Ferrovia ad alta velocità in Vietnam: il ministro riprova

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Ritorna nella mente dei dirigenti vietnamiti il sogno di costruire una ferrovia ad alta velocità lungo la colonna vertebrale del paese con una prima decisione di presentare al partito il progetto da 58,7 miliardi di dollari.

Sarà il ministero dei trasporti a proporre al comitato centrale del partito di esaminare il progetto della ferrovia lunga 1545 chilometri che connetterà i due grandi centri del paese, la capitale Hanoi a Nord e il centro propulsivo del paese di Ho Chi Minh City.

ferrovia ad alta velocità in vietnam
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Questa linea ferroviaria nord sud si aggiungerà ad una rete costruita durante il periodo coloniale francese lungo 1729 chilometri che sarà destinata al traffico merci, mentre la nuova servirà al traffico di persone.

Il ministro dei trasporti, che ha contattato già il Giappone, pensa a due sezioni della ferrovia lunghe 665 chilometri del valore di oltre 24 miliardi di dollari che entreranno in funzione per il 2032 e che inizieranno con due tratte. La prima da Hanoi porterà a Vinh, mentre la seconda da Ho Chi Minh City a Nha Trang. Sulla linea ferroviaria la velocità prevista sarà tra 320 e 350 km/h, mentre il prezzo del biglietto sarà i due terzi del prezzo del biglietto aereo con un guadagno complessivo nei tempi di viaggio. Nel progetto si suppone di adottare la linea Shinkasen.

Tutto il progetto complessivo sarà completato per il periodo 2045-2050. La scelta del Giappone piuttosto che la Cina è legato al fatto che la Cina porterebbe molta propria manodopera alimentando i sentimenti anticinesi e che il Vietnam rifugge dai grandi investimenti cinesi anche per evitare troppa dipendenza da un vicino con il quale ci sono moltissime frizioni.

Il Vietnam valuta per questo progetto l’intervento della Banca di Sviluppo Giapponese e le promesse del Giappone di sostenere la conversione ecologica dell’economia giapponese per poter raggiungere le emissioni zero promesse al COP26.

Guardando il progetto sulla carta sembrerebbe essere un gioco da ragazzi vista la conformazione geografica del paese e sarebbe quindi logico migliorare i collegamenti ferroviari esistenti.

Lo si è pensato a dire il vero da molti anni ed un primo passo fu fatto con un Memorandum di Intesa firmato nel 2006 tra Giappone e Vietnam sullo sviluppo dell’infrastruttura.

Ma restano i dubbi se si possono giustificare i costi enormi del progetto e come il Vietnam potrà riuscire a superare i propri limiti nell’ambito delle conoscenze tecnologiche, delle capacità industriali e degli enormi capitali necessari che sono anche un problema di fattibilità per Pechino.

Già nel passato i progetti ferroviari di questo tipo si sono arenati proprio nel campo finanziario quando l’Assemblea Nazionale del Vietnam rigettò la proposta della ferrovia ad alta velocità nel 2010 ritenendola economicamente insostenibile con un raro voto di opposizione alle decisioni del partito.

Il piano di costruzione entro il 2035 di una ferrovia ad alta velocità prevedeva un costo che si aggirava attorno al 60% del PIL del 2009 NdT e secondo un deputato vietnamita la decisione di rigetto del progetto era un risultato che mostrava la responsabilità dei deputati, molti dei quali preferivano che fossero messi molti più soldi su questioni come la sanità e l’elettrificazione del paese, piuttosto che su un progetto rischiosissimo. D’altronde la maggioranza della popolazione viveva nelle campagne.

In quegli anni il debito pubblico già era al 47,5% del PIL mentre metà della popolazione lavorava nell’agricoltura con entrate procapita che andavano attorno a 1000 dollari e salari da 38 dollari al mese.

Cosa è cambiato in Vietnam da allora ad oggi perché si possa affermare il progetto di ferrovia di Alta velocità tra Hanoi e HCMC?

Il PIL del Vietnam è passato dai 106 miliardi di dollari a 271 miliardi del 2020 portando il peso del debito al 25% del PIL piuttosto che al 60%.

Un altro aspetto da valutare sono i tempi di costruzione e completamento del progetto che saranno di sicuro dilazionati.

“I sistemi della metro urbana ad Ho Chi Minh ed Hanoi vedono entrambi ritardi continui e si protraggono almeno da un decennio. Non c’è ragione di pensare che un progetto più complesso come una ferrovia ad alta velocità sarà differente. E questo è particolarmente vero sul fronte degli espropri dei suoli che rappresenta una questione molto complessa dalle sfaccettature di sensibilità politiche anche per un sistema politico da partito unico come è il Vietnam” scrive Sebastian Strangio su TheDiplomat.

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