Essere lavoratori stranieri infettati nei dormitori a Singapore

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Singapore si dibatte con la sua serrata parziale per contenere l’epidemia di COVID-19 che peggiora fino a raggiungere le centinaia di nuovi casi dal 1 aprile scorso.

Mentre si applicano forti multe a chi viola le regole, la crisi sanitaria porta all’attenzione il dolore della comunità molto colpita di lavoratori stranieri.

Il 13 aprile sono stati registrati 386 nuove infezioni e la nona morte dall’inizio dell’epidemia, con un totale di 2918 casi al 13 aprile. La maggioranza delle recenti infezioni colpisce i dormitori dei lavoratori stranieri in tutta la città stato.

Il cluster maggiore di Singapore, il dormitorio S11 a Punggol, ospita circa 13 mila lavoratori con 586 casi. Ci sono in totale 43 dormitori per lavoratori stranieri dove vivono 200 mila di lavoratori a bassa paga provenienti dall’Asia Meridionale.

Finora otto dormitori sono stati isolati e definiti dalle autorità “aree di isolamento”

Nella comunità allargata di Singapore la trasmissione locale avviene ad una velocità inferiore legata ad una seconda ondata di casi importati di residenti che tornavano da paesi come USA, UK e Malesia colpiti dal virus.

Secondo il ministero della sanità il numero di casi importati salì a metà marzo e scesi poi a zero.

Misure più stringenti da salvavita sono state introdotte il 7 aprile con la chiusura di scuole, negozi non primari e vietando raduni sociali.

E’ stato chiesto ai residenti di stare a casa ma possono recarsi nei negozi e farmacie per comprare alimenti ed altre cose essenziali.

Dal 12 aprile chi non pratica il distanziamento sicuro nei ristoranti e mercati sarà multato quando prima si dava soltanto l’avviso per chi commetteva l’infrazione per la prima volta. Le mascherine saranno obbligatorie per i clienti dei vari negozi.

“Il problema è di fatto l’aderenza” ha detto l’infettivologo Leong Hoe Nam che allude alle notizie di singaporeani che non seguono le regole del distanziamento spingendo le autorità a multare centinaia di persone.

I dormitori di lavoratori stranieri sono sotto una serrata totale e i loro residenti devono restare nelle loro stanze e confinati in alcuni casi a specifici piani dove risiedono.

Dovunque a condividere la stanza ci sono da 8 a 20 uomini, in condizioni che impediscono il distanziamento sociale per ostacolare la diffusione dell’epidemia.

“Ho paura siamo attenti al virus” ha detto un giovane manovale in quarantena ad un dormitorio vicino al luogo di lavoro non requisito. “Ma è meglio di andare a casa, perché ora sto qui. E’ sicuro”.

Poiché lavora dal 2011 nelle costruzioni a Singapore, il nativo di Dakha in Bangladesh guadagna 900 euro al mese, una cui parte le spedisce alla famiglia. I suoi guadagni sono stati colpiti dalla crisi economica causata dall’epidemia.

“Questo mese non posso mandare soldi perché l’impresa ritarda i pagamenti. Lo scorso mese hanno pagato”

Il premier Lee Hsien Loong nel suo messaggio televisivo del 10 aprile ha detto che il governo prova comprensibilmente a migliorare il benessere dei lavoratori stranieri per contenere la trasmissione del virus dove abitano, e che i salari saranno pagati dai datori di lavoro e riceveranno quanto serve per la loro salute.

“Sono venuti a Singapore per guadagnarsi da vivere lavorando duramente e dare qualcosa alle famiglie … ci sentiamo responsabili del loro benessere” ha detto il premier. “Faremo del nostro meglio per aver cura della nostra salute, sostentamento e welfare qui e permettere loro di tornare a casa in piena salute”

I rapporti iniziali di condizioni di vita squallide ed insalubri nei dormitori ha generato un grido di dolore generale fino a spingere Tommy Koh, ex ambasciatore all’ONU, a descrivere le condizioni come “una bomba a tempo che sta per esplodere” e come sciagurato il trattamento dei lavoratori stranieri.

Le autorità si sono subito messe in modo per migliorare le cattive condizioni nei dormitori con una nuova task force presieduta da Teo Chee Hean, ex ministro e fidato del premier, che ha il compito di creare strutture sanitarie e centri clinici nei dormitori oltre a gestire i pasti e la tenuta dei dormitori.

Christine Pelly di Transient Workers Count Too (TWC2) ha detto che ha i lavoratori dentro i dormitori adibiti a centri di isolamento attestano dei miglioramenti di alcuni dormitori.

“C’è uno sforzo concertato di provare ad affrontare le questioni. Lo vedo e credo che lavorano a sistemare le cose”, alludendo alle dichiarazioni del ministro del welfare di Josephine Teo.

Sebbene abbia detto della qualità migliore degli alimenti e del regime di pulizia migliorato, pone delle preoccupazioni sul fatto che la combinazione delle restrizioni di movimento e di sovraffollamento potrebbero ancora esporre i lavoratori sani al COVID-19.

“da quello che capisco ci sono azioni per diminuire la densità di persone nei dormitori. Si mettono sistemazioni alternative in varie parti della città. Sebbene ci siano condizioni dove il distanziamento sociale è molto difficile, dove ci sono le condizioni per una crescita dei cluster. Siamo ancora a questa preoccupazione”

Il 23 marzo, prima del recente salto nelle infezioni, TWC2 pubblicò una lettera ai giornali sul rischio innegabile che potesse scoppiare un cluster in un dormitorio dei lavoratori, chiedendo alle autorità di annunciare i piani per ricollocare i lavoratori nel caso di una epidemia.

“Le epidemie nei dormitori illustrano il problema del PAP, partito di governo, che ignora la società civile e la gente e pensare che loro sanno tutto” ha detto Paul Tambyah, politico di opposizione e presidente di Asia-Pacific Society of Clinical Microbiology and Infection.

“TWC2 aveva posto la questione dei dormitori affollati un po’ di tempo fa, ma i loro consigli sono stati sfortunatamente negati” ha detto l’esperto che ha paragonato la serrata dei dormitori alla nave da crociera Diamond Princess che divenne una culla delle infezioni dopo che il Giappone negò lo sbarco dei passeggeri.

Il militante dei diritti Jolovan Wham ha detto di credere che il governo abbia le risorse per risolvere il problema sul nascere, ma ha bisogno di fare di più per dare condizioni di vita decenti per assicurare meno trasmissioni possibile. I lavoratori stranieri “hanno bisogno di dormire in posti igienici, ben ventilati e con spazio sufficiente”.

Oltre 5000 lavoratori sono stati spostati in punti temporanei come appartamenti vuoti, parcheggi a più piani non utilizzati, caserme militari e posti in mare usati oer l’industria della pesca per ridurre la densità di popolazione ad alto rischio nei dormitori.

“Per controllare la diffusione nei dormitori bisogna separare i lavoratori dei dormitori al più presto” ha detto Leong. “Più li analizziamo migliore sarà il controllo. E’ imperativo individuare le persone anche se hanno sintomi deboli”

“Chi sta facendo lo screening i lavoratori dei dormitori lo deve fare in un tempo brevissimo, o esporranno gli altri lavoratori” ha detto il dottore che si attende che l’infezione diffusa su tutta la città raggiungerà il picco nelle prossime settimane mentre crescono le analisi e continueranno a crescere i casi di trasmissione non collegati.

Nile Bowie, Atimes

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