Esame preliminare della ICC sugli omicidi della guerra alla droga di Duterte

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L’Ufficio del Procuratore della ICC Corte Penale Internazionale ha confermato di aver iniziato un esame preliminare della ICC sugli omicidi extragiudiziali durante la guerra alla droga del Presidente Duterte.

Il procuratore del ICC, Fatou Bensouda, che ha ricordato di aver cominciato a seguire la situazione filippina sin dal 1 luglio 2016, ha detto che il suo ufficio ha deciso di perseguire un esame preliminare sulla situazione filippina “dopo un’attenta, indipendente ed imparziale valutazione dei comunicati e dei rapporti di documentazione dei presunti crimini”.

“L’esame preliminare nelle Filippine analizzerà i crimini presumibilmente commessi da parte dello stato almeno dal luglio 2016 nel contesto della campagna della guerra alla droga lanciata dal governo delle Filippine” ha dichiarato Fatou Bensouda.

“Mentre alcuni omicidi sono accaduti nel contesto di scontri tra e dentro varie bande, si accusa che molti degli incidenti accaduti hanno coinvolto omicidi extragiudiziali nel corso di operazioni antidroga della polizia.”

Continua la dichiarazione di Fatou Bensouda:

Secondo lo Statuto di Roma, le giurisdizioni nazionali hanno la fondamentale responsabilità di indagare e perseguire i responsabili dei crimini internazionali. Sottolineo che un esame preliminare non è una investigazione ma un processo di esame dell’informazione ottenibile per raggiungere una determinazione interamente informata se c’è una base ragionevole per procedere ad una indagine in base dei criteri stabiliti nello statuto di Roma. In modo specifico secondo l’articolo 53(1) dello Statuto di Roma, come procuratore, devo considerare le questioni di giurisdizione, di ammissibilità e gli interessi della giustizia nel far questa determinazione.

In conformità al principio di complementarità, che è una pietra miliare del sistema legale dello Statuto di Roma, e all’interno della struttura di ogni esame preliminare, il mio ufficio coinvolgerà le autorità nazionali interessate con la prospettiva di discuter e valutare ogni investigazione rilevante e processo a livello nazionale.

Nell’esercizio indipendente ed imparziale del suo mandato, il mio ufficio darà considerazione a tutte le prove e le considerazioni presentatele durante il corso di ogni esame preliminare, guidata in modo stretto dagli obblighi dello Statuto di Roma.

Non esistono orizzonti temporali di statuto sull’estensione di un esame preliminare. A seconda dei fatti e delle circostanze di ogni situazione, deciderò se iniziare un’indagine soggetta al controllo giudiziario come appropriato; continuare a raccogliere informazioni per stabilire una base legale fattuale sufficiente per produrre una determina; oppure declinare di iniziare un’indagine se non ci sono ragionevoli presupposti per procedere.

Reitero che il mio ufficio porta avanti il proprio compito con l’indipendenza completa e l’imparzialità in accordo al proprio mandato e agli strumenti legali applicabili della Corte. Nel procedere speriamo di poter contare sull’impegno completo delle autorità nazionali rivelanti nelle Filippine (e Venezuela)”.

La ICC fu creata nel 1998 con il trattato dell’ONU chiamato Statuto di Roma ed ha la giurisdizione su 124 paesi membri tra cui le Filippine che firmarono lo Statuto di Roma il 28 dicembre dl 2000 e lo ratificarono il 30 agosto 2011 durante la presidenza Aquino.

L’iniziativa della ICC nasce da due comunicazioni lanciate dall’avvocato filippino Jude Sabio, dal Senatore Antonio Trillanes IV e dal Parlamentare del gruppo Magdalo Gary Alejano nel 2017.

La ICC è il primo tribunale penale internazionale basata su un trattato che indaga su crimini gravi come genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e di aggressione per porre fine all’impunità.

Il palazzo presidenziale aveva già saputo di questa iniziativa e, per bocca dell’ex avvocato dei diritti umani Herry Roque, ha fatto sapere che il presidente “dà il benvenuto a questo esame preliminare perché non ne può più di essere accusato.”

Se le indagini vanno avanti è disposto a vedersela personalmente con l’ICC ed andare a rispondere.

La Commissione nazionale filippina per i diritti umani ha immediatamente dato la propria disponibilità totale.

Agnes Callamard, inviato speciale dell’ONU per gli omicidi extragiudiziali attaccata molto da Duterte, ha espresso la propria soddisfazione:

“Come ho avvisato ripetutamente, si sta sviluppando nelle Filippine una grande crisi dei diritti umani, caratterizzata tra le tante cose, da un gran numero di accuse di esecuzioni extragiudiziali e dal fallimento da parte dello stato di intraprendere indagini immediate indipendenti ed imparziali”

Nell’ottobre del 2016, la stessa Fatou Bensouda aveva messo in guardia il governo dicendosi “profondamente preoccupata su questi presunti omicidi e del fatto che le dichiarazioni pubbliche degli alti rappresentanti della repubblica filippina sembrano condonare questi omicidi”.

Si devono ricordare le ripetute dichiarazioni di Duterte in cui ha promesso impunità ai poliziotti che si fossero trovati sotto indagine per violazioni dei diritti umani.

Non solo. I poliziotti responsabili del rapimento a fine estorsivo e della morte dell’uomo di affari sudcoreano nel quartier generale della polizia a Manila sono stati tutti rimessi in servizio dallo stesso Duterte. La stessa cosa è accaduta per quei poliziotti che uccisero il sindaco di Ozamiz in carcere, Esperanza.

lascanas duterte
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Secondo l’avvocato filippino Jude Sabio, che in difesa di Edgar Motabato e Lascanas portò il 24 aprile 2017 la denuncia degli omicidi extragiudiziali dinanzi all’ICC, ci sarebbero almeno 1400 persone uccise dalle Squadre della Morte di Davao, quando Duterte era sindaco, ed almeno 7000 persone uccise sotto la presidenza Duterte nelle Filippine, secondo le stime della polizia nazionale filippina fino a gennaio 2017.

7080 totali delle morti nella guerra alla droga dal 1 luglio 2016

2555 sospette personalità uccise in operazioni di polizia fino a gennaio 2017

3603 casi di vittime sotto indagine fino a 9 gennaio 2017

922 vittime in cui sono state concluse le indagini

L’avvocato Sabio ha “esultato e vendicato” per questa decisione della ICC che metterà sotto esame Duterte e la sua corte come preludio all’indagine penale formale.

edgar motabato per esame preliminare della ICC

Insieme a Duterte ci sono almeno 11 rappresentanti del governo che potrebbero ricevere un mandato di cattura e rispondere davanti al tribunale internazionale di omicidio

Si ricorderà che Motabato e Lascanas furono i primi ad attaccare il presidente Duterte per gli omicidi extragiudiziali di Davao e le squadre della morte: Motabato confessò di averne fatto parte e Lascanas da capo della polizia di Davao di aver eseguito la politica di Duterte.

Le audizioni nel senato filippino di Motabato e Lascanas non approdarono a nulla per la connivenza ed il servilismo di molti senatori, e costano ancora il carcere a Leila De Lima, accusata di commercio di droga da grandi spacciatori già condannati al carcere a vita.

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