Fede nella monarchia thai e manifestazioni di studenti a Bangkok

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Sabato Bangkok ha visto radunarsi attorno al Monumento Della Democrazia migliaia di giovani in una manifestazione che non si vedeva da anni dopo il golpe militare e che si è protratta durante la notte.

Le migliaia di giovani chiedevano che finissero le minacce contro le persone, che si sciogliesse il parlamento, si riscrivesse la costituzione e che il governo Prayuth se ne andasse a casa perché totalmente inefficiente nel governare il paese.

Fede nella monarchia thai

Mentre il numero ufficiale di infezioni è quasi nullo, resta in vigore un decreto di emergenza che sta finendo di strangolare l’economia di un paese che, in questi anni di governo militare dopo il golpe del 2014, è andata collassando anche perché la crisi del COVID-19 e la chiusura del paese ha chiuso uno dei settori vitali della Thailandia, il turismo.

“Il governo non si interessa di noi, quindi o usciamo fuori oppure perderemo comunque” dice ad AFP un giovane. “La legge protegge i ricchi e lascia la gente senza nulla”.

Quando a settembre lasceranno la scuola, 500 mila studenti finiranno disoccupati senza un minimo di sistema di welfare a proteggerli in un momento in cui si teme che il crollo del PIL thailandese arriverà al 10% rispetto all’anno precedente per il crollo delle esportazioni e del turismo.

Fede nella monarchia thai

Visibili anche molti manifesti in cui si chiede la “fine della legge 112”, la draconiana legge di lesa maestà thailandese che vieta la diffamazione del re, regina e principe ereditario e che sotto il regime militare di Prayuth Chanocha è stato pesantemente usato per reprimere la pur minima critica o discussione sulla monarchia. “Dovevamo uscire fuori, non ci è rimasto nient’altro”

Nel pomeriggio ha suonato alla manifestazione la band Rap Agaist Dictatorship con un nuovo pezzo contro il potere costituito dei militari.

E’ stata presa di mira anche la gestione del COVID-19 che ha visto un nuovo scandalo quando a dei militari egiziani è stato permesso di andarsene in giro per Rayong nella Thailandia Orientale nonostante fossero in quarantena. Due studenti che a Rayong protestarono contro Prayuth a Rayong furono detenuti brevemente ed erano presenti a Bangkok.

“500 mila di noi stanno per perdere il proprio lavoro. Come possiamo andare avanti. La pandemia è stata quasi contenuta ma il governo ha fatto cadere la guardia permettendo a personalità importanti di entrare” ha detto un manifestante. “Vogliamo che il governo faccia due cose. La smetta di perseguitare le persone e sciolga il parlamento perché il governo è totalmente incapace… Abbiamo ereditato qualcosa di brutto sotto forma della costituzione del 2017 che prolunga il potere di governo dei militari. Abbiamo bisogno di fare un nuovo governo che appartenga davvero alla gente”.

“Il decreto di emergenza è stato usato per controllare la gente” ha detto un leader delle Unioni Studentesche della Thailandia.

Un altro tema che è entrato in questa manifestazione è stato quello della scomparsa di Wanchalearm a Phnom Penh che in molti credono sia stato operato dai militari thailandesi. Di questi giorni è la notizia del ricovero coatto di un uomo che indossava una maglietta che aveva un motto scritto:

“ Ho perso la fede nella monarchia ”.

Durante la manifestazione ci sono stati alcuni momenti di tensione, quando la polizia ha provato ad arrestare due manifestanti che protestavano contro la monarchia. La folla stessa ha poi costretto la polizia a rilasciare i due e tutta la dirigenza della manifestazione è potuta tornare alle proprie case, dopo aver chiesto ai partecipanti di disperdersi a sera inoltrata.

Nella giornata di domenica invece le proteste si sono avute a Chiang Mai e Ubon Ratchathani dove sono state fatte le medesime richieste: fine del governo Prayuth, scioglimento del parlamento ed una nuova costituzione.

Traduciamo un commento di Pravit Rojanaphruk per Prachatai sull’ospedalizzazione di un dissidente thai.

Dissenso e pazzia in Thailandia di Pravit Rojanaphruk, Prachatai

Non è passato neanche un mese da quando Prayuth disse alla stampa che Sua Maestà il Re aveva dato istruzioni di non usare la legge di lesa maestà. Ora vediamo un nuovo protocollo usato dall’amministrazione che è persino più inquietante.

Invece di usare la legge anacronistica e controversa, un uomo che insisteva nell’indossare una criticata maglietta è stato portato con la forza in un ospedale psichiatrico.

L’uomo contro la cui volontà è stato fatto il ricovero coatto è un residente di Khon Kaen, Tiwagorn Withiton la cui unica colpa è di indossare una maglietta bianca su cui era scritto: “Ho perso la fede nella monarchia”.

Il fatto si è saputo nella terza settimana di giugno, ed ora tre settimane dopo che Tiwigorn ha ricevuto la visita di polizia e governo, il Prachatai ha confermato che l’uomo si trova nell’ospedale psichiatrico Rajanagarindra di Kohn Kaen

Questo è ciò che gli hanno fatto dopo vari tentativi di convincerlo a liberarsi di questa maglietta da parte di una decina di ufficiali di polizia e di militari del ISOC.

“Risposi che era impossibile perché tenevo solo una maglietta che potrebbe non piacere a qualcuno ma probabilmente non sarebbe arrivata a causare del caos. Quando mi hanno chiesto ‘cosa succede se qualcuno ti attacca fisicamente e afferma che è stato il governo per calunniarlo?’ ho risposto ‘se accade spero che il governo davvero faccia un’inchiesta’” ha scritto il Prachatai.

Secondo il Prachatai online sua madre disse che l’uomo, una ex-maglietta rossa era depresso. La donna poi “accettò la proposta dei militari” di portare il figlio in un ospedale dove sarebbe stato tenuto per trenta giorni per indagini psicologiche.

Il computer ed i telefonini gli sono stati anche confiscati.

Ditemi se questa è una prospettiva migliore per la Thailandia. Ditemi se questo è meglio di usare la legge di lesa maestà per quanto severa ed anacronistica sia col suo minimo di carcere di 15 anni.

Prachatai è riuscita a contattare Tiwagorn che ha detto di stare “bene”. Ma per quanto?

Internare un uomo sano in un istituto psichiatrico danneggia.

Chiesi all’avvocato dei diritti umani Arnon Nampa per telefono e ha detto che dal momento che la madre di Tiwagorn diede il suo consenso al ricovero del figlio presso l’ospedale psichiatrico, l’uomo non ha rappresentanza legale dal 9 di luglio.

“E’ trattato come un paziente e dipende dal dottore se permettere le visite o no. Questo è al di là del regno della legge”.

Tiwagorn aveva detto in precedenza di essere stato spinto a mettere su Facebook la sua maglietta dopo la scomparsa forzata di Wanchalearm Stsaksit a Phnom Penh a giugno.

Questo non è un pazzo ma un uomo profondamente disturbato dalle faccende attuali e ha deciso di gridare con tutta la voce qualunque sia il costo.

Tiwagorn su Facebook lo scorso mese scriveva “perdere la fede nella monarchia non è la stessa cosa di voler abbattere la monarchia. E’ come sentire dentro il tuo cuore qualcosa di simile al disinnammorarsi o al perdere la fiducia di qualcuno … Non è costringere chi ha perso la fiducia a riprendersela usando la violenza”

Ditemi se una persona così è pazza.

Ora temo che Tiwagorn possa uscire da pazzo dopo un mese dentro un’istituzione psichiatrica a causa “di un trattamento” e del mero fatto di essere circondato da persone affette da condizioni psichiatriche.

Sebbene la sezione sei della costituzione richieda ai thai di riverire la monarchia, è chiaro che alcuni thai non riescono più a continuare a fare finta. Alcuni fuggirono all’estero e alcuni di loro sono finiti misteriosamente scomparsi durante l’esilio. E se si è ancora in Thailandia ti possono mettere dentro una casa di matti come hanno fatto con Tiwagorn.

Tiwagorn aveva ragione nel dire che non si possono costringere le persone ad avere fede in qualcosa quando non ne hanno più.

Invece di accettare il fatto e trovare i modi per ripristinare quella fede le autorità thai hanno scelto di rinchiudere l’uomo dentro un ospedale psichiatrico.

Questo non restaura la fiducia, quanto piuttosto avere l’effetto opposto, non solo su Tiwagorn ma su ogni persona sensata che venga a sapere del suo destino.

Ditemi ora se le autorità thailandesi non hanno scelto questo modo crudele ed insensato di affrontare il caso.

Chi è più lunatico? Un uomo che mette una maglietta con un messaggio politico discutibile o le autorità che continuano a penalizzare il dissenso mandando i critici della monarchia come Tiwagorn dentro la casa dei pazzi?

Perdere la fede nell’istituzione della monarchia non è una malattia mentale, ma è pazza la società che rinchiude nel manicomio qualcuno che ha perso la fede.

Solo una società pazza accuserebbe qualcuno che rifiuta di seguire la linea di essere pazzo e tenerlo in un manicomio

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