FILIPPINE: Bualan e New Valencia, musulmani e cristiani uniti dall’istruzione

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Un tempo la divisione tra gli abitanti dei due villaggi, Bualan e New Valencia, era palpabilemusulmani e cristiani, separati da un camminamento di due chilometri mai percorso, dove le conversazioni non si erano mai avute e le risate mai condivise.

Ma i musulmani del villaggio Bualan e i cristiani di New Valencia hanno buttato giù il muro invisibile guidati da un solo obiettivo, educare i loro giovani.

I bambini dei due villaggi di Bualan e New Valecia ora siedono ed imparano insieme nella Scuola Elementare di Bualan, un plesso con sei classi aperto nel 2009 col finanziamento del governo giapponese. La nuova costruzione che fu iniziata dalla Fondazione Libreria dei bambini di Mindanao ha rimpiazzato la costruzione della vecchia scuola danneggiata dai bombardamenti e scontri a fuoco del 2008, dopo la rivolta di un gruppo di comandanti del MILF per il fallito accordo di pace sui domini ancestrali col governo Arroyo.

“Prima i cristiani si sentivano a disagio nel venire qui anche se avevano bisogno di qualcosa da noi… ma ora le relazioni tra musulmani e cristiani sono migliorate. I bambini giocano insieme” dice Mohidin Samplidan, un maestro anziano della scuola. “Inviavano i piccoli in altre scuole di altri villaggi, ma a causa di questa iniziativa eccoli qui. I donatori giapponesi hanno costruito la strada qui in modo che possono arrivarci facilmente” dice il maestro indicando la strada che porta a New Valencia.

A marzo l’ambasciatore giapponese nelle Filippine Toshinao Urabe ha inaugurato la scuola ed è rimasto meravigliato di come l’istruzione abbia aiutato a riportare insieme le due comunità. “Mi hanno detto che qui a Bualan la gente lavora insieme con la comunità cristiana a New Valencia lassù. Con una tale collaborazione c’è ora una comprensione migliore tra le due comunità. Stiamo dando ai bambini di queste due comunità una possibilità di godersi una vita pacifica.” ha detto Urabe. “La pace non si può raggiungere con la violenza, ma solo attraverso la comprensione.” ha detto l’inviato in un discorso agli studenti, ai maestri e alle famiglie delle due comunità.

Il Giappone negli anni dal 1960 al 2011 ha erogato 20 miliardi di dollari in aiuto alle Filippine rendendola la terza nazione, dopo Indonesia e Cina, a ricevere i maggiori aiuti. “L’istruzione dà ai bambini nuovi poteri che avranno la possibilità di una vita migliore. Ne beneficerà l’intera comunità. Questa è la ragione perché il Giappone è di aiuto nella costruzione di scuole” dice Urabe che fa notare l’insegnamento del proprio paese che è risorto dalle ceneri della seconda guerra mondiale istruendo i propri cittadini.

Questo progetto è uno dei 58 progetti giapponesi in Mindanao come parte delle Iniziative Giappone Bangsamoro per la ricostruzione e lo sviluppo (JBIRD) che fu iniziato nel 2006 con un programma di 400 miliardi di 140 milioni di dollari per sostenere il processo di pace di Mindanao attraverso iniziative di sviluppo nelle comunità colpite dal conflitto. JBIRD ha esteso finanziamenti per la costruzione di nuovi centri di addestramento, cinque sistemi di approvvigionamento per l’acqua, cinque centri di sviluppo agricolo e 42 edifici scolastici tra le quali quello di Baulan.

Il nuovo edificio scolastico è la prima struttura completa a Bualan dove la scuola elementare giunse nel 1964, quando per mancanza di edifici le classi si tenevano in luoghi improvvisati, come racconta Samplidan. La situazione peggiorò nel 2008 quando gli scontri costrinsero a chiudere la scuola.

“Quando riaprimmo nel 2009 al primo giorno di scuola non c’erano alunni. Ma dopo quando notarono che il maestro ritornava conducemmo una campagna casa per casa per incoraggiare i genitori a far tornare i loro figli a scuola.” dice il maestro. La scuola cercò l’aiuto del Gruppo di monitoraggio internazionale, che presiede gli accordi di cessate il fuoco tra le due parti, per chiedere al MILF di risparmiare la scuola dagli scontri. “Da quel momento non ci sono stati più scontri”

La popolazione scolastica ora raggiunge 305 alunni ed il 10% viene da New Valencia

Per la ragazzina Jocelyn Pableo di quattordici anni la scuola le ha dato la seconda possibilità di avere un’istruzione. A causa della povertà dovette fermarsi, ma poté ritornare a frequentare liberamente e persino con i pasti a scuola. “Sono felice ora poiché posso tornare a scuola” dice Pableo che sogna di diventare una hostess.

Come dice Tomo Matsui della Libreria dei bambini di Mindanao, studenti e famiglie di Baulan e New Valencia ora possono “essere felici”. “Avete fatto questa scuola, farete la pace a Mindanao” dice Matsui visibilmente felice.

Il programma JBIRD giapponese ha anche fornito metodi alternativi di sopravvivenza in altre aree di conflitto a Mindanao. A Tuker nella provincia di Sultan Kudarat, le donne ricevono libera istruzione professionale attraverso la strutture allargate del Skills Training Center per le donne Bangsamoro.

Dalla giovane quattordicenne Rasmia Yusop alla cinquantenne vedova Anida Ando, le donne che sperano di guadagnarsi da vivere per le loro famiglie ricevono un’istruzione professionale sotto l’egida delle ONG locali Ittihadun-Nisa Foundation presso le strutture finanziate dal Giappone.

“Smisi di andare a scuola dopo le elementari poiché non avevo denaro. Volevo imparare a cucire e poter così aiutare mia sorella” dice Yusop, l’ultima di sette sorelle che vuole lavorare con la sua famiglia in una piccola impresa. Ando recentemente ha iniziato l’addestramento presso il centro sperando di iniziare una piccola impresa di sartoria e poter aiutare i propri nipoti.

Quello che il governo giapponese spera di nutrire in Mindanao è proprio questo senso di ottimismo a seguito della firma dell’accordo quadro per la nuova entità autonoma Bangsamoro.

“Credo che sul campo sperano davvero. Vglio dire che non sanno le complicazioni di queste cose amministrative, dei bisogni diplomatici. Ma ora hanno grande speranza che questa volta è quella giusta.” dice Urabe. “In quel senso, penso che c’è davvero speranza sul campo. Ed è perquesto che non voglio che la gente non perda questa opportunità”.

Tarra Quismundo http://www.opapp.gov.ph/features/one-school-muslims-christians

 

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