Estrazione della sabbia ed i rischi per i contadini del Sudestasiatico

Proponiamo qui la traduzione di un articolo di Skylar Lindsay , Estrazione della sabbia ed i rischi per i contadini del Sudestasiatico, apparso su ASEANToday.

L’autore affronta l’impatto ambientale che lo sfruttamento minerario intensivo della sabbia, causato dallo sviluppo di infrastrutture e dai lavori di reclamo del suolo ha sugli ecosistemi dei grandi delta dei fiumi della regione congiuntamente con l’impatto ambientale causato dalle grandi dighe cinesi e laotiane. In passato abbiamo qui presentato il caso cambogiano a Koh Kong come anche i casi delle grandi dighe come la Xayaburi

estrazione della sabbia pluviale
Sumaira Abdulali / CC BY-SA

“Era mia questa terra, erosa lentamente dalla riva del fiume e dopo un po’ l’intero pezzo di terra è del tutto crollato” dice Than Zaw Oo, un contadino che vive sul fiume Salween nello stato Mon del Myanmar meridionale ha detto alla Reuters di recente, aggiungendo che aveva perso i tre quarti della sua terra a causa dell’erosione e che ora si è accollato qualche migliaio di dollari di debiti per aver pagato i lavori di sistemazione per provare a salvaguardare la sua azienda agricola.

Mentre il COVID-19 scuote economie e le chiusure lasciano senza entrate molte persone, la pandemia pone grandi dubbi sulla sicurezza delle nostre fonti alimentari. L’agricoltura del Sudestasiatico è finora stabile, sebbene i contadini della regione già si trovino già da prima della pandemia di fronte a problematiche significative per la siccità ed il cambiamento climatico.

Ma i contadini ora vedono le conseguenze dell’estrazione della sabbia che si sta diffondendo a causa della domanda in cemento e vetro proveniente dalle città e dai progetti infrastrutturali.

Lungo i fiumi e le coste della regione, sono usate le draghe per estrarre la sabbia che è accatastata sulle chiatte da mandare nelle metropoli come Bangkok e Giacarta.

Il maggiore importatore di sabbia al mondo è Singapore che usa la sabbia per i suoi progetti di reclamo del suolo, mentre le fonti maggiori di sabbia della regione sono Cambogia, Indonesia, Malesia, Myanmar e Vietnam.

Secondo il rapporto del Programma Ambientale dell’ONU, UNEP, la domanda globale di sabbia si è triplicata nel ventennio passato fino a diventale 50 miliardi di tonnellate annue, la prima risorsa naturale al mondo. Nello stesso rapporto si dice che l’estrazione della sabbia porta ad inquinamento, allagamenti, impoverimento degli acquiferi e siccità.

L’impatto dell’estrazione della sabbia rende il sistema alimentare del Sudestasiatico meno resiliente e rende i contadini della regione più vulnerabili sia agli impatti climatici che agli shock della pandemia.

Quando si estrae la sabbia dai letti dei fiumi, cambia l’idrologia del fiume e fa danni all’ecosistema, distruggendo l’habitat dei pesci e togliendo i nutrienti necessari agli animali e all’agricoltura. L’estrazione dai letti dei fiumi porta all’erosione sia lungo i fiumi dove avviene il dragaggio e lungo le coste, dove i sedimenti dei fiumi rafforzano la terra. Nei delta dei fiumi l’impatto del dragaggio espone i contadini alla minaccia dell’intrusione delle acque salmastre.

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I contadini del Sudestasiatico perdono suolo a causa dell’erosione

L’erosione causata dall’estrazione della sabbia consuma il suolo dei contadini come Than Zaw Oo e potrebbe mettere in pericolo la catena alimentare birmana. Chi risiede lungo i fiumi Salween e Irrawaddy in Myanmar, dove si produce la gran parte della catena alimentare birmana, dice ai giornalisti e ricercatori che l’erosione ha accelerato da quando è cresciuta notevolmente l’estrazione della sabbia.

Marc Goichot, esperto del WWF per la regione Asia Pacifico per l’acqua, ha detto a Frontier Myanmar che il suo gruppo di lavoro ha trovato che il Delta del Irrawaddy è stato già eroso dalla rimozione dei sedimenti del sistema fluviale. Nel 2008 il delta fu scosso dal Ciclone Nargis che fece 138 mila morti e se il delta, zona di forte produzione agricola, ricevesse un altro ciclone simile oggi, subirebbe un impatto ben maggiore, secondo Goichot. Mentre i cambiamenti climatici portano a tempeste più frequenti ed intense nella regione, cresce anche il rischio di delta esauriti come Irrawaddy.

