FILIPPINE: Controllo delle nascite, filibustieri e Chiesa Cattolica

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Nel suo appello annuale di luglio al paese, il presidente Ninoy Aquino si appellò ai politici del paese affinché rompessero lo stallo sulla legge del controllo delle nascite, RH Bill, nel paese a predominanza cattolica. Ogni giorno muoiono circa 15 donne per complicazioni collegate al parto, quando erano 11 un decennio fa, molte delle quali sono giovani tra i poveri della città e della provincia secondo un’indagine governativa.

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Nel decennio seguente alla prima proposta di legge, le gravidanze non volute sono salite del 54% e la legge vuole affrontare questa situazione offrendo delle opzioni di contraccezione, di salute della riproduzione e di educazione sessuale nelle scuole. Il tasso di mortalità materna è di 221 morti ogni 10 mila nascite negli anni dal 2006 al 2010 con un incremento del 36% rispetto al periodo precedente quando erano 162.

Agli inizi di agosto gli alleati del presidente nella Camera avevano l’occasione di sorridere quando fu dichiarata chiusa la discussione sulla legge “Genitorialità responsabile, salute riproduttiva e sviluppo della popolazione” in una commissione della Camera. Ma mentre la legge va avanti nel Senato e nella Camera per i vari emendamenti, i suoi relatori si trovano di fronte ai filibustieri di una minoranza attiva che provano a dilazionare il passaggio della legge fino al 15 ottobre quando scade il mandato della Camera.

“Le forze che si battono contro questa legge sanno che al momento le forze che la sostengono hanno probabilmente la maggioranza e quindi cercano di prolungare il processo parlamentare” dice Walden Bello deputato filippino. “Una volta giunti a metà ottobre sarà difficile ottenere il quorum in quanto tutti quanti saranno indaffarati nella campagna elettorale per la loro rielezione”. La strategia della minoranza, circa 120 su 285 nella Camera, è di far pesare l’influenza politica che la chiesa cattolica gioca nell’arcipelago di 96,5 milioni di persone. “L’opposizione alla legge spera che qualcuno possa cambiare idea e votare contro la legge per paura che la gerarchia della Chiesa Cattolica possa indicare di votare contro di esso” sostiene Bello.

Il peso della chiesa si sta manifestando nell’università gesuita dell’Ateneo De Manila dove 190 accademici che sostengono la legge sono stati minacciati di essere accusati di eresia secondo alcuni media locali. “Il primo principio della legge canonica è che non ci è permesso di insegnare contro gli insegnamenti ufficiali della Chiesa” dice il vescovo Leonardo Medroso ad una stazione radio locale. “Se c’è qualcuno che dà indicazioni contrari agli insegnamenti della chiesa allora bisogna indagare subito.”

Inoltre la Chiesa ha anche sostenuto le proteste per strada contro la legge ed una manifestazione a Manila ha radunato dieci mila persone. Gli argomenti tirati fuori all’occasione contro la legge includono la perdita dei valori della famiglia in una “Società della contraccezione” e l’interferenza dello stato in quello che è percepito un dominio della fede.

“La legge è diventata una questione politica a causa del ruolo della chiesa nell’opporsi ad essa, e la sua influenza è sempre persuasiva.” dice Harry Roque docente di diritto costituzionale alla UP. “Ma la realtà è che di questa legge abbiamo bisogno. E’ importante che il presidente faccia quello che si ritiene giusto, ed è profondamente legato al sostegno della legge.” Altrimenti l’amministrazione Aquino sarebbe esposta alle accuse di essere remissivi di fronte all’impegno preso con Obiettivi di sviluppo del Millennio dell’ONU di tagliare di tre quarti il tasso di mortalità materno per il 2015 rispetto a quello che era nel 1990.

Le agenzie dei diritti delle donne filippine e le agenzie dell’ONU che seguono la questione pensano che l’obiettivo sarà probabilmente mancato. “La prima legge, che fu proposta nella Camera e nel Senato nel 2001, voleva rispondere a varie problemi della salute riproduttiva in modo integrato e legato ai diritti.” dice Junice Melgar, direttrice del Likhaan, un centro dei diritti e della salute delle donne. “Voleva richiamare l’attenzione sulle questioni esistenti ma di fatto tabù come la salute riproduttiva degli adolescenti, l’assistenza dopo l’aborto e l’educazione sessuale. Era necessaria una legge per rendere comune l’approccio della salute basata sui diritti e la salute integrata. Voleva istituzionalizzare un dipartimento di programmi di salute riproduttiva”.

La mancata approvazione della legge di allora ha influenzato negativamente la costante povertà nel paese dove il 20% vive sotto la soglia di povertà di 1,25 US$ al giorno. “La donna più ricca vuole 1,9 bambini e ne ha due; quella povera ne vuole quattro ma ne ha sei” dice Demeterio-Melgar. “La Nascita non voluta mantiene le famiglie povere e le famiglie con più di tre bambini hanno difficoltà nel nutrire i bambini e mandarli a scuola.”

Nearer the Church, farther from birth goals, By Marwaan Macan-Markar

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