherine in un viaggio di lavoro in USA, ritenuti privi di tatto e sensibilità di fronte alla tragedia che vive il paese.

Il presidente Joko Widodo ha vietato ai propri ministri, tranne che alla ministra degli esteri, di viaggiare all’estero senza il suo permesso.

Un’indagine della Indonesian Survey Institute della fine di giugno, prima dell’ultimo picco drammatico, ha mostrato che la fiducia nella capacità di Joko Widodo di gestire la pandemia è crollata al 43% degli intervistati contro il 56,5% di febbraio.

Secondo un editoriale del Tempo il governo aveva negato la gravità della situazione colpendo così tutti gli sforzi di controllare la diffusione della pandemia.

Il ministro in carico delle restrizioni alle attività di emergenza Luhut Pandjaitan, fedelissimo di Joko Widodo, ha dato le scuse del governo per quanto duramente è stato colpito il paese dalla pandemia.

“Dal profondo del mio cuore voglio chiedere le scuse a tutti gli indonesiani se la gestione della pandemia a Giava e Bali non è stata ottimale”

Resty Woro Yuniar SCMP

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