Ferrovia laotiana e trappola del debito cinese

La ferrovia laotiana cinese ad alta velocità del valore di 6 miliardi di dollari procede nei tempi giusti per essere completata entro un anno ed il suo primo treno giungerà a Vientiane nella giorno della Liberazione del Laos, il 2 dicembre 2021.

Nel giorno in cui si commemorano la presa del potere del partito comunista nel 1975 ed i progressi economici e sociali raggiunti sotto il partito rivoluzionario del popolo laotiano, il prossimo anno si celebrerà anche una perdita della sovranità a favore del suo gigante nel nord.

ferrovia laotiana

Le ultime notizie dicono che il Laos sarà l’ultima nazione vittima della trappola del debito della via della seta, BRI, per cui i paesi sono costretti a fare concessioni che erodono la propria sovranità dopo essersi trovati nell’impossibilità di pagare i debiti legati alle infrastrutture dovuti a Pechino.

Le riserve di valuta pregiata sono cadute al di sotto del miliardo di dollari, meno di quanto il paese deve pagare per i debiti, che pone il Laos sul punto di una bancarotta. Le notizie dicono che il ministro delle finanze laotiane ha chiesto alla Cina, il suo maggior creditore estero, di ristrutturare il debito per evitare il default.

Lo scorso mese l’agenzia Moody portò il Laos tra i paesi spazzatura da B3 a Caa2 e ha cambiato la prospettiva del paese da neutro a negativo a causa del “grave stress di liquidità”.

Il Laos ha chiesto grandi prestiti per investire in vari progetti idroelettrici sul Mekong cine anche nel progetto miliardario di una ferrovia laotiana ad alta velocità, un collegamento importante nel disegno della Via della Seta della Cina che vuole connettere la sua provincia meridionale dello Yunnan al Sudestasiatico continentale.

Quasi il 60% del costo della ferrovia è finanziato con un prestito della Banca Export-Import cinese. Il restante 40% proviene da una compagnia formata da tre imprese di stato cinese che detengono il 70% delle restanti azioni, mentre le aziende di stato laotiane hanno il restante 30%.

Il governo laotiano ha messo 250 milioni di dollari della sua finanziaria ed ha tirato fuori altri 480 milioni di prestiti della Export-Import Bank of China per finanziare la sua quota nell’impresa.

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Quelle obbligazioni finanziarie sono chiaramente diventate impossibili per il governo laotiano dal momento che si muove per vendere proprietà statali per restare a galla.

Il 4 settembre la Reuters scriveva che Vientiane dovrà cedere il controllo della maggioranza della rete elettrica nazionale alla cinese China Southern Power Grid Company di Guangzhou.

Il 2 settembre l’agenzia di notizie cinesi Xinhua diceva che l’accodo “segna un significativo progresso nel rafforzare la cooperazione totale tra Laos e Cina nell’industria idroelettrica.”

Xinhua ha citato il ministro dell’energia laotiano Khammany Inthirath che diceva che “i vantaggi in esperienza, tecnologia e risorse umane della China Southern Power Grid Company porteranno una prospettiva nuova all’industria energetica laotiana”

Se accoppiamo “la prospettiva nuova” per l’industria energetica ed il controllo sulle ferrovie, vediamo che la Cina espanderà e rafforzerà la propria influenza economica nella regione in un periodo in cui le economie regionali annaspano a causa della pandemia.

Gran parte della generazione di energia del Laos è prevista per l’esportazione non solo in Cina ma anche nei paesi vicini come Thailandia e Vietnam e questo comporta che la Cina indirettamente guadagnerà una posizione commerciale e strategica sui due vicini.

Questo potrebbe spingere la mano di Pechino per portare la ferrovia al di là delle frontiere laotiane cioè attraverso il Mekong in Thailandia e da lì nel Sudestasiatico continentale fino a Singapore.

La costruzione della ferrovia laotiana non è una cosa da nulla. Quando sarà operativa ci vorranno dieci ore per andare dalla capitale dello Yunnan Kunming a Vientiane, un viaggio di 1022 chilometri.

Il percorso laotiano di 422 chilometri tra le montagne laotiane consiste di 190 chilometri di tunnel e 62 chilometri di ponti. Secondo l’agenzia cinese il progetto “è il primo stadio nella costruzione di una rete ferroviaria che connette la Cina con gli altri paesi del Sudestasiatico”.

Il Laos ha una popolazione di soli 7,3 milioni di persone di cui la metà vive in villaggi senza strade e spesso senza elettricità, il cui PIL nominale procapite è 2670 dollari annui tra i più bassi in Asia.

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Si capisce che la ferrovia laotiana sarà difficilmente usata dalla gente in Laos. La Thailandia si sta dimostrando molto più tosta da convincere rispetto al piccolo e debole Laos.

Sebbene si siano avuti colloqui con la Cina per una ferrovia ad alta velocità fino a Nong Khai, sulla riva opposta del Mekong di fronte a Vientiane, che darebbe i collegamenti desiderati da Pechino, sembra esserci un limitato entusiasmo in Thailandia.

I Thai sono più interessati a migliorare le proprie connessioni ferroviarie con Chiang Mai ed altre città del nord e zone industriali nel settore orientale, o forse con Nakhon Ratchasima nel nordest, che sono punti molto lontani dal Mekong e dalla ferrovia Laotiana.

La Cina ha vissuto un contraccolpo quando all’inizio di settembre i Thai hanno chiarito di non essere interessati a perseguire un piano di punta cinese di costruire un canale sull’Istmo di Kra in Thailandia che è il punto più stretto della penisola malese.

Quel canale avrebbe reso possibile alle navi cinesi bypassare lo stretto di Malacca, ma i Thai non volevano che una potenza straniera controlli e gestisca una struttura strategica che dividerebbe fisicamente il meridione musulmano dal resto del paese.

La cosa non ha chiaramente stemperato l’entusiasmo cinese per la Via della Seta in Laos. L’agenzia di notizie cinese Xinhua definisce la ferrovia laotiana come “una delle notevoli pietre miliari nel mostrare al mondo la rete di ferrovie cinesi ad alta velocità”

Xinhua dice che ci sono ora 233 cittadini laotiani presso l’Istituto Confucio sostenuto da Pechino a Vietniane dove studiano cinese e imparano a guidare treni, studiano da ingegneri e supervisori del mantenimento delle ferrovie”

ferrovia laotiana

Il pericolo per la Cina è che il tanto esaltato treno ad alta velocità e con esso la Via della Seta si dovrà fermare alla stazione di Vientiane.

Il sopravento cinese nel settore elettrico laotiano per poter ripagare i debiti mostra agli altri paesi della regione i rischi delle trappole del debito della Via della Seta, e pochi di questi paesi sono tanto vulnerabili come il Laos quando si tratta di resistere alle pressioni cinesi e difendere la propria indipendenza economica e finanziaria.

Bertil Lintner, Asiatimes.com