Da che parte stanno le chiese filippine sul processo Corona?

Listen to this article

Un membro del governo ha posto la questione “Dove sono i capi della chiesa?” quando ha chiesto della chiara assenza del sostegno della Chiesa Filippina e dei gruppi religiosi negli sforzi che Aquino sta facendo per cacciare il capo della Corte Suprema, Renato Corona.

Mentre il governo e i suoi sostenitori considerano questa campagna come la lotta per il buon governo e la trasparenza, i capi della Chiesa, che si ritengono difensori di questi valori, sono sorprendentemente tiepidi se non addirittura critici dell’attuale processo, di fronte al Senato Filippino, di messa sotto accusa del capo della Corte Suprema, ha fatto notare lo stesso membro del governo.

Per esempio la stessa Iglesia Ni Cristo (INC) si è allineata a fianco di Corona dando ai suoi seguaci il segnale di via libera ai suoi sostenitori di partecipare alle manifestazioni a favore di Corona. Il 28 febbraio INC ha fatto una manifestazione “una grande missione evangelica e presentazione della Bibbia” che gli osservatori politici e membri della INC dicono sia una manifestazione di forza per la setta religiosa per mandare un segnale al Presidente Aquino di essere più attento ad affrontare i problemi nazionali invece di cacciare Corona.

Alcuni rappresentanti locali inviano emissari a quella manifestazione, alcuni dei quali dello stesso partito di Aquino, altri con problemi di conflitto con lo stesso presidente per questione di gestione di fondi. La chiesa INC ha sostenuto Aquino nelle sue elezioni del 2010. E’ certo un’ironia che il presidente che ha vinto le importanti elezioni del 2010 veda ora le due chiese distanziarsi così presto da lui. Inoltre le due chiese non hanno mai condiviso gli stessi obiettivi politici nel passato, ma ora trovano in lui un comune motivo di irritazione.

La chiesa cattolica nel gennaio 2001 si lanciò tutta per la messa sotto accusa del presidente Estrada mentre la INC si allineò con Estrada che aveva sostenuto nella elezione. Nell’aprile 2001 inviò i suoi sostenitori a manifestare contro l’arresto dello stesso Estrada insieme alle comunità dei poveri urbani. A maggio cercarono persino di attaccare il palazzo presidenziale per essere poi dispersi dalla polizia. Per inciso tre dei senatori che erano in favore di Estrada, Enrile, Santiago e Sotto, sono senatori giudici dell’attuale processo di messa sotto accusa di Corona. Ora la INC ha deciso per una politica capricciosa.

Nelle elezioni del 2010, la INC dopo un iniziale sostegno ad Estrada cambiò idea e sostenne Aquino. Allora perché ora guidano la protesta contro di lui?

La INC storicamente si è allontanata dagli Aquino agli inizi del regime di Marcos nel 1972, sostenne nel 1992 la candidatura di un leccapiedi di Marcos Eduardo Cojuangco contro quella di Ramos, sostenuto dalla Corazon Aquino.

I legami freddi terminarono quando la Aquino chiese il sostegno della INC per suo figlio Noynoy alla corsa senatoriale ottenendolo e vincendolo.

Nelle elezioni del 2010 Aquino conquistò 15,2 milioni di voti col 40% dei suffragi, ed INC ama pensare che contribuì con quasi 3 milioni di voti che è la sua forza elettorale stimata. La INC si attendeva la restituzione del favore. Ma il presidente sembra trattare i Capi della chiesa in modo differente. Infatti Noynoy Aquino è molto attento a non seguire le orme di chi lo ha preceduto, Gloria Macapagal Arroyo che ha usato i propri poteri per ingraziarsi i favori dei capi ecclesiastici. Ne è prova dell’importanza che la Arroyo dedicò alle relazioni con la chiesa la decisione di creare un ufficio che affrontava le questioni della Chiesa, nominando Conrado Limcaoco consigliere sugli affari ecclesiastici che avrebbe dovuto mantenere i rapporti con i leader delle varie religioni.

Aquino, dal canto suo, su queste questioni non spende né energie né risorse, benché la INC è conosciuta per non fare nulla per nulla: favori in cambio di sostegno politico. Secondo un rappresentante presente nel governo Estrada, dopo che il presidente assunse nel 1998 i poteri la INC inviò una lista di nomi da nominare nei posti del governo e la INC preferisce di gran lunga il sistema giudiziario e le agenzie di polizia. Nel governo Estrada due membri della INC divennero ministri: Toquero e Cuevas, quest’ultimo è il consigliere legale più importante del giudice Corona di fronte alla corte di messa sotto accusa al Senato.

Durante i tempi della Arroyo, INC sostenne la nomina dei giudici nella Corte di Appello e della Corte Suprema, tra i quali c’erano Presbitero Velasco e Ruben Reyes. La Arroyo nominò un generale in pensione e membro della INC come capi dell’agenzia nazionale di investigazione.

Nel 2006 sotto la forte influenza della INC fu scelto per capo della polizia a Quezon City un generale di polizia, Gatdula, dall’allora sindaco Belmonte, attuale presidente della Camera.

Subito dopo la nomina di Aquino a presidente delle Filippine, l’INC inviò la propria lista di “persone da nominare” sperando che l’appena nominato presidente avrebbe restituito il piacere. Due diverse persone con forti legami con INC hanno detto che il Presidente nel vedere la lista inviata dalla chiesa INC, alquanto lunga a dire il vero, si esasperò. Nominò comunque alcuni di quelli tra i quali Gatdula a capo del NBI, agenzia nazionale di investigazioni, il quale ammise in televisione di essere stato sostenuto dalla INC. La cosa non fu sufficiente per la INC tanto che, alcuni mesi dopo la nomina di Aquino a presidente, sui giornali apparvero resoconti che testimoniavano della insoddisfazione della chiesa dopo che Aquino non nominò altre persone raccomandate.

