Bajo de Masinloc: Filippine chiedono arbitrato ONU dell’UNCLOS

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Martedì il governo filippino ha deciso di chiedere l’arbitrato di un tribunale delle Nazioni Unite per dichiarare illegale la mappa cinese delle nove linee che copre gran parte del territorio filippino nel Mare Cinese Meridionale compreso le isole Spratly e Bajo de Masinloc (Scarborough Shaol).

Indo-pacifico o mare cinese meridionale Bajo de Masinloc

La decisione è stata finalizzata nel Consiglio di Sicurezza Nazionale a nove mesi dopo lo stallo tra Cina e Filippine a Bajo de Masinloc, a 124 miglia nautiche dalla Provincia di Zamabales nel nordovest delle FLa Cina ha informato le Filippine che le loro tre navi attualmente presenti a Bajo de Masinloc resteranno lì permanentemente e non se ne andranno.

In una conferenza stampa il Ministro degli Esteri Filippino, Del Rosario, ha detto:

“Le Filippine hanno fatto il passo di portare la Cina davanti al Tribunale Arbitrale secondo l’articolo 287 della Convenzione delle nazioni unite sulla legge del mare (UNCLOS) del 1982 per ottenere una soluzione durevole e pacifica della disputa del Mare Filippino Occidentale.”

All’ambasciatore cinese Ma Keqing è stata consegnata una nota verbale con cui si informa la Cina della decisione filippina e una copia della Denuncia inviata all’ONU qui di seguito riassunta.

Nel primo punto le Filippine affermano che la rivendicazione cinese della cosiddetta mappa a nove linee virtualmente prende l’intero mare cinese meridionale ed è contrario all’UNCLOS e quindi illegale.

Secondo, Dentro l’area disegnata dalla mappa, la Cina ha anche reclamato i banchi sommersi, barriere e elevazioni di bassa marea che non possono essere definite isole secondo l’UNCLOS, ma sono parte della piattaforma continentale delle Filippine o fondo marino internazionale.

Inoltre la Cina ha occupato certe proiezioni coralline piccole inabitabili che sono appena fuori dell’acqua in alta marea, ma definite come rocce secondo l’articolo 121 dell’UNCLOS.

Terzo, La Cina ha interferito con l’esercizio della legge delle Filippine nella sua zona marittima legittima come pure nelle zone menzionate prima e nelle acque circostanti.

Quarto, le Filippine sono consce della dichiarazione cinese del 25 agosto del 2008 secondo l’articolo 298 dell’UNCLOS ed ha evitato di porre il problema o fare proclami che la Cina ha in virtù della dichiarazione escluso dalla giurisdizione arbitrale.

Il ministro filippino ha detto di aspettarsi che il tribunale dell’ONU dichiari “che le rivendicazioni marittime cinesi nel Mare Cinese Meridionale secondo la mappa a nove linee sono contrarie all’UNCLOS e non valide” e chieda che “la Cina desisti da attività che violano i diritti delle Filippine nel suo dominio marittimo nel Mare Cinese Meridionale.”

navecinese Bajo de Masinloc

Il ministro ha anche detto che il paese si aspetta che il tribunale chieda alla Cina di conformare le proprie leggi con gli obblighi sotto l’UNCLOS e dichiari che i diritti della Cina come quelli delle Filippine in relazione alle aree marittime nel mare cinese meridionale sono quelli stabiliti dall’UNCLOS.
Ellen Tordesillas

Le Filippine sono senza parole per la dichiarazione cinese secondo cui le loro navi stazioneranno permanentemente a Bajo de Masinloc, con cui il paese perderebbe il 38% delle sue acque territoriali.

Bajo de Masinloc, è una formazione di barriere coralline che formano varie rocce formanti una laguna e si trova a 124 miglia nautiche dalla cittadina di Masinloc nella provincia di Zambales.

