Festa delle donne pasticcere del profondo meridione thailandese

La festa delle donne pasticcere del profondo meridione thailandese

Nove anni fa Ropita Mahamat quasi perse il figlio in uno scontro a fuoco, una storia così scoraggiante del Profondo Meridione. Una sera alla 9 a Pattani, suo figlio era andato a prendere un parente dalla scuola pondok quando delle persone non identificate aprirono il fuoco su di lui. Meglio sarebbe dire che le pallottole, intese per qualcun altro, colpirono invece lui.

Questa storia, così simile ad altre nella regione, non è stata mai spiegata pienamente.

“Per fortuna, qualcuno lo trovò sul ciglio della strada e lo portò ai soldati e finì in un ospedale” ha detto Ropita. “Ma si ritrovò legato ad un letto senza poter lavorare per anni. Fu un colpo per la famiglia”

festa della donnaIl marito di Ropita era vecchio e malato e sarebbe morto poco dopo. Lei era diventata colei che portava il pane a casa, lavorando come bracciante per raccogliere il caucciù nelle piantagioni di gomma. I disordini nelle tre province meridionali hanno reclamato la vita di oltre 7000 persone ponendo sulle spalle di tutti un grande peso, una situazione protratta che ha peggiorato la vita della gente del posto. Ropita che sentiva l’impatto per prima del destino del figlio, sapeva che avrebbe dovuto fare qualcosa di più.

Sei anni fa diede vita a Kolam, Pattani, al Gruppo delle Mogli Pasticcere. Questa iniziativa esemplifica la spinta delle donne nell’area del conflitto ad essere più attive nell’economia delle famiglie e a guadagnare qualcosa per sostenere la famiglia. Il gruppo che fu fondato con un capitale iniziale di 40 baht, 1 euro, produce tre tipi di snack fatti in casa, distribuiti nei caffè attorno a Pattani e nelle province vicine.

Preparano Krong Krang e Roti Krob, frittella dolce croccante, che vendono a centinaia di pacchetti al giorno. Il guadagno non è grandissimo, qualche migliaia di baht al mese per persona, ma è fondamentale in una regione dove una famiglia guadagna la metà di quello che si guadagna a Bangkok. Soprattutto è lo spirito delle donne che vogliono prendersi il destino nelle proprie mani.

“Ci sono tante donne disoccupate nel distretto” dice Ropita. “Credo possano fare qualcosa per aiutare le famiglie. Prima allevavano i piccoli o cucivano in casa. Quello che facciamo ora forse non è grande ma ci mantiene attive e di certo aiuta a portare il fardello in un momento in cui le uscite sono maggiori delle entrate”.

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Il gruppo di donne di Ropita fa parte di qualcosa di più grande, Wanita Social Enterprise, iniziativa della Oxfam per dare una piattaforma economica per donne nel Profondo Meridione. Wanita, che in malay significa donna, ha 26 gruppi di donne ed oltre 300 donne, e producono tantissimi prodotti locali come alimenti, snack e prodotti artigianali.

L’obiettivo di Oxfam è aprire nuove opportunità di mercato per i gruppi fornendo addestramento e abilità di guida che a loro volta conducono a attività economiche di rafforzo.

Molte famiglie, come quella di Ropita, sopportano l’urto diretto della violenza che piaga il profondo meridione. Proprio la scorsa settimana ci fu un attacco terrificante che uccise 4 persone di una stessa famiglia tra cui un bambino di otto anni.

Ma persino per chi non ha perso nessuna persona di propria conoscenza, la situazione ha impedito uno sviluppo economico genuino. Spinte da circostanze le donne come Ropita sentono la motivazione per guidare. Il loro ruolo è fuori dalle convenzioni e rafforzante in una società conservatrice dove si considerano le donne come delle persone al seguito.

A Khlong Manee, Pattani, Supattra Cometan controlla un gruppo di donne del suo villaggio che fanno sandali in caucciù, un paio dopo l’altro di scarpe colorate, amiche dell’ambiente fatte da rifiuti riciclati dell’oceano. Queste donne del gruppo di Wanita hanno ricevuto una commissione da un produttore di scarpe locali Tale Jorn conosciuto per riciclare i rifiuti. Nei mercati locali ricevono anche ordini per fare borse in tessuto e cartelle di tessuti locali per le organizzazioni a Bangkok, ONU compresa.

Supatra proviene da Chiang Rai. Si convertì all’Islam insieme alla famiglia circa 30 anni fa e si spostò al meridione dove poi incontrò il marito.

“Non è facile incoraggiare le donne ad iniziare a lavorare e a non scoraggiarsi da ciò che possono pensare i mariti” dice Supattra. “E temevo all’inizio cosa avrebbero pensato i mariti delle donne del gruppo di me. Talvolta quando ci riuniamo, alcune di loro non possono venire perché i loro uomini non vogliono”.

“Ma le cose sono migliorate. Tutti sanno che è bene avere un’altra mano nel trovare guadagni per quanto piccoli per la famiglia.”

Come il gruppo che fa snack di Ropita, il gruppo di Supattra si è messo assieme perché capiscono che devono darsi da fare. Con l’aiuto di Oxfam, lavorano in una unica struttura in cemento posta sotto una piacevole ombra di alberi a cinque minuti dalla strada principale.

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Sedute per terra, donne di tutte le età incollano le suole di gomma e attaccano i lacci, tutto a mano. Poi si spostano alle macchine da cucire per fare borse in tessuto batik per impacchettare le scarpe, aggiungendoci valore al prodotto in un gusto meridionale.

“Raccogliamo il caucciù la mattina, poi veniamo qui a lavorare sulle scarpe e alle borse” dice Supattra. “Non riceviamo ordini molto grandi, massimo mille. E se vogliono di più non abbiamo la capacità dato che siamo solo dieci nel gruppo. E’ più importante, tuttavia, che facciamo qualcosa, e quello ci porta soldi per la comunità.”

Il luogo dove vive Supattra non dista molto dalla Moschea Krue Se, un luogo storico di Pattani e sito dove, nel 2004, un assedio brutale terminò con la morte di trenta persone. Secondo le statistiche la violenza è scemata negli scorsi anni. Ma nessuno si illude che la pace giungerà veloce e liscia, e l’attacco della settimana scorsa ha ricordato a tutta la nazione della fragilità con cui la gente del profondo meridione convive da anni.

Per Supattra che è una donna del meridione per scelta, la domanda di andarsene non le è mai passata per la testa.

“Ebbi l’opportunità di andarmene, ma non volli. Ho paura, naturalmente, ma la mia famiglia è qui. E non è poi così male se ci decidiamo a fare qualcosa con la speranza che le cose miglioreranno di sicuro”.

Ci sono ora un migliaia di piccoli gruppi di produttori di alimenti e prodotti del meridione. Da parte sua, Wanita pensa di espandersi ed includere una trentina di altri gruppi di donne secondo la direttrice Suntaree Rangkusone. Per trovare un mercato più grande il progetto assumerà mentori per aiutarle nel design e nel marketing del package con il fine ultimo di fondare una attività imprenditoriale sostenibile della comunità che dia benefici di lungo termine.

Mentre tutti pensano alla pace, la missione più urgente è migliorare la vita di ogni giorno. E in un’area di conflitti come questa le donne si sono dimostrate fondamentali.

“Una volta, le donne di qui non volevano parlare o affermarsi” dice Sunatree. “Ma comprendono di poter fare la differenza e questo conta moltissimo qui”

Kong Rithdee, BangkokPost