Altri ex deputati hanno affermato che la INC seppe di alcune presunte parole del presidente agli altri colleghi secondo cui il presidente non aveva alcun debito di gratitudine verso la chiesa, ed altre affermazioni secondo cui Aquino definiva la Iglesia Ni Cristo come Iglesia Ni Corona.

La goccia che poi fece traboccare il vaso fu il licenziamento da parte di Aquino dello stesso Gatdula secondo i rapporti che legavano Gatdula al sequestro di alcuni giapponesi. La INC, secondo alcuni avrebbe preferito che il presidente avesse offerto al Gatdula un ben servito più grazioso, come le dimissioni.

Comunque secondo le stesse fonti, quando Gatdula venne a sapere delle denunce rivoltegli dal Dipartimento di Giustizia in connessione di un rapimento a fini di riscatto del giapponese Noriyo Ohara, il capo della stessa chiesa INC, Eduardo Manalo, consigliò al Gatdula di “affrontare apertamente le accuse”. Le cose peggiorarono quando un emissario del palazzo fece capire al capo del INC che le accuse contro Gatdula non sarebbero state affrontate se Cuevas si fosse ritirato dal corpo legale di Corona, cosa che la chiesa assunse come “una forma di ricatto”.

In una intervista al quotidiano Inquirer, Cuevas snocciolò il rosario confermando essenzialmente che il presidente lo stava pressando affinché abbandonasse il processo Corona in cambio delle concessioni per Gatdula. Capendo ciò che questo implicava rinnegò tutto, ma il giornale in seguito confermò l’intervista. Da varie fonti molti dei membri dell’INC non sopportano più il presidente a causa della faccenda Gatdula.

Nei confronti della Chiesa Cattolica i legami si sono fatti tesi durante la campagna presidenziale su una sola questione: il controllo delle nascite, su cui il presidente attirò le ire di vescovi e arcivescovi perché troppo in favore dei programmi di pianificazione familiare e di controllo della popolazione. Alcuni vescovi addirittura sostennero un altro candidato presidenziale che apertamente seguiva pedissequamente le indicazioni della chiesa. Ma questo ebbe poco peso in quanto non è stato mai provato il peso elettorale del voto cattolico.

Con la sua nomina a presidente Aquino era molto deciso a non seguire le orme della Arroyo, sostiene Abad ministro al bilancio includendo così il taglio delle linee ufficiali con i leader religiosi e non nominando nessuno a consigliere delle questioni ecclesiastiche. “Ha uno stile differente dalla Arroyo, e vuole evitare gli errori della ex presidente.” diceva Abad sottolineando così la politicizzazione dei precedenti legami della Arroyo con le chiese. Le linee di comunicazione con i capi religiosi sarebbero state aperte solo quando il problema si pone.

La Arroyo oltre a nominare Limcaoco nominò anche Fatima Valdes a sottosegretaria delle faccende religiose ed fu proprio quest’ultima a distribuire le bustarelle col denaro a vescovi selezionati durante la Conferenza dei Vescovi Filippini nella seduta plenaria del 2006, cosa che quando fu messa fuori dai giornali imbarazzò e non poco tutti i vescovi.

La Amministrazione Arroyo continuò col suo grande sostegno ai progetti della Chiesa attraverso Valdes facendo così stare calmi i vescovi nei momenti in cui la Arroyo andò incontro a varie controversie.

Nello spiegare le relazioni che il presidente Aquino ha con i capi religiosi, uno stratega politico di lungo corso, Angelito Banayo, osservava che essenzialmente Aquino non è un politico. Con i suoi pro e contro. Il vantaggio è che rimette in piedi la separazione tra chiesa e stato, o almeno una sua parvenza. Isola la chiesa dalle transazioni politiche e riduce la percezione per cui i capi della chiesa sono una costante della presa di decisione. La parte negativa invece è che comunque questo potrebbe portare ad incomprensioni tra le parti e da parte di uno stato potente ad uno stato di belligeranza. Questo è quello che è accaduto durante il dibattito della contesa Legge sulla Salute Riproduttiva. Per ben due volte, il gruppo di negoziato della Conferenza Episcopale Filippina abbandonarono i colloqui col governo per una presunta cattiva fede del presidente.

Aquino creò un gruppo di lavoro per i dialoghi con la chiesa sulla legge causando però egli stesso la rottura dei negoziati.

La seconda rottura dello scorso anno fu causata da un discorso di Aquino ad una cerimonia in cui sostenne completamente la legge della Salute Riproduttiva, in un momento in cui la chiesa sperava ancora di convincerlo ad abbandonare la legge.

Ad aggravare la situazione è che il presidente si circonda di persone che “hanno una limitata esperienza politica” diceva un rappresentante del governo, anonimo: “Ci sono sfumature nell’affrontare i capi della chiesa e forse gli uomini del presidente non sono riusciti ad articolare le loro spiegazioni”.

La Arroyo fu abilmente assistita dal suo consigliere politico esperto Claudio che fu consigliere anche durante il periodo Ramos.

I canali nascosti servono almeno a spingere le politiche o le cose importanti del presidente. Ed ora si è giunti che INC sta oliando i propri muscoli ancora una volta e vuol dire al presidente Aquino che “non puoi ignorarci”, e forse vuol dire la stessa cosa a quei sei senatori che nel 2013 potranno decidere di partecipare di nuovo alle elezioni al Senato.

Sarà questa unzione della INC a permettere a Corona di mantenere il proprio scettro nella Corte Suprema? Oppure il Presidente eserciterà tutte le sue pressioni e mostrare chi è il capo politico?

ASIAVIEW

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole