Espresso dell’insorgenza del viaggio nel mistero del meridione thai

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L’ espresso dell’insorgenza della Thailandia è un vecchio treno giallo sgangherato che attraversa le province meridionali di Songkla, Pattani, Yala e Narathiwat. Nasce nella capitale economica del sud ad Hat Yai e termina il suo viaggio a Sungai Kolok, una città pervasa dai neon del quartiere a luci rosse e centro del contrabbando sulla frontiera malese.

Sin dal 2004, una brutale insorgenza separatista fa di questo treno un obiettivo ricorrente del BRN, Fronte di Rivoluzione Nazionale, un gruppo armato che si batte per una patria indipendente per le province meridionali a maggioranza malay musulmana. Dall’impennata della violenza del 2004 sono state uccise oltre 7000 persone in questo conflitto della Thailandia Meridionale.

espresso dell'insorgenza
Richard Humphries, Kingdom’s Edge PRoject

Benché sia nato un processo di pace sin dal 2013 il treno è sempre stato l’obiettivo dell’insorgenza.

Lo scorso mese si sono avuti vari attacchi coordinati con bombe contro la linea ferroviaria nel meridione durante l’ultima settimana del Ramadan, gli ultimi di una serie di attacchi contro lavoratori ed infrastrutture della ferrovia negli scorsi 18 mesi.

A febbraio scorso, rimasero feriti otto membri delle forze di sicurezza da un esplosivo improvvisato mentre compievano un controllo di sicurezza quotidiano della ferrovia vicino Rueso a Narathiwat.

A dicembre rimasero uccisi da una bomba tre lavoratori della ferrovia mentre ripulivano i resti di una bomba precedente che aveva fatto deragliare un treno merci. Circa un anno prima, un treno deragliò per una bomba vicino al binario nella provincia di Songkla.

E’ quasi impossibile sapere il numero di attacchi a treni e infrastrutture connesse perché è sotto segreto. Secondo un articolo del 2007 del Malaysian Star

“Dai dati della ferrovia di stato per la regione meridionale si evince che da Marzo 2004, l’insorgenza ha attaccato treni, personale e proprietà delle ferrovie 42 volte ed ha causato 24 morti e 30 feriti”.

Secondo un giornale locale thailandese ci sono stati tra il 2004 e 2012 almeno 100 attacchi ai treni. A dicembre 2016 il BangkokPost riportava che dal 2004 il treno era stato attaccato decine di volte dall’insorgenza.

Il treno è principalmente usato dai poveri della regione che spesso non hanno altra forma di trasporto. E’ usato dagli studenti perché il trasporto verso le scuole della regione è molto carente. Le province del Meridione Thailandese sono tra le più povere del paese e, sebbene la maggioranza dei passeggeri del treno siano musulmani del posto, il treno è stato attaccato incessantemente dall’insorgenza che lo considera un obiettivo facile e simbolo dello stato thai.

La lista degli scontri è lunga. A marzo 2005 il treno fu fatto deragliare dopo aver subito due bombe ed essere stato mitragliato due volte dai separatisti che si nascondevano nella giungla vicina. Ad aprile 2007 molti passeggeri rimasero feriti dopo che fu mitragliato il treno. A giungo dello stesso anno il treno fu fatto deragliare a Pattani dopo la rimozione di tratti della rotaia da parte dell’insorgenza.

A giugno dell’anno successivo tre lavoratori thai della ferrovia ed un poliziotto furono uccisi in uno scontro a fuoco sul treno che era in movimento e molti altri passeggeri rimasero feriti. Ad aprile 2009 l’insorgenza mitragliò di nuovo il treno uccidendo un membro delle organizzazioni paramilitari del governo che era sul treno.

A luglio 2011, due parti differenti della ferrovia furono distrutte dalle bombe che interruppero il servizio per molti giorni. Ad agosto 2012 un altro mitragliamento del treno uccise un membro del gruppo locale paramilitare e furono trovati in seguito centinaia di bossoli lungo la linea ferroviaria.

Un altro attacco a novembre 2012 vide una bomba posta sul binario nella stazione di Bukit a Narathiwat che esplose all’arrivo del treno in stazione la domenica mattina. Tre persone rimasero uccise e 36 ferite, mentre due carrozze deragliarono ed il treno stesso fortemente danneggiato dallo scoppio.

Per molti anni la gente del posto ha viaggiato senza dover pagare il biglietto che però fu reintrodotto dopo il golpe militare del 2014.

Il treno dopo il golpe ha subito numerosi attacchi nel mese del Ramadan specie quando le famiglie ritornavano a casa per visitare i parenti. Sono questi attacchi che prendono di mira i servizi essenziali come i trasporti pubblici, l’amministrazione locale e le scuole a rendere meno attraente l’insorgenza del BRN alla popolazione musulmana negli ultimi due decenni.

Nonostante la minaccia costante della violenza, il viaggio attraverso il Meridione è estremamente ricco sia dal punto di vista visivo che sociale. Il variopinto panorama del meridione, le cittadine pittoresche, i piatti locali venduti alle stazioni e gli incontri con la gente del posto lungo il viaggio, rendono il viaggio sia nuovo che emozionante.

Ci sono sempre sul treno soldati e volontari della difesa anche perché forniscono la sicurezza ad ognuna delle 30 stazioni del percorso. E’ comune vedere nelle carrozze uomini che giocano a carte, che bevono tè mentre si fumano una sigaretta fatta a mano, e la pratica comune di vendita dei biglietti della lotteria e degli amuleti buddisti.

Il treno si ferma in alcuni dei distretti più pericolosi del meridione come Raman, Rueso, Rangae, Joh-ai-rong e Sungai Padi, che rendono il viaggio in treno tra Hat Yai e Sungai Kolok il tragitto più pericoloso nell’Asia del Sud Est e forse del mondo.

Il viaggio inizia nella stazione di Hat Yai che è stata ripetutamente colpita dall’insorgenza sin dal 1977 durante il precedente conflitto separatista.

Nell’uscire dalla stazione di Hat Yai si nota subito il cimitero dei treni, la distruzione e i resti dei vecchi treni colpiti custoditi insieme ad un’estremità della stazione.

Il treno comincia ad avventurarsi attraverso i quartieri degradati di Hat Yai e poi nelle dense foreste e lungo le colline ai margini della città. Dopo il movimentato centro commerciale e gli alti hotel di Hat Yai, il treno entra nelle città piccole e chiaramente ricche della provincia orientale di Songkla prima di attraversare parte della provincia di Pattani.

Il treno si ferma nelle stazioncine di Pattani come a Wat Chang Hai, un bellissimo ed elaborato complesso di tempi buddisti che funzionano da base improvvisata dei militari, e a Khok Pho che è un punto di transito per la provincia.

A salutare il viaggiatore che entra a Yala e che passa nel vecchi distretto commerciale musulmano della città è la vista di un tempio buddista abbandonato che ricorda l’esodo sostanziale dei thai buddisti dalla regione nei due decenni scorsi.

Yala è una città pianificata in modo elaborato che ha l’aspetto di essere segregata secondo linee religiose. Muri e posti di blocco sono disseminati su questa città prospera benché divisa. Dopo Yala, la linea è circondata da un tratto di campagna lussureggiante mentre il treno attraversa la provincia di Narathiwat.

La seconda metà del viaggio passa essenzialmente tra le zone rosse di Narathiwat che nei due decenni passati ha vissuto alti livelli di violenza. Benché siano viste come aree ad alto rischio, le città sono pittoresche e le stazioni ben tenute.

Nel passare tra le colline coperte a foresta si possono osservare i blocchi stradali, i bunker e le pattuglie che attraversano le campagne. Sono costanti lungo il percorso i richiami simili dell’insorgenza che cova nell’inquieta regione, come lo sono la vista delle moschee dipinte di tanti colori e i templi buddisti fortificati.

La destinazione finale è Sungai Kolok, una delle città thailandesi del vizio lungo la frontiera con la Malesia. E’ un vivace bandolo di contrasti, dal centro selvaggio e caotico di hotel, bar e club rumorosi alla periferia della città lungo il fiume dove si riesce a trovare uno stile di vita più autenticamente malay.

Il fiume Kolok, un vivace centro di contrabbando e di passaggio illegale della frontiera, fa da confine tra la Thailandia e Malesia. Centinaia di turisti malesi visitano la città ogni fine settimana, alla ricerca affannosa di vita notturna che non possono avere oltre il confine in Malesia.

E’ improbabile che in futuro l’Espresso dell’Insorgenza diventi un’attrazione per i turisti occidentali sia per l’isolamento geografico della regione che per la prolungata violenza nelle province meridionali.

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Richard Humphries, Kingdom’s Edge PRoject

Sebbene sia senza ombra di dubbio la ferrovia più assediata al mondo, è anche un viaggio senza uguali per un panorama selvaggio e poco conosciuto. Nonostante la storia di violenza e il continuo conflitto delle province meridionali, a caratterizzare questo percorso oscuro sono la scoperta, la bellezza, il mistero e l’incanto.

Dai vivaci mercati di Hat Yai alle colline coperte di nebbia di Narathiwat fino alla città decadente del peccato di Sungai Kolok, il viaggio cattura tutto ciò che è coinvolgente e apparentemente incoerente o contraddittorio sulle province meridionali della Thailandia.

Nella sua interezza, un viaggio sull’Espresso dell’Insorgenza serve come una sorta di panoramica di una regione unica, complessa e stratificata, dove risiedono diverse comunità che vivono insieme, ma separatamente.

Gerard McDermott e Richard Humphries TheDiplomat

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