FILIPPINE: Arroyo arrestata per brogli. Avrà successo la crociata anticorruzione di Aquino?

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Qualche giorno fa abbiamo comunicato dell’arresto in ospedale della già presidente delle Filippine ed ora parlamentare, Gloria Macapagal Arroyo arrestata per brogli nelle elezioni del 2004, dopo che nei giorni precedenti un decreto del dipartimento di giustizia le aveva impedito di recarsi all’estero per “curarsi”.

arroyo arrestata per brogli

La Arroyo ha comunque ottenuto gli arresti all’ospedale. La difesa ha subito messo in evidenza la fretta e la corsa con cui è giunto il procedimento, mentre nel frattempo la stessa Corte Suprema ritirava l’ordine di divieto di espatrio emesso a favore della stessa Arroyo perché la stessa Arroyo non aveva ottemperato alle richieste della Corte.

In tutte le Filippine si guarda a questo caso con sentimenti ambivalenti: da una parte la Arroyo è diventata così odiata e sinonimo di corruzione da non poter essere minimamente difesa e neanche creduta sulla situazione personale; dall’altro la forzatura fatta dal dipartimento di giustizia quando ha fermato l’Arroyo all’aeroporto, nonostante l’ordine dell’Alta Corte, rappresenta un comportamento al limite del rispetto delle istituzioni che il governo Aquino ha giustificato con argomentazioni procedurali.

Ma la vicenda dell’arresto in realtà non è stata affrettata: era nell’aria fin da luglio che qualcosa stava cambiando e che il nuovo clima politico stava facendo parlare sempre più persone coinvolte. Resta da vedere come si svilupperà questo processo, se la crociata contro la corruzione, annunciata da Aquino nel diventare presidente, andrà a buon fine. Tutti i democratici se lo augurano: la Arroyo nel lasciare la carica ha provato a costruirsi una difesa forte facendo nomine dell’ultimo momento proprio nella Corte Suprema.

Dal Blog di una giornalista filippina, Raissa Robles, riproponiamo qui gli accadimenti per comprendere meglio ciò che è accaduto in questi ultimi mesi:

“E’ iniziato tutto quando Zaldy Ampatuan, sospettato omicida di massa per la strage di Maguindanao di novembre di due anni fa, scelto per diventare Governatore della Regione Autonoma di Mindanao Musulmana (ARMM) dalla stessa Arroyo durante la sua presidenza, improvvisamente disse ad una televisione che la sua famiglia aveva aiutato la Arroyo nella frode elettorale del 2007 nella loro provincia di Maguindanao. La conseguenza, secondo Ampatuan, fu che un candidato della Arroyo, Juan Miguel Zubiri, vinse la competizione al Senato con 195 mila voti mentre tutti gli altri candidati, tra i quali lo stesso Noynoy Aquino, non ebbero neanche un voto. Secondo la difesa della Arroyo questa confessione serviva allo scopo di salvarsi la pelle evadendo possibili accuse nel massacro di 58 persone, tra i quali 34 giornalisti a Maguindanao. In quel momento Ampatuan era in carcere di massima sicurezza già da due anni.

Le dichiarazioni di Ampatuan sarebbero soltanto delle parole al vento se non fosse per il fatto che un’altra persona controversa emerse tre giorni dopo a confermare quelle dichiarazioni. Era Lintang Bedol, supervisore elettorale nella provincia di Sultan Kudarat e ricercato dalla Commissione Elettorale per brogli, che ad un’altra televisione confermò i brogli nel 2004 e 2007.

Due settimane dopo Juan Miguel Zubiri, il beneficiario del successo elettorale, si dimise dal Senato dichiarando: “Senza ammettere sbaglio e negando veementemente ogni accusa di broglio lanicata nei miei confronti, mi dimetto da Senatore eletto del Filippine nell’elezione per cui sono falsamente accusato senza pietà e compassione… Se qualcuno ha imbrogliato in quelle elezioni del 2007, non ne so proprio nulla”

Il candidato che aveva accusato Zubiri di aver rubato i voti assunse poi quella carica di senatore promettendo di andare alla ricerca di chi aveva organizzato la truffa. Il senatore Koko Pimentel aveva combattuto una guerra solitaria per cacciare Zubiri dal Senato reclamando quel posto come suo. E nel 2007 aveva accusato due commissari elettorali, Lilian Radam e Yogie Martirizar, di aver favorito Zubiri ai suoi danni. La Yogie Martirizar è la stessa donna con la malattia uguale a quella della Arroyo alla quale la stessa Arroyo impedì di recarsi all’estero per potersi curare per ben 4 anni.

I due commissari, dopo le dimissioni di Yogie Martirizar and Lilian Radam sono diventati testimoni di stato. Hanno dichiarato di aver falsificato il voto per i candidati al senato della Arroyo e di aver ricevuto sostegno da varie forze del governo, di essere state difese nelle accuse di brogli dall’avvocato stesso della Arroyo nominato alla giustizia qualche mese dopo.

E’ stato questa cascata di dichiarazioni che ha spinto il nuovo Comelec a condurre le indagini insieme al dipartimento di giustizia, mentre nel frattempo Koko Pimentel denunciava la Arroyo ed altri per brogli.

Nelle indagini ci furono le testimonianze di 14 persone e di un tecnico informatico sulle liste dei votanti, ed il maggiore testimone fu Norie Unas, amministratore provinciale a Maguindanao e braccio destro di Andy Ampatuan, padre di Zaldy. Norie Unas testimoniò di aver accompagnato Andal Ampatuan al palazzo presidenziale a Manila per una cena poco prima delle elezioni del 2007 ed in quella occasione la Arroyo disse ad Andal di “produrre un risultato di 12 a 0 a Maguindano anche se devi riarrangiare o cambiare i risultati elettorali”. 12 erano i candidati al senato da eleggere.

Finora, la Arroyo non ha fatto alcun commento sulle accuse come chiestole dagli avvocati. Gli avvocati stessi della coppia, Gloria e suo marito anche coinvolto nelle frodi, avevano promesso di fare una contro denuncia per favorire la chiusura delle indagini. Invece gli avvocati hanno preferito chiedere alla Corte Suprema di dichiarare nulla la prova poiché fatta da una “corte canguro”. (un tribunale non idoneo per questo genere di accuse NdT)

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