L’attuale boom nell’estrazione della sabbia in Myanmar è decollato in parte dopo che i divieti o le restrizioni all’esportazione fatti da Filippine, Malesia, Cambogia e Vietnam hanno portato in alto la domanda in Myanmar.

Estrazione della sabbia permette all’acqua marina di inondare l’agricoltura del delta del fiume.

L’impatto dell’estrazione della sabbia sul sistema delicato e vitale dei delta fluviali rende il delta vulnerabile all’intrusione di acqua salmastra a causa dell’innalzamento del livello del pare, specialmente il Delta del Mekong. Questo delta è uno delle regioni agricole più ricche ed è vitale per il sistema alimentare regionale e globale, dove vivono 20 milioni di persone si produce un quinto del riso di tutto il mondo.

Poiché l’estrazione della sabbia approfondisce il letto dei fiumi nel delta, aiuta l’acqua salmastra a penetrare meglio nel sistema fluviale durante la stagione secca. Letti più profondi e flussi inferiori implicano anche che l’acqua salmastra resta di più nel delta uccidendo i raccolti. Tra raccolti inferiori e minore entrate per i contadini l’intrusione di acqua salmastra pone grandi minacce all’agricoltura del delta. Quest’anno il danno ai raccolti si vedono fino a 110 chilometri dal mare.

Il problema è esacerbato dalla siccità e dell’eccezionale livello basso dell’acqua nel Mekong e nel lago Tonle Sap in Cambogia, fonte di un terzo dell’acqua che arriva nel Delta. Ci si attende che senza questo flusso, l’acqua salmastra si spingerà fino al 40% in più dentro il delta nella stagione secca.

Il delta è anche più vulnerabile ai cambiamenti idrologici di quanto si ritenesse in passato, da quando uno studio dell’università di Utrecht in Olanda ha mostrato che di media il delta è appena 0.8 metri al di sopra del livello del mare, due metri in meno di quanto prevedessero le misure precedenti.

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Secondo WWF e Commissione del Fiume Mekong, si estraggono dal delta del Mekong 55 milioni di tonnellate di sabbia all’anno, quasi il doppio da quanto apportato ogni anno dal fiume. La quantità annuale di sedimenti naturali, però, scende velocemente con la costruzione delle dighe idroelettriche. Uno studio del UNEP e SEI, Stockholm Environment Institute, del 2017 mostrava se che i governi del Basso Bacino del Mekong avessero portato avanti le 11 dighe previste sul percorso del Mekong, si sarebbe impedito al 94% dei sedimento di raggiungere il fiume.

Il letto del fiume in molte parti del basso Mekong cade fino a 30 centimetri all’anno. Tra estrazione della sabbia e dighe il Delta del Mekong potrebbe perdere perdere gran parte dei sedimenti che gli impediscono di essere cancellato dall’acqua salmastra.

La forte domanda tira l’estrazione illegale persino durante il COVID-19

Indonesia, Cambogia, Malesia e Vietnam hanno adottato divieti e regolamenti sull’estrazione della sabbia specialmente se esportata a Singapore. Ma gran parte delle loro industrie sono illegali. Tra il 2007 ed il 2016 appena il 3,5% della sabbia esportata dalla Cambogia a Singapore era stata registrata dal governo cambogiano.

In Vietnam il tasso di estrazione illegale della sabbia è cresciuto in modo significativo durante la serrata del COVID-19 secondo dei residenti. I residenti del distretto di Ba Vi di Hanoi denunciarono un forte aumento di chiatte di trasporto della sabbia nella loro area del Fiume Rosso. Simili aumenti sono stati denunciati dalla gente della provincia di Bihn Phuoc con camion che entravano e uscivano dalla loro comunità ogni giorno.

Le autorità vietnamite hanno provato a reprimere le attività illegali arrestando vari colpevoli senza però cancellare il problema. Il prossimo piano del governo sarà di porre multe sull’estrazione illegale e cambiare le leggi per riclassificare l’attività come furto.

Ma in un’economia precaria l’estrazione della sabbia offre rapidi pagamenti. Un carico di sabbia può portare da 700 a 1000 euro quando l’entrata media vietnamita è di 260 euro al mese. Il prezzo della sabbia sta salendo molto, quadruplicando dal 2017. Con l’impatto della pandemia i governi devono sostenere chi lavora nel campo per trovare alternative economiche.

Dalla erosione all’intrusione di acqua salmastra, il dragaggio dei fiumi introduce nuovi rischi che rendono i contadini della regione più vulnerabili quando molti sono preoccupati della stabilità della loro catena alimentare.

L’estrazione della sabbia pone l’agricoltura del Sudestasiatico in pericolo e senza regolamenti attenti e applicati bene oltre a fare qualcosa per ridurre la domanda, i contadini della regione avranno problemi nel nutrire la regione.