Esiste una democrazia parlamentare in Malesia?

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Che ironia che un coro di dirigenti dell’UMNO, Organizzazione nazionale dei malay uniti, abbiano accusato chi critica il primo ministro Najib Razak distrutto dagli scandali di “cercare di distruggere la democrazia parlamentare in Malesia”.

“La democrazia costituzionale ha un nuovo significato in Malesia ed è lo status quo del potere attuale” ha detto in privato uno degli avvocati costituzionalisti più importanti del paese. “Ci sono minacce persino contro di me per aver agito nella mia capacità professionale come avvocato costituzionalista per chi desidera trovare un cambiamento”.

La situazione non è nuova. Najib, accusato di aver rubato centinaia di milioni di dollari da chi paga le tasse dai critici ma non dalle agenzie di stato, non è la causa della crisi. E’ solo un sintomo di essa. Mentre UMNO ha dominato la politica sin dall’indipendenza nel 1957 sotto il Barisan Nasional il sistema attuale fu costruito in gran parte da Mahathir Mohamad nei suoi 23 anni di potere.

La crisi cominciò decenni fa, persino prima della sovversione delle corti da parte di Mahatir negli anni 80, sebbene quello sia stato un grande fattore che ha contribuito. Il BN ereditò una serie di leggi repressive dai coonialisti britannici compresa la legge di sicurezza interna che permette la detenzione illimitata senza processo. Sebbene la legge sia stata sospesa come una riforma da Najib nel 2012 fu sostituita da uno statuto altrettanto malvagio, articolo 124 del codice penale, che permette l’arresto di individui per “attività che danneggiano la democrazia parlamentare”.

Un’altra legge è quella della Stampa del 1984 che ha sostituito leggi coloniali simili e richiede che tutte le pubblicazioni ricevano una licenza annuale dal ministero degli interni.

Gli inglesi lasciarono in eredità La legge di sedizione del 1948 che vietava discorsi che “portavano aad odio o disprezzo o all’esercizio della disaffezione” contro il governo o minacciava “sentimenti di malessere e ostilità tra le razze”.

La legge di sedizione è stata usata ripetutamente mentre crescevano le proporzioni dello scandalo attuale la vittima maggiore potenziale è Clare Rewcastle Brown del Sarawak Report che ha avuto un ruolo fondamentale nel denunciare la corruzione connessa al 1MDB, il fondo di investimento statale che ha miiardi di debiti. Altri ad essere accusati di sedizione sono politici, attivisti, studiosi, giornalisti tutti indagati o già accusati.

Il nostro parlamento è un parlamento fantoccio; il sistema giudiziario compromesso; la burocrazia mediocre ed incompetente guidata da tanti lecchini; la nostra polizia che è guidata da un ispettore generale ci tratta come nemici dello stato non come cittadini che pagano le tasse e che dovrebbero essere protetti da criminali.” dice Din Merican docente universitario malay che insegna in Cambogia. “La gestione fiscale è nel casino totale poiché abbiamo un ministro delle finanze che considera la nostra ricchezza come se fosse sua e gestisce male l’economia. Abbiamo una corruzione rampante e abusi di potere.”

Le cose cominciarono a prendere la discesa verso il basso nel 1986 quando la più alta corte del paese decise che la cancellazione del governo dei permessi di lavoro di due giornalisti del Asian Wall Street Jornal era illegale. Quella fu seguita dalla decisione dell’alta corte di emettere un habeas corpus per il rilascio del capo dell’opposizione Karpal Singh dalla prigione.

Il giudice di allora Harun hashim dichiarò UMNO illegale e sciolse il partito. Un inviperito primo ministro Mahathir Mohammad licenziò il giudice capo e poi spinse il parlamento ad emendare la costituzione per dire che i tribunali hanno solo poteri giudiziari “come dati dalla nostra legge federale” facendo della Malesia il solo paese del Commonwealth le cui corti non hanno poteri giudiziali se il legislativo non si esprime in tal senso.

Di conseguenza le corti sono alla mercè del partito di governo come testimoniato da due processi farsa che hanno mandato in carcere il capo dell’opposizione Anwar Ibrahim contro tutte le prove, ed una lunga serie di decisioni che hanno ripulito i capi di governo nonostante le forti prove di colpevolezza.

La stessa democrazia è guasta con il sistema dei seggi che tiene l’opposizione distante. Si guardino le elezioni parlamentari del 2013 dove il BN ha perso di fatto con il suo 47.79% contro il 51.39 dell’opposizione che però ha avuto 89 seggi contro 133. Fu un’elezione vinta con una grande infusione di denaro chiaramente illegale, se sono vere le ultime rivelazioni per cui la “donazione” da 681 milioni di dollari di Najib doveva aiutarlo a vincere le elezioni. I grandi capi del patito al governo ignorano lo scandalo sempre più profondo poiché il primo ministro li ha pagati continuando i giri di corruzione celata per mantenere la loro fedeltà. In aggiunta le commissioni elettorali sono sotto la supervisione dell’ufficio del primo ministro facendone un organo senza denti.

Oltre ad essere bloccata dalla legge della stampa, l’idea di una stampa libera che dovrebbe tenere sotto controllo il governo, è stato sovvertita dal fatto che virtualmente tutti i grandi media, in inglese e malay compresi radio, televisioni e stampa, sono di proprietà dei partiti costituenti del Barisan. Najib ha usato i suoi poteri recentemente per chiudere i due giornali più critici, di proprietà del The Edge Group, per tre mesi dopo che avevano scritto dello scandalo 1MDB. I media online neutrali o ostili che sono più liberi ma soggetti a pressioni partigiane, sono costantemente minacciati di azioni legali impossibili da vincere nelle corti, oppure di sedizione ed altre accuse.

Il partito di governo è diventato anche bravo ad usare Islam come un bastone per colpire le altre etnie specie i cinesi, e per impaurire i villaggi rurali e tenerli in linea mentre si divide l’opposizione.

I capi di opposizione hanno accusato Najib con alcune giustificazioni di essere dietro la strategia di “governo dell’unità” per sostenere il Parti Islam Se Malaysia fondamentalista nel suo sforzo di applicarel a legge islamica Hudud nello stato del Kelantan che controlla. L’idea è di distruggere un’opposizione debole messa insieme sette anni fa da vari elementi disparati. Uno sforzo che sembra aver avuto successo con il PAS uscito dall’opposizione all’inzio del 2015.

E’ l’uso della religione per fini cinicamente politici che potrebbe essere la parte più pericosa della strategia dell’UMNO. Il gruppo dei 25, fatto di anziani burocrati, ex diplomatici, ha emesso una lettera a dicembre chiedendo la moderazione; hanno rinnovato la loro chiamata dicendo che l’imposizione del hudud direbbe al mondo che il paese ha abbandonato il suo percorso un tempo moderato.

Siamo diventati uno stato razzista e teocratico guidato da uomini e dnne che non sostengono più le tradizioni di dovere pubblico” dice Di Merican. Difficile non essere d’accordo.

John Berthelsen ASIASENTINEL

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