“La barriera è virtualmente occupata dalla Cina” dice l’ex sottosegretario ed ex rappresentante permanente filippino all’ONU, Lauro baja.
In una consultazione tra membri dei ministeri il vice ministro cinese Fu Ying ci aveva detto che la presenza della Cina era permanente e che non avevano intenzione di ritirarsi dalle vicinanze di Bajo de Masinloc.” ha confermato il ministro Del Rosario.

L’autorità di mappatura filippina NAMRIA dice che la baia è estesa 120 chilometri quadri ed è usata nei periodi di tempesta come rifugio per i pescatori. Per i Filippini si chiama Panatag, calmo. Il nome internazionale è Scarborough shoal dopo che la nave inglese Scarborouh affondò nelle vicinanze nel 1784. La distanza della baia dalle coste cinesi è di 467 miglia nautiche e viene chiamata Isole Huangyan.

La legge della Repubblica 9522 che definisce la linea di base dell’arcipelago include Bajo de Masinloc come territorio e la classifica come un regime di isole sotto l’articolo 121 della legge di convenzione del mare LOSC con la quale genera il suo proprio mare territoriale di 12 miglia nautiche e 24 contigue, la zona esclusiva economica (ZEE) di 200 miglia nautiche e la piattaforma continentale di altre duecento miglia nautiche. Secondo l’UNCLOS “un’isola è un’area formatasi naturalmente, circondata dall’acqua che si trova sopra l’acqua durante l’alta marea.”

Un’opzione per le Filippine per protestare contro l’abuso cinese è di andare al tribunale internazionale per la legge del mare dell’ONU (ITLOS) di cui Cina e Filippina sono firmatari per chiedere che Bajo de Masinloc sia una roccia piuttosto che un’isola, visto che ITLOS non può affrontare dispute di sovranità.

Secondo UNCLOS “Rocce che non possono sostenere abitazione umana o vita economica di proprio non devono avere Zone esclusive economiche o piattaforma continentale”. Secondo l’ammiraglio Rex Robles “Panatag è una roccia. Non può sostenere l vita umana, non è un’isola”.

Secondo l’avvocato Romel Bagares del Centro per la legislazione internazionale, la legge 9522 “non specifica se Bajo de Masinloc consiste solo di rocce inabitabili o è capace di vita ecpnomica secondo l’articolo 121 dell’UNCLOS. Potrebbe così essere un modo di dire che ITLOS ha giurisdizione specialmente come interpretazione della legge. Un approccio pragmatico.” La cosa certa è che la legge considera la zona di territorio filippino nel senso più completo.

Del Rosario dice: “Dal momento che le tre navi sono dentro la nostra ZEE questa è una forte violazione della Dichiarazione di Condotta, DOC, e dell’UNCLOS”. ILDOC fu firmato dagli stati membri dell’ASEAN, del quale Filippine, Vietnam, Malesia e Brunei hanno delle rivendicazioni nell’area, e dalla Cina.
Baja dice: “Quando le nostre navi si sono ritirate da Bajo de Masinloc a giugno e ora che non possiamo accedere all’area, la baia è diventata virtualmente occupata dalla Cina.” ed ha cambiato lo status quo contrariamente a quanto afferma il DOC a cui egli stesso contribuì a scrivere.
Secondo il DOC “Le parti si impegnano ad astenersi nel condurre attività che complicherebbero o aumenterebbero le dispute e potrebbero danneggiare la pace e la stabilità incluso, tra l’altro, non cercare di abitare isole attualmente disabitate, oppure barriere, lagune, cave ed altre cose e armeggiare le proprie differenze in modo costruttivo.”

