Eugenio Lopez lascia ABS-CBN. Gli oligarchi tremano?

ABS CBN filippina

Eugenio Lopez ha abbandonato la stazione televisiva e l’impero economico di famiglia cedendo chiaramente nella sua battaglia contro il presidente filippino

Eugeniio Lopez era l’ultimo nella fila di magnate filippini ad entrare in conflitto con Duterte che fece nella sua campagna elettorale la promessa di abbattere gli oligarchi.

Le dimissioni di Eugenio Lopez Gabby del 24 settembre scorso da presidente emerito del ABS-CBN, mentre il più grande network televisivo delle Filippine è al limite del crollo, sono viste come la lezione che può capitare ai grandi magnate se intralciano il percorso del presidente Duterte.

eugenio lopez
Eugenio Gabby Lopez, TheRappler

A maggio scadde la licenza televisiva della ABS-CBN e due mesi dopo i legislatori di Duterte bloccarono l’emissione di una nuova licenza, realizzando una promessa di due anni fa del presidente filippino.

Alla fine dello scorso anno la rete aveva uno share del 42% sorpassando di gran lunga il 30% della più stretta rivale, GMA Network, secondo i dati di Kantar Media Philippines, il cui direttore Jay Bautista stima che ABS-CBN aveva la fetta da leone delle entrate pubblicitarie in quel tempo del valore di 10 miliardi di euro.

Alla fine di agosto la rete era appena un’ombra di se stessa. Aveva cominciato a tagliare la propria forza lavoro di 11 mila persone ed aveva anche chiuso le proprie radio e televisioni, lasciando appena uno scheletro di persone per le notizie e per spostare il contenuto su internet, come ha detto Jing Reyes, che guida la divisione di affari correnti e notizie integrate del gigante televisivo. La direttrice aggiunge che altri licenziamenti potrebbero ancora seguire.

Duterte era pronto alla battaglia contro ABS-CBN dalla sua campagna presidenziale nel 2016. Disse di aver pagato una pubblicità elettorale quell’anno ma la rete non aveva mai usato quel materiale accendendo le ire del presidente anche per la lentezza con cui restituiva i costi. Comunque presentò una pubblicità d un senatore di opposizione che sottolineava la tendenza di Duterte all’uso di un linguaggio colorito, e pubblicò storie sui suoi presunti conti bancari segreti.

A marzo 2017 Duterte attaccò pubblicamente il maggior quotidiano del paese Philippine Daily Inquirer, e ABS-CBN per le loro notizie rudi, ingiuste e da spazzatura che riguardavano la sua guerra alla droga. Mise in guardia le famiglie Prieto e Lopez, che possiedono rispettivamente il quotidiano e la rete televisiva, sulla vendetta a causa del loro “karma”. Nel novembre 2017, la famiglia Prieto vendette le proprie azioni nel quotidiano.

Per quanto attiene la ABS-CBN, nel 2018 Duterte disse della rete televisiva:

“Non ve la lascio passare liscia. La vostra franchise finirà. Sapete perché ? Perché siete ladri”

Vi tratterà peggio

Questa non era il primo scontro di Lopez con un presidente difficile. Il predecessore di Duterte, Benigno Aquino III, “non era contento della ABS-CBN” come accadeva sempre con le amministrazioni secondo un anonimo personaggio imprenditoriale.

eugenio lopez gabby

Eugenio Lopez provò prima a rinnovare la licenza del ABS-CBN nel 2014 durante la presidenza Aquino per ritirare la domanda dopo che il presidente del tempo fece capire che non l’avrebbe sostenuta, secondo una fonte, cosa che però il portavoce presidenziale di allora Edwin Lacierda nega.

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Mentre la relazione di Eugenio Lopez con Duterte incontrò immediatamente delle difficoltà, Lopez era parso non essere turbato dalle minacce del presidente. Durante un incontro di azionisti dell’aprile 2017, i magnate dei media era ottimista sulla possibilità di avere una licenza.

“Non siamo passati attraverso un’amministrazione che, in un momento della sua esistenza, non abbia avuto problemi con i media in generale e ABS-CBN in particolare” disse Lopez alla riunione. “Fa parte del nostro lavoro di una istituzione dei media. Basta dire il nostro modo di trattare questi problemi non sarà visibile a tutti ma solo privatamente”

A febbraio scorso, in una audizione al senato per il rinnovo della licenza alla ABS-CBN, il senatore Christopher Go, già capo aiutante di Duterte, diede un altro avviso:

“Tutto ciò che il presidente vuole sono notizie giuste. Se vi comportate male col presidente, vi tratterà peggio”

Fonti della ABS-CBN hanno detto a TWIA che Eugenio Lopez aveva fatto l’errore di essere lento nel restituire la somma che Duterte aveva pagato per le pubblicità non mandate in onda. La compagnia aveva pagato una prima parte della somma a Duterte, ma quando inviò le restanti somme, Christopher Go che lavorava ancora per il presidente allora disse a ABS-CBN di tenersele strette, cosa secondo le fonti che diede a Duterte nuove armi per attaccare Lopez e la rete.

Era un Eugenio Lopez più mansueto quello che apparve in parlamento a giugno per implorare di ricevere la licenza in una sessione che lo vide rispondere ad una selva di domande tra cui la sua cittadinanza.

La costituzione filippina vieta a stranieri di possedere aziende dei media, e Lopez aveva viaggiato usando un passaporto americano.

Ci volle il suo consulente legale per spiegare che, poiché Lopez era nato a Boston da genitori filippini, gli era consentito di tenere la cittadinanza duale Americana e Filippina, ma prima dovette recitare l’inno patriottico.

Nonostante essersi sottoposto ad una intensa e talvolta umiliante selva di domande, il comitato parlamentare votò con 70 voti a favore ed 11 contrari a rigettare l’emissione di una nuova licenza alla ABS-CBN.

Distruggere gli oligarchi

Ci sono molte ipotesi sulle ragioni delle dimissioni di Eugenio Lopez. Secondo alcuni analisti potrebbe essere il modo per raffreddare la situazione, o forse proteggere l’impero familiare, che include anche l’impresa energetica First Gen, la rete immobiliare Rockwell Land e varie altre imprese industriali.

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Alle sue dimissione del 24 settembre in cui abbandonava il ruolo di direttore in altre compagnie della sua famiglia, Eugenio Lopez disse di farlo per “ragioni personali”. Benché non sia stato possibile raggiungerlo per un commento, gli osservatori dicono che aveva vissuto il destino di altri magnate che avevano affrontato Duterte nel modo errato.

La chiusura di ABS, secondo la fonte anonima “certo manda un segnale. E’ un gioco puramente autoritario. Quando si ha un’impresa di cui si ha cura, con azionisti e lavoratori, ad erigersi contro Duterte bisogna pensarci due volte. La comunità degli affari è quella più facile da far tremare”.

Ron Acoba, fondatore e direttore della Trading Edge Training and Consultancy, dice che quello che è successo a Lopez era più o meno lo stesso scenario in cui si era trovato Roberto Ongpin, che Duterte aveva preso di mira come un esempio quando assunse la presidenza come l’oligarca che voleva “distruggere”.

Ongpin, che al tempo era nel Consiglio di amministrazione del SCMP, possedeva la compagnia di gioco online Philweb prima che la sua licenza fosse revocata dal governo Duterte nel 2016, dopo che le filippiche del presidente contro “oligarchi che ottengono privilegi concessioni, licenze con la loro saliva come unico capitale”

“In modo simile a Philweb, ABS-CBN fu messa spalle al muro mentre il governo non rinnovava la licenza” dice Ron Acoba.

“Roberto Ongpin fu essenzialmente costretto a dimettersi mentre il presidente lo sfidava pubblicamente. Le sue azioni furono poi vendute a Gregorio Araneta che era in termini di amicizia con l’amministrazione. La compagnia ha poi ricevuto la licenza di operare. Le dimissioni di Lopez potrebbero essere un passo nella stessa direzione”

E’ un’ironia che Araneta provenga da una famiglia ricca e politicamente potente. Possiede 19 compagnie in gestione di immobili, miniere, nel settore energetico e dei trasporti, e sua moglie Irene Marcos, sorella dell’ex senatore Bongbong Marcos e della senatrice Imee Marcos, alleati stretti di Duterte.

“Se si studiano le grandi imprese nel Sudestasiatico, la maggioranza se non proprio tutte, sfortunatamente hanno un rapporto di patrocinio con il governo” dice Acoba secondo cui, poiché Lopez e ABS-CBN non collaboravano con Duterte, l’impresa non ha più “un futuro possibile” mentre le sue azioni hanno perso il 90% del prezzo al suo apice nel 2016.

Per Jing Reyes, il nuovo capo di ABS-CBN, tutto quello che resta alla compagnia è continuare nel giornalismo mentre ci si tiene stretti all’esistenza con un filo.

“Proviamo tutti essenzialmente a sopravvivere”

Raissa Robles, This Week in Asia, SCMP