Camarines Sur, quando il voto non si può comprare

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La provincia di Camarines Sur è divisa in cinque distretti dove ci sono solo 37 città e molti frazioni, barangay in filippino, ma l’ufficio nazionale di statistica considera solo una municipalità come delle città, la città autonoma di Naga che negli anni scorsi fu amministrata da Jessie Robredo, il compianto ministro degli interni e del governo locale del governo Aquino, salutato solo all’ultimo come un “eroe”.

camarines sur

Sua moglie Leni, con una certa riluttanza, ha accettato di correre per un seggio nel Congresso ed ha vinto con una valanga di voti contro Nacy Villafuerte, moglie del più famoso patriarca Luis che ha amministrato la provincia da 30 anni insieme al figlio Lray.

Il profilo che si ha della provincia è più o meno questo:

… “La città di Naga indaffarata, scoppiettante e di successo è una anomalia. La provincia di Camarines Sur è certamente una delle province più povere delle Filippine. Le ultime statistiche mostrano che nel 2009 Camarines Sur aveva un’incidenza del 38,7 % della povertà, non molto differente da quello del 2003 con un’incidenza del 38,3% cioè 0,4% in sei anni. Anche la statistica sulla salute e sull’istruzione è cattiva. E’ la terza provincia del paese col più alto numero di famiglie povere sin dal 2003. Il bisogno di programmi di sostegno della povertà sono quindi al centro delle elezioni del 2013 e c’è bisogno di una guida politica impegnata a lavorare sulla povertà” (Therappler.com)

Se guardiamo all’Indice di Sviluppo umano (HDI), una media di tre fattori considerati quali l’entrata media, il livello di istruzione e l’aspettativa di vita media, si hanno i seguenti dati:
1994, HDI=0,577 1997 HDI=0,568 2000 HDI= 0,601 2009 HDI= 0,511 (NCSB)

Quando si analizzano questi dati si nota una diminuzione delle entrate procapite. Se guardiamo le cifre dei finanziamenti statali alla provincia si ha che nel 2007 furono 905.50 milioni di peso, nel 2008 furono 1,072.00 milioni di peso e nel 2009 sono stati 1,140.00 milioni di peso: grandi somme ma pochissimi progressi quindi, anzi con una diminuzione delle entrate individuali.

Un analista politico dell’Università di Naga, Gumba, dice: “Quando si ha una provincia condizionata da generazioni di patronato e di servizi erogati col contagocce, non trovi molte richieste dalle persone. Non chiedono più quel tipo di servizi e di politici che meritano… Camarines Sur ha essenzialmente lo sfregio della presenza di famiglie di politici che sono sempre stati al potere per qualche tempo. Tutti le circoscrizioni elettorali della provincia hanno una famiglia che l’identifica già al potere: Andaya (dal 1960) per il primo distretto, Arroyo per il secondo, Villafuerte (dal 1978) per il terzo, Fuentebella (dal 1907) nel quarto e Alfelors (dal 1970) nel quinto. Queste sono le famiglie che sono nella politica da tempo immemore.”

Robredo: sono l’esempio di come il voto non si può comprare, Angela Casauay, The Rappler

Per Leni Robredo, appena eletta parlamentare al Congresso Filippino, la sua vittoria mostra che non tutti gli elettori filippini possono essere comprati. Nonostante un sistema di compravendita dei voti istituzionalizzato, Leni Robredo è riuscita a sconfiggere un membro di una dinastia politica ben addentrata a Camarines Sur con una valanga di voti in più. “Credo che i politici non necessariamente capiscono che il denaro non è la motivazione principale. Ed io sono il classico esempio” di Leni che definisce le attività di compravendita di voti a Camarines Sur come sistemiche ed istituzionali.

Lei dice di essere testimone di tre generi di liste per determinare le tattiche di compravendita. Primi nella lista sono i sostenitori che si pagano una certa cifra per assicurare la loro fedeltà. Seconod sono le persone indicate per una “conversione del votante”, cioè quelli che votano all’altro candidato e sono pagati in più. Terza lista i fedelissimi a cui si chiede di non votare affatto in cambio di denaro. Durante la sua campagna elettorale Leni Robredo ha chiesto agli elettori di prendere i soldi ma non permettere che possano cambiare il loro voto.

Mentre i suoi oppositori attiravano i votanti con quello che lei definisce la lista dei votanti che hanno l’apparenza di una lista dei prezzi delle merci, lei ha lavorato a creare una connessione personale con gli elettori. “Non è davvero importante che abbiano qualcosa. Quello di cui hanno bisogno è la speranza. Se ti rendi accessibile la gente spera di più che sarai lì al momento opportuno. La gente mi ha percepito come un candidato accessibile… Tutti hanno il numero del cellulare mio. Tutti possono mandarmi un messaggio, o mi possono fare visita. Penso che se si possono relazionare a me su base personale, mettono un grande qualcosa in più. Altri candidati davano prodotti per la casa, denaro qualunque cosa, ma loro hanno votato lo stesso per me”.

Leni Robredo, che accettò la candidatura un po’ controvoglia, non ha deciso di lanciare una guerra contro le grandi dinastie politiche della provincia di Camarines Sur, ma fu convinta a partecipare come un risultato del clamore che ha seguito la morte di suo marito Jessie, ministro degli interni di Aquino e ancor di più ricordato come il sindaco che cambiò il volto della città di Naga. In tanti le hanno detto che soltanto lei avrebbe potuto scardinare la dinastia politica dei Villafuerte.

I dati elettorali hanno detto che ha conquistato il 78% dei voti della sua circoscrizione superando Nelly Villafuerte, moglie del deputato uscente Luis Villafuerte, di oltre 71 mila voti.

Leni ha detto di aver tenuti incontri dovunque “agli angoli delle strade, sotto un albero, dentro le case”, mettendo a frutto la formula,impiegata da suo marito, dal basso verso l’alto, per organizzare i rappresentanti dei distretti dai settori attivi e militanti che l’hanno aiutata a conquistare il seggio parlamentare. Non è d’altronde qualcosa di nuovo per lei. Suo marito Jessie iniziò come un militante della comunità e ha lavorato per anni come avvocato in un gruppo di avvocati alternativi.

“Sono sempre stata un avvocato della gente” dice Leni “Pe tanto tempo ho lavorato nel settore dei contadini, dei poveri della città, per le donne, per i bambini. Vado in giro moltissimo e per l’intera regione”. Il proprio retroterra culturale e militante l’ha aiutata a comprendere che un “approccio teorico” verso il governare non avrebbe funzionato. “Quel genere di lavoro mi ha fatto capire che si deve essere davvero efficaci nell’aiutare se ti immergi davvero in queste comunità, se dedichi abbastanza tempo e sforzo per sentire davvero quello che provano” E’ lo stesso approccio concreto e sensibile per cui era conosciuto suo marito, sulla cui sola popolarità sapeva di non potersi affidare per vincere.

Trovò un punto di appoggio nella sua lotta contro la compravendita di voti. Sfidando il consiglio di amici e colleghi, Leni Robredo nel punto più alto della sua campagna elettorale ha denunciato Villafuerte di comprare i voti. “Dicevo alla gente, credo che se vinco queste elezioni do alla gente un messaggio forte. Gli elettori non si possono comprare davvero. La gente ha bisogno di denaro perché sono abituati a questo. La gente può persino attendere. Molti prima della campagna elettorale se ne andava in giro come se fosse una festa, per le strade in attesa dei soldi. E’ uno scandalo. Al momento delle elezioni mi ha votato.”Ed aggiunge: “La gente ti vede come un capo simbolico che non vorrà tollerare questo genere di cose”.

Ovviamente la sua rivale non se ne starà seduta a piangere per la sconfitta, ma pensa di denunciare la Robredo, che non batte ciglio, per una presunta “Frode informatica” durante le recenti elezioni.

“Se mi facessi tarpare le ali per la paura di una vendetta, la gente non saprebbe più a chi rivolgersi. Devo essere un simbolo del cambiamento.” dice Leni Robredo impassibile di fronte a tali accuse.

Nel parlamento vuole riprendere le iniziative di legge che ha introdotto suo marito nel ministero degli interni e del governo locale, come fissare gli standard di un buon governo o del cattivo governo nelle amministrazioni locali. “Il governo deve essere sempre aperto alla partecipazione popolare perché è il solo modo per fare bene.”

Gli occhi della provincia di Camarines Sur e della nazione saranno su di lei quando entrerà a luglio al parlamento. E lei è molto attenta a mantenere una relazione salutare col potere.

“Mio marito ed io abbiamo guardato al potere come un mezzo per cambiare tante cose. Ma si sa che il potere attenua il carattere”

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