FILIPPINE: Chi attenta alla pace a Mindanao

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Il sette ottobre 2012 il Presidente Benigno Aquino è riuscito a conseguire quello che altri presidenti della Repubblica non sono riusciti ad ottenere firmando un accordo con il MILF, Fronte di Liberazione islamica Moro, su un accordo quadro per la pace. Benché sia stata applaudita a casa e da osservatori internazionali, non si devono sopravvalutare le implicazioni di un accordo. La pace a Mindanao e nell’arcipelago di Sulu rimangono elusive a causa di una moltitudine di problemi e il numero di attori che minacciano di rovinare il processo.

La regione “Bangsamoro” creata dall’accordo rimpiazzerà la Regione Autonoma della Mindanao Musulmana (ARMM) del 1989 che è il luogo dove si trova la gran parte dei conflitti, particolarmente tra i clan rivali, nella parte meridionale dell’Isola di Mindanao. L’accordo, che si vuole finalizzare nel 2016, alloca soltanto cinque municipalità a maggioranza musulmana al MILF comparata alle 12 municipalità miste non MILF.

La fetta della Mindanao Musulmana nominale del MILF è un prodotto di spostamento di popolazione a causa di decenni di migrazione di popolazioni musulmane e di lotte di potere esterne e d interne. Con il MILF che esercirebbe il controllo su meno del 15 % della popolazione di Mindanao e dell’arcipelagodi Sulu, soddisfare alle richieste del MILF individua un solo ostacolo che si trova di fronte gli sforzi del governo per piegare la violenza nel meridione del paese.

La questione spinosa delle popolazioni indigene non musulmane, o Lumad, è stata negata attraverso il processo durato nove anni dei negoziati del governo con il MILF. Cacciati fuori dalle proprie terre ancestrali durante il periodo coloniale americano e nei concflitti dopo l’indipendenza, il governo filippino ha lentamente riconosciuto i diritti della terra consuetudinari di queste nove milioni di persone profughe internamente.

Il governo filippino ha assegnato 159 titoli di proprietà della terra ancestrali a 918 mila abitanti a Mindanao sin dal 1998. L’amarezza della popolazione Lumad verso il processo attuale di pace nasce da tre fattori. Il primo è la poca considerazione chiara del governo per il dolore dei loro senza terra come pure della preservazione della loro distinta identità in una futura zona autonoma. Secondo l’allarme dei Lumad di fronte la prospettiva di essere governati da capi musulmani, simile alla sudditanza dei loro progenitori sotto il sultanato. Terzo fattore la mancanza di valore dato alla non violenza rispetto ai benefici percepiti del prendere le armi. Senza affrontare le lamentele dei Lumad e rasserenare le loro preoccupazioni, le iniziative del governo per raggiungere la stabilità di lungo corso a Mindanao potrebbe vacillare.

E’ anche rischioso non tener conto del MNLF, Fronte di liberazione nazionale Moro, un altro potenziale incursore del nuovo trattato di pace col MILF. Dal settembre 1996 quando fu firmato l’accordo tra il President Ramos e il MNLF per far cessare le ostilità, il MNLF è stato integrato nella struttura politica dell’arcipelago di Sulu e Mindanao Centrale mediante un negoziato duro decennale. Comunque il MNLF si è risentito e si è opposto al tentativo del MILF di creare una regione Bangsamoro che potrebbe annullare la base di potere del MNLF. L minacce del capo del MNLF Nur Missauri di riprendere l’insurrezione armata porta un peso significativo minacciando di destabilizzare la regione.

Gli stessi coloni cristiani pongono una minaccia onnipresente alla stabilità di Mindanao. Le milizie cristiane sono state uno dei peggiori autori di stragi nel meridione mentre le elite cristiane hanno sfruttato le milizie per afferrare la terra, incrementando i loro centri di potere e minando i precedenti sforzi di pace. In considerazione dell’abbondanza di armi automatiche senza registrazione fornite dai governi durante i tempi di estrema tensione tra governo e ribelli musulmani, è necessaria una pulizia totale.

Ad attendere il governo c’è una formidabile sfida nel trattenere e disarmare queste milizie armate e nel risolvere le contese della terra tra gli abitanti cristiani e le loro contro parti Lumad e Moro. Il governo deve simultaneamente instillare fiducia tra gli abitanti cristiani a cui il governo può fornire sicurezza adeguata per le loro comunità. Di eguale nota, il MILF, organizzazione piena di divisioni, sarà sfidata col compito di disarmare oltre 11 mila suoi militanti ed integrarli in una consolidata autorità civile di cui hanno storicamente avuto poca fiducia.

Le istituzioni governative delle Filippine sono largamente monopolizzate da una oligarchia di famiglie da molto tempo e Mindanao non fa eccezione. Mentre abbisognano disperate misure per consolidare le istituzioni democratiche e cacciare i clan in guerra a Mindanao, il circolo dei patroni dei clan del governo è improbabile che si indebolirà nel momento in cui Aquino mira a cementare la sua eredità ed assicurare che il MILF si disarmi. Né lo stato si allontanerà dagli interessi locali profondi a Mindanao. Comunque con una minore richiesta di risorse per affrontare l’insorgenza del MILF, forse c’è l’opportunità di rafforzare il governo della legge in aree dominate tradizionalmente dalle milizie dei clan.

Tuttavia molti ostacoli ad una pace di lungo corso hanno soluzioni tangibili. Una giustapposizione di meccanismi di pace sono già operativi ma dipendono dalle relazioni MILF governo e dalla volontà del MILF di integrarsi in istituzioni civili.

Fondamentale nel far diminuire la violenza a Mindanao negli anni recenti è stata il Comitato di coordinamento sulla cessazione delle ostilità (CCCH) e il Gruppo di monitoraggio internazionale (IMT) che hanno aiutato ad evitare scontri tra MILF e governo, miglirato le indagini congiunte e risolto violazioni e conflitti prima che si ingigantissero.

Il Gruppo di azione congiunto AdHoc (AHJAG) ha facilitato la cooperazione informale tra il governo e il MILF per indagare e affrontare il circolo di criminalità, i banditi e i comandanti impazziti. Istituzionalizzare questi meccanismi di pace con il prossimo accordo del Comitato di normalizzazione congiunto (JNC) offre un passo in avanti nel mantenere la comunicazione e la cooperazione per collegare questi due interessi congiunti delle parti nella stabilità di Mindanao.

La transizione da un’organizzazione di militanti allineati alla meglio verso un partito politico è una sfida di sé. Con lo stabilirsi di istituzioni democratiche nascenti sotto l’autorità transitoria Bangsamoro il MILF sarà costretto a differenziarsi dalla gestione cleptocratica del MNLF delle sue istituzioni politiche autonome e a fornire servizi attesi da tanto sociali e di salute per alleviare i dolori dei Moro colpiti dalla povertà.

Sebbene i capi del MILF abbiano richiesto “ lo sfruttamento delle nostre proprie abbondanti risorse” nella loro regione, il governo del MILF dipenderà da un settore privato sottosviluppato e dalle risorse estrattive immediate nel periodo di interim per alimentare il commercio e generare entrate fiscali. Le risorse minerarie di Mindanao, stimate per migliaia di milioni di dollari offre un fiume di entrate dirette per un governo del MILF a corto di denari.

Comunque la crescita economica attraverso l’esplorazione mineraria e lo sviluppo di petrolio in mare è un impegno da 10 15 anni precedente alla produzione e si affiderà alla capacità del MILF di un governo della legge, alla stabilità istituzionale, agli incentivi all’investimento e ad un accordo chiaro di divisione delle entrate tra MILF e Governo, una sfida grande per un governo civile che nasce.

Senza il rafforzamento di una consultazione delle terze parti, un’assenza di relazioni mutuali da costruire con le comunità periferiche produrrà probabilmente scoppi di violenza sul nuovo confine del Bangsamoro. Rivalità dei clan, provocatori del MNLF, abitanti cristiani ed altre forze interen ed esterne minacciano la nuova regione Bangsamoro.

Vari interessi profondi nello status quo si confronteranno col piano di pace del Governo MILF, indipendentemente da un accordo comprensivo che miri ad affrontare le lamentele a permettere una condivisione di ricchezze. La moltitudine di attori sovversivi nella scena politica di Mindanao fa del trattato del MILF solo un passo in quelli che promette di essere un lungo processo di repressione della violenza nel meridione filippino.

 George Gorman, AsiaTimesOnline

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