Ferdinando Romualdez Marcos giura da presidente filippino

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E’ il ritorno storico al vertice politico delle Filippine della famiglia Marcos l’inaugurazione della presidenza di Ferdinando Romualdez Marcos con la riabilitazione totale e piena di una delle dinastie politiche del Sud Est Asiatico.

Ferdinando Romualdez Marcos, conosciuto dai suoi sostenitori come Bongbong, nel tipico modo di vestire filippino ha giurato nelle mani del Presidente della Corte Suprema Alexander Gesmundo presso il Museo Nazionale di Manila, mentre a poca distanza si svolgevano alcune manifestazioni di protesta.

Ferdinando Romualdez Marcos giura da presidente filippino
Aaron Favila, AP

All’inaugurazione erano presenti tre presidenti del passato ed alcuni esponenti stranieri tra cui il rappresentante americano Douglas Emhoff ed il vice presidente cinese Wang Qisha.

“Conobbi un uomo un tempo che vide quanto poco era stato ottenuto sin dall’indipendenza, nella terra di persone che hanno grandi potenzialità e restano tuttavia ancora poveri” ha esordito nel suo discorso di 30 minuti Ferdinando Romualdez Marcos, riferendosi al padre, già dittatore delle Filippine.

“Ma lui ci riuscì; talvolta col necessario sostegno, talvolta senza. E così sarà col figlio. Non avrete le mie scuse” ed ha velocemente aggiunto di non essere lì per parlare del passato, né di guardare al passato con un senso di nostalgia o di vendetta.

“Questo è un momento storico per tutti noi e lo sento profondamente. Voi, il popolo, avete parlato e in modo forte e chiaro” ha detto ricordando così la fortissima maggioranza che ha portato lui al palazzo presidenziale e molti della sua dinastia politica nei vari centri del potere filippino.

“Quando la mia richiesta di unità iniziò a trovare consenso tra di voi, era perché echeggiava il vostro desiderio, il vostro sentimento, le speranze per le famiglie, il paese per un futuro migliore.”

Questa è la ragione a suo avviso che lo ha portato al palazzo presidenziale con “il più grande mandato elettorale nella storia della democrazia filippina”, una grande ironia della storia che ha ricevere la maggiore vittoria elettorale sia il figlio di chi ha soppresso la democrazia stessa.

I filippini lo hanno scelto perché sia “il loro servitore che permetta quei cambiamenti che siano di beneficio per tutti. Comprendo del tutto la gravità della responsabilità che mi mettete sulle spalle. Non la prendo alla leggera ma sono pronto al compito”.

A chi lo critica Marcos dice di voler stendere la mano promettendo di portare a risoluzione le ferite causate dalla divisione politica.

“Siamo qui per riparare una casa divisa, per ricostituirla nella sua interezza e diventare forti” secondo le modalità tipiche dei filippini di risolvere tutti insieme le grandi criticità.

“Cercheremo e non rifiuteremo il dialogo, ascolteremo con rispetto le idee contrarie, saremo aperti alle indicazioni che provengono dal pensare profondo e dal giudizio implacabile ma sempre da noi filippini”.

Come si ricostruirà la casa unita filippina, come si potranno conquistare chi ha subito i torti di quel periodo della storia filippina tra il 1965 ed il 1986, questo è tutto da vedere e capire. Il 1965 fu l’anno in cui Marcos fu eletto la prima volta, mentre il 1986 fu l’anno della rivolta popolare conosciuta come EDSA che lo cacciò in esilio nelle Hawaii dove poi morì nel 1989.

Soprattutto perché Marcos figlio non ha scuse da presentare, e la sua famiglia ha qualche problema legale anche negli USA per le ricchezze stipate all’estero, ed il presidente ha ancora una vicenda legale di tasse mai pagate nelle Filippine.

Per capire se ci sarà una discontinuità dalla presidenza Duterte, bisognerà vedere come affronterà le vicende ereditate legate alla guerra alla droga ed alle migliaia di esecuzioni giudiziarie ed alla democrazia, con la senatrice De Lima ancora in carcere per accuse pretestuose e con l’ultimo colpo di coda del presidente Duterte.

Sono infatti degli ultimi giorni della presidenza Duterte sia la chiusura di alcuni media ritenuti fiancheggiatori del NPA, come Bulalat, che la sospensione dell’operatività come media di The Rappler da parte della commissione filippina SEC per la presunta partecipazione economica straniera tra i suoi azionisti. Va ricordato che la sua rappresentante Maria Ressa è stata insignita del premio nobel per la pace per le inchieste sulla guerra alla droga di Duterte ed è al centro di numerose denunce ed arresti subiti per la sua indefessa difesa della libertà di stampa e di espressione.

Mentre alcuni sostenitori di Ferdinando Romualdez Marcos pensano ad un piano divino ben orchestrato e sperano che ci sia del perdono tra i rivali politici per il beneficio di tutto il paese, dall’altra restano chi i torti della presidenza di Marcos Padre li ha subiti durante il periodo della legge marziale.

“Bonnie Ilagan, sopravvissuto della legge marziale di Marcos Padre, la cui sorella Rizalina scomparve nel 1977 dopo essere stata rapita dalle forze di sicurezza, dice che questa inaugurazione è un giorno triste per il paese.

“Siamo amareggiati, delusi ma non sorpresi del tutto” dopo che sono state rigettate le tante petizioni alla corte suprema delle Filippine che chiedevano la ineleggibilità di Marcos Figlio, mettendo così “il sugello al disegno dei Marcos di riscrivere la storia secondo le loro false narrazioni”.

L’ultima richiesta di ineleggibilità era legata al mancato pagamento delle tasse da parte di Ferdinando Romualdez Marcos denunciato da vari enti filippini, ma per la Corte Suprema questo non può essere la causa per non essere eletto presidente.

Ma il neoeletto presidente Ferdinando Romualdez Marcos non ha mai voluto parlare del passato quanto del futuro, e non ha neanche criticato Duterte per la gestione della pandemia, dicendo che risolverà le incertezze e le fallacie senza però dire come.

Ed insieme alla gestione della pandemia, ci vorrà un piano di ripresa pratico e fattibile che faccia ripartire il paese ed affronti i problemi correnti della crisi del petrolio e degli alimenti accesi dalla guerra in Ucraina. Il neopresidente inoltre assumerà il ministero dell’agricoltura e proporrà un progetto che la faccia ripartire.

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