Evento del Tablighi Jamaat al centro della diffusione COVID-19 in Malesia

Sotto lo scrutinio internazionale vi è ora un movimento islamico conservatore Tablighi Jamaat dopo che un raduno di massa che ha organizzato in Malesia è diventato fonte di centinaia di infezioni da Coronavirus in alcuni paesi che combattono la pandemia globale.

Le autorità malesi indicavano venerdì che 624 dei 1030 casi di COVID-19 erano legati ad un raduno organizzato in una moschea di Kuala Lumpur dal movimento missionario Tablighi Jammat di stanza in India.

Due delle tre morti per COVID-19 in Malesia hanno visto partecipanti all’evento affollato alla moschea Sri Petaling che si svolse tra il 27 febbraio ed il primo marzo.

Le autorità sono riuscite ad individuare almeno 10533 dei 16000 partecipanti dopo che uscirono le notizie sull’epidemia, secondo il direttore sanitario nazionale malese Noor Hisham Abdullah.

All’evento parteciparono circa 1500 stranieri, provenienti da Indonesia, Filippine, Singapore, Brunei, Cambogia, Thailandia e Vietnam, tanti dei quali sono restati infettati dal virus.

Restano ancora da rintracciare migliaia di malesi che non si sono fatti avanti nonostante gli sforzi notevoli delle autorità malesi.

“Comprendo la preoccupazione per il gruppo di Tablighi, ci sono 4000 di loro che devono essere ancora identificati” ha detto il ministro della difesa Ismail Sabri Yakkob. “Mentre la polizia ha detto che inizieranno questo lavoro di ricerca, spero che chi andò a quell’evento si faccia controllare volontariamente”.

La Malesia ha il numero maggiore di casi di COVID-19 nel sudestasiatico superando il Giappone nel diventare il terzo paese asiatico col terzo maggior numero di casi dopo Cina e Corea del Sud, secondo i dati compilati dagli esperti di malattie infettive dell’americana Johns Hopkins University.

La diramazione malese del Tablighi Jammat, che nacque in India negli anni 20, è apolitico ed è accettato dalla comunità musulmana locale, ma la riluttanza dei suoi membri a rispondere alla richiesta delle autorità malesi a sottoporsi al test del COVID-19 ne ha macchiato l’immagine.

“Nulla di male è accaduto prima. Solo questa volta si sono trovati in mezzo al virus” ha detto Ahmad el-Muhammady della International Islamic University of Malaysia.

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Ahmad ha detto che il governo deve prendere una posizione dura contro chi rifiutasse di essere controllato: “E’ un atto responsabile”.

Il giurista e studioso islamico Mohd Asri Zainul Abidin si domanda della chiara attitudine indolente tra i membri del Tablighi rispetto al presentarsi a farsi controllare per la presenza del virus implicando che qualcuno possa deviare dai precetti dell’Islam.

“La ragione per cui Allah invia la sua religione è per il benessere dell’essere umano. La religione non insegna ai propri seguaci ad autodistruggersi”

“Non c’è alcun insegnamento religioso che parla di fare del male a se stessi. Ma alcuni membri sembra non abbiano capito questa cosa” dice il religioso.

La diramazione malese del Tablighi Jaamt ha il proprio centro nella Moschea Sri Petaling ed ha organizzato programmi vari che coinvolgono partecipanti locali ed internazionali.

I migranti indiani musulmani del Tabligi Jamaat iniziarono questa diramazione negli anni 60 particolarmente nelle aree a maggioranza malay come Kedah, Perak e Terengganu, secondo lo storico Khairin Sharep del dipartimento di storia della Università Pendidikan Sultan Idris.

“L’introduzione della lingua Malay e dei predicatori locali nel movimento Tablighi in quei tempi diede l’inizio di una strategia di introdurre un movimento Tablighi Jammat malese”

Negli anni 70 il movimento usava la moschea Ar-Rahman dell’Università di Malaya per attrarre nuovi membri, dice lo storico che aggiunge che operava come una organizzazione sciolta ed attenta a predicare le missioni.

“Questa mancanza di struttura organizzativa specifica è tale che i seguaci si concentrino sugli sforzi di predicazione senza dare enfasi alle posizioni o titoli”

Un membro della comunità Tablighi Jammat che ha detto di chiamarsi Zakariya ha definito l’epidemia di COVID-19 una prova di Allah.

“Non onoriamo gli obblighi di continuare totalmente il lavoro del Profeta ed Allah ci vuole fare pentire ed essere più diligenti nel futuro” dice Zakariya, un impiegato di Kota Kinabalu di Sabah.

Ha chiesto scusa per chi non si è presentato per farsi fare il test.

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“A causa degli errori di pochi, tutti i membri del movimento sono posti sotto una cattiva luce. Nell’Islam l’insegnamento è chiaro. Obbedisci al tuo governo finché non ti chiede di fare delle cattive cose, haram.”

Rinunciare a tutto

Farish Noor, docente universitario che vive a Singapore e che per sette anni ha studiato il movimento Tablighi Jammat, dice che “ha posto una enfasi enorme sul bisogno che i credenti singoli rinuncino al proprio ambiente sicuro, uscire nel mondo per vedere in faccia le sfide e la durezza, e rinunciare a tutte le cose materialistiche e mondane”

Nel suo articolo di opinione su The Straits Times di Singapore, professore associato al S. Rajaratnam School of International Studies, dice che il movimento è in gran parte benigno.

“Non ha mai cercato lo scontro con le altre comunità di fede perché confina le proprie attività agli altri fedeli musulmani, e non ha mai avuto ambizioni politiche, perché considera la politica come una cosa terrena e quindi una distrazione dalla fede e dall’amore per Dio.” ha scritto.

Il movimento Tablighi Jamaat non opera solo in India e Malesia.

Organizza un evento all’anno che di solito cade a gennaio come è stato il caso nel 2020 sul luogo del Bishwa Ijtema a 18 chilometri dalla capitale del Bangladesh Dakha.

Gli organizzatori dicono che l’evento annuale nel Bangladesh attira oltre 5 milioni di musulmani ed è secondo solo al Jajj a Mecca in termini di numero di persone.

Un evento molto minore era stato pensato in Indonesia per domenica ma è stato cancellato all’ultimo minuto per le preoccupazioni del COVID-19.

Giovedì il portavoce del movimento Ali Yubra Kamaruddin ha detto che 8000 pellegrini che erano già giunti in Indonesia per il raduno nella provincia delle Sulawesi Meridionali erano stati posti in quarantena.

“Questo bisogno di viaggiare, che secondo la descrizione fattami da alcuni membri è come essere in uno stato di pellegrinaggio permanente, è al cuore dei precetti del movimento Tablighi Jamaat che si definisce movimento di rinnovamento della fede” ha scritto Farish.

“Quando si formò il movimento nell’India del Nord agli inizi del XX secolo, considerava lo stato dei musulmani orrendo. I fondatori del movimento sostenevano che la fede di molti musulmani era stata indebolita a causa del loro attaccamento a tutto ciò che è mondano e materialistico, e credevano che si deve rinunciare agli attaccamenti alle cose terrene per essere davvero liberi di credere sinceramente”.

Hadi Azmi e Zam Yusa Benarnews