Secondo Baja la Cina sta facendo quello che la Corte di Giustizia Internazionale definisce come “effectivités” che è alla base di alcune decisioni come quella di Ligatan Sipadan nella disputa tra Malesia ed Indonesia od in altre situazioni. Nel 2002 la Corte diede la sovranità sull’isola Ligitan e Sipadan nel mare delle Sulawesi a nordest dal Borneo, alla Malesia contro l’Indonesia dando peso all’esercizio di autorità sulle isole continuato e attuale da parte malese. “Dobbiamo agire ed interagire prima che si perda il territorio per default o per impossibilità”

A sette mesi dall’occupazione cinese de Bajo de Masinloc le Filippine stanno ancora rivedendo le proprie opzioni. “Stiamo rivedendo tutte le nostre opzioni secondo le nostre possibilità che vedono i mezzi diplomatici, legali e politici” ha risposto Del Rosario sulla posizione filippina di fronte questa occupazione. Il presidente Aquino finora ha rifiutato di discutere pubblicamente gli sforzi del paese sulla questione poiché “offrirebbe all’altra parte una visione di tutto quello che faremo”.
Aquino ha aggiunto: “Ci sono vari studi legali che stiamo consultando, oltre ad esperti di legge internazionale per descrivere con precisione il corso di come utilizzeremo le procedure legali nella legge internazionale per portare avanti le nostre richieste.”
Secondo gli esperti due sarebbero le opzioni: quella militare, che in realtà a causa dello stato inferiore delle Filippine sul piano militare e complessivo, non è praticabile, e quella legale.

Secondo un esponente importante del governo, lo stazionare permanentemente delle navi cinesi a Bajo de Masinloc è “una invasione strisciante” dei territori della disputa da parte della Cina che ha reiteratamente detto che “le isole Huangyam e Nansha sono sempre state parti del territorio cinese e che la repubblica popolare cinese ha una sovranità indisputabile su queste isole e sulle acque adiacenti. Le rivendicazioni di sovranità territoriali su Huangyam e Nansha da parte filippina è illegale e non valida”.

Nansha sono le isole Spratly rivendicate anche da Filippine, Vietnam, Malesia, Brunei e Taiwan. La presenza cinese a Bajo de Masinloc è anche sinistro ricordo del modo in cui Mischief Reef caddero sotto il controllo cinese 18 anni fa.

Agli inizi degli anni 90 la Cina aveva costruito strutture che giustificava come riparo per i pescatori sulle Mischief Reef aggiungendoci però installazioni incluso un sistema radar come fu scoperto da missioni di riconoscimento aereo USA e Filippine. Nel gennaio 1995 il capitano di una imbarcazione da pesca filippino denunciò di essere stato arrestato e detenuto per una settimana dai cinesi quando si avventurò dentro le Mischief Reef. Da allora non sono più accessibili ai filippini.

L’importanza delle isole Huangyam o Bajo de Masinloc per gli obiettivi di medio e lungo termine cinesi è spiegata da Francois-Xavier Bonnet dell’Istituto di Ricerca Contemporary Southeast Asia (IRASEC) in un suo artico “Geopolitics of Scaborough Shoal”.

Esse sarebbero fondamentali per la rivendicazione cinese sulle isole Zhongsha Qundao fondamentali per la sua controversa mappa delle nove isole.

Questa mappa mette il 90% del Mare cinese meridionale sotto la giurisdizione cinese e fu inviata dalla Cina all’ONU il 7 maggio 2009, ma non ha però delle coordinate.

“Zhongsha Qundao è composta dal banco di Macclesfield, Truto Shoal, Saint Esprit Shoal, Dreyer Shoal e Scarborough Shoal. Tutti questi tranne Scarborogh Shoal sono sotto vari metri di acqua persino in bassa marea. I cinesi sanno molto bene che, senza le Scarborogh Shoal, le speranze di una sovranità su Zhongssha Qundao sono nulle.” spiega Bonnet

Ed aggiunge: “La posta è alta. Se la Cina perde Huagyam perderà Zhongsha Qundao che potrebbe essere divisa secondo le ZEE dei paesi vicini o posta nel regime dei mari internazionali. Di conseguenza l’intera rivendicazione cinese sostenuta dalla linea ad U sarebbe accademica ed inutile”

Lo scorso giugno la Cina sollevò la preoccupazione internazionale quando attribuì Sansha City alla provincia più meridionale di Hainan ed il suo territorio include le Spratly, le isole Paracelso e Macclesfield Bank. Subito dopo la Commissione militare centrale della Cina approvò la creazione di una guarnigione di soldati a Sansha City. Un ministro cinese disse che l’aver incluso Macclesfield Bank, Paracelso e Spratly “rafforzava ulteriormente l’amministrazione e lo sviluppo cinese” delle tre isole.

Le Filippine protestarono per la creazione di Sansha City soprattutto per l’inclusione di una parte del proprio territorio, Macclesfield Bank, uno degli atolli subacquei più vasti del mondo che coprono un’area di 6500 chilometri quadrati.

E per Lauro Baja, Bajo de Masinloc è senza dubbio l’obiettivo territoriale cinese di lungo termine.

Gli incidenti in cui la Marina Filippina ferò pescatori cinesi nelle vicinanze di Bajo de Masinloc sono cosa comune, come lo fu nel 1999 quando fu affondata un’imbarcazione cinese “accidentalmente”. La vicenda non andò oltre la protesta diplomatica.

Ma quello che è successo con i cinesi a Bajo de Masinloc quel giorno, 8 di aprile 2012, prese una piega differente, quando la Gregorio del Pilar, l’unica nave da guerra moderna filippina acquistata dagli USA. La Marina filippina disse che la nave era a Subic per manutenzione preventiva ma era diretta verso Nord in previsione del lancio di un missile da parte della Corea Del Nord. Fu chiesto inoltre alla nave di verificare la presenza di pescatori cinesi a Bajo de Masinloc.

I pescatori furono fermati ed arrestati in otto imbarcazioni cariche di specie marine in via di estinzione come coralli, squali vivi e conchiglie giranti. A rivedere la storia, il fatto diede alla Cina la scusa per occupare l’area. Ed infatti inviò lì tre imbarcazioni di sorveglianza marina per salvare i pescatori aggiungendoci anche altre 80 imbarcazioni man mano che lo stallo si prolungava.

Poi le Filippine ritirarono la Gregorio del Pilar rimpiazzata da navi Guardacosta filippine ed una nave di ricerca marina. Lo stallo durò 57 giorni e ebbe delle ripercussioni sul piano economico con la cancellazione di gruppi turistici cinesi nelle Filippine e al rigetto delle importazioni di banane.

L’insistenza americana per risolvere la questione, in quanto Obama non voleva includerla nell’agenda del suo incontro con Aquino alla Casa Bianca, portò alla risoluzione dello stallo.

Con l’interruzione dei colloqui diretti tra l’ambasciatore Ma Keqing e il ministro Del Rosario, ci fu la proposta di Kurt Campbell al vice ministro cinese Fu Ying di un ritiro simultaneo delle imbarcazioni filippine e cinesi dalle isole contese.

Poco prima della partenza di Aquino per Londra e Washington, il 4 giugno, il palazzo presidenziale aannuciava il ritiro delle navi filippine da Bajo de Masinloc “consistente con l’accordo co il governo cinese sul ritiro do tutte le navi dalla laguna per allentare le tensioni nell’area.

Le fonti diplomatiche raccontano che il ministro cinese Fu Ying non si impegnò nel ritiro delle loro navi da Bajo de Masinloc stando la resistenza dell’esercito popolare cinese, fondamentale settore nella struttura di potere cinese.
Fui molto diretto nel dire che la presenza delle loro navi è in chiara violazione dei nostri diritti di sovranità e devono ritirare le loro navi prima possibile” racconta Del Rosario dell’incontro del 19 ottobre con Fu Ying a Manila durante una visita diplomatica. Ma Fu Ying non rispose.

Ellen Tordesillas, VERA FILES

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