Europa dona vaccini al Vietnam per rafforzarne la ripresa dalla pandemia

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La Unione Europea ha un grande interesse nel rafforzare la ripresa dalla pandemia del Vietnam, suo grande partner commerciale nel Sudestasiatico, anche per avere una presenza geopolitica europea nella regione Indo-pacifico.

La scorsa settimana Italia e Romania sono stati gli ultimi paesi europei a donare al Vietnam dosi di vaccino anticovid, dopo le dosi consegnate ad Hanoi da Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Francia.

la ripresa dalla pandemia passa per i vaccini

Sarebbero 2,6 milioni di dosi che gli stati della UE hanno donato o promesso di fare al Vietnam che rappresenta un attore importante nella politica in Asia.

Oltre a queste dosi il Vietnam è il maggior accettore di vaccini attraverso il progetto OMS del COVAX che ha ricevuto circa un terzo del suo finanziamento dagli stati europei attraverso l’iniziativa Team Europe. (La UE ha dato 3 miliardi di euro al progetto COVAX secondo i commenti di Jutta Urpilainen della Commissione Europea DW ed i vaccini raggiungono i vari paesi con l’etichetta ONU. )

“C’è un differente insieme di motivazioni tra i paesi europei che mettono insieme gli interessi nazionali con l’altruismo” sostiene il professore australiano Carl Thayer. “Fornire donazioni di vaccini al Vietnam è la risposta logica a queste motivazioni”.

Fino al 30 agosto è stato vaccinato solo il 2,6% della popolazione vietnamita, il tasso più basso nella regione. La ragione è in gran parte che il governo vietnamita aveva scelto di concentrarsi sullo sviluppo di propri vaccini nazionali, uno sforzo con successo altalenante. Il governo di Hanoi si attente che questi vaccini prodotti in Vietnam siano a disposizione agli inizi del 2022.

Gli esperti hanno accusato il governo vietnamita di arroganza dopo che parve non aver fretta a procurarsi i vaccini quando era possibile farlo. Il Vietnam nel 2020 aveva registrato 1465 infezioni e 35 morti mentre la sua economia era una delle poche a vedere una crescita.

Negli ultimi mesi l’epidemia gli si è invece rivolta contro con la diffusione della variante più contagiosa delta tanto che il 96% dei 470 mila casi del Vietnam si sono registrati dopo il primo luglio.

Lo studioso Le Hong Hiep del ISEAS–Yusof Ishak Institute di Singapore dice che i governanti vietnamiti sono molto attivi a fare pressioni per ricevere donazioni di vaccino.

“Nei mesi scorsi in ogni incontro con paesi esteri, i capi vietnamiti hanno chiesto loro di aiutare il paese a trattare la pandemia particolarmente nella condivisione dei vaccini”

L’ambasciatore Giorgio Aliberti che guida la delegazione della UE in Vietnam ha promesso in un incontro del 1 giugno col presidente vietnamita Nguyen Xuan Phuc di aiutare a procurare donazioni di vaccini dai governi europei.

Secondo Aliberti, “le recenti donazioni da vari paesi membri UE riflette naturalmente la difficile situazione della pandemia negli ultimi mesi in Vietnam e la richiesta di aiuto fatto dal governo del Vietnam”

Si ha la sensazione che i paesi europei ripagano gli aiuti che il Vietnam diede quando la pandemia colpiva tutto il continente europeo lo scorso anno.

“Nei primi giorni della pandemia quando l’Europa era in una situazione peggiore, il Vietnam donò equipaggiamenti protettivi individuali e maschere a molti paesi tra cui alcuni europei” ha notato Huong Le Thu del ASPI.

Ad aprile 2020 il Vietnam donò oltre 550mila maschere a Francia, Germania, Italia, Spagna e UK. Varie associazioni di amicizia e gruppi della diaspora in Europa giocarono un ruolo importante nel donare materiale di protezione e raccogliendo fondi di sostegno locale in un momento che la pandemia cresceva in tutta Europa.

Gli analisti però pensano che non ci sia in azione solo altruismo: la UE ha l’interesse economico in una ripresa dalla pandemia quanto prima possibile e a questo fine ci vuole una vaccinazione quanto più diffusa possibile.

Per la UE il Vietnam è il 15° partner commerciale ed il maggiore del Sudestasiatico, un’area in cui Bruxelles ha interessi di sviluppo economico e interessi geopolitici.

L’accordo di libero commercio EU Vietnam, il secondo patto commerciale firmato da Bruxelles con un paese della regione dopo quello fatto con Singapore, entrò in vigore a metà del 2020.

Huong Le Thu del ASPI ha notato che le imprese americane come Nike, Adidas e Apple, la cui catena di rifornimento in Vietnam ha subito rallentamenti a causa della pandemia, hanno spinto il governo USA a donare vaccini al Vietnam con la consegna conseguente di milioni di dosi.

Insieme alla sua importanza economica il Vietnam è uno dei paesi chiave nella geopolitica della regione dell’Indo-pacifico dove i paesi europei vogliono assolutamente avere una presenza.

Quindi secondo Tuan Le Anh dell’istituto di ricerca finanziaria Dragon Capital, la donazione di vaccini al Vietnam “fa parte di una spinta più vasta geopolitica da parte dei paesi europei per acquisire influenza e buona reputazione dal governo Vietnamita”

Il Vietnam inoltre è stata molto attiva nel denunciare l’attività aggressiva cinese nel Mare Cinese Meridionale dove Hanoi e Pechino vantano diritti i competizione sullo stesso territorio.

Germania e Francia di recente hanno iniziato a fare operazioni di libertà di navigazione in quelle aree di mare, mentre Bruxelles dovrebbe a breve rilasciare la propria posizione strategica sull’Indo-Pacifico.

Fondamentale per le ambizioni della UE è avere amicizia forte e di lungo corso con il Vietnam.

David Hutt